Via allo Spallanzani alla sperimentazione di Sputnik, il vaccino che viene dal freddo – Il Sole 24 ORE

I punti chiave

  • Cento dosi per partire
  • La produzione del vaccino
  • L’accordo per la produzione in Italia
  • Vaia (Spallanzani): «É un virus vigliacco, vaccinatevi!»
  • Come funziona Sputnik
  • Il giallo in Slovacchia
  • Via libera in India al vaccino russo

4′ di lettura

Via alla sperimentazioni in Italia di Sputnik, il vaccino che viene dal freddo. Con la firma del memorandum di collaborazione scientifica con il centro di ricerca russo Gamaleya e con il fondo russo degli investimenti diretti, parte una doppia sperimentazione sul vaccino Sputnik. Sotto la lente degli scienziati italiani e russi sarà da una parte l’efficacia del siero russo sulle varianti, in particolare quelle brasiliana, sudafricana e inglese, e dall’altra l’uso del vaccino come richiamo in quelle persone che hanno ricevuto la prima dose di un altro vaccino come Astrazeneca, Pfizer o Moderna. Il vaccino vanta un prezzo contenuto: dieci dollari, quindi circa 8 euro e mezzo a dose. È già utilizzato in diversi paesi, anche a San Marino, che ne acquistate in un numero superiore a quello dei residenti. E ora viene pubblicizzato come primo Stato al mondo Covid free, dove non serve mascherina.

Verifica su varianti e in combinazione con altri vaccini

«La Regione Lazio e lo Spallanzani sottoscrivono questo accordo tecnico-scientifico – ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, ai giornalisti davanti alla fontana dell’Istituto – che darà il via finalmente alle sperimentazioni con e su Sputnik». L’accordo prevede appunto la verifica del vaccino russo sulle varianti virali e l’uso di altri vaccini (tra cui Sputnik) dopo la prima dose con AstraZeneca.

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Cento dosi per partire

Subito l’Istituto russo metterà a disposizione 100 dosi per partire. Il vaccino sarà dunque testato con 600 volontari, in varie formule: come seconda dose di richiamo dei tre vaccini che usiamo in Italia o come doppia dose di Sputnik, che utilizza due diversi adenovirus, uno nella prima e uno nella seconda dose. Nonostante il pressing di molte regioni, finora manca per il vaccino russo l’autorizzazione dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco che invece ha già dato il via libera a Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson, che atterra a Pratica di Mare proprio il 13 aprile con le prime dosi per l’Italia.

La produzione del vaccino

Il premier Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa il 23 marzo, ha chiarito che da un’indagine della commissione europea – che ha parlato con il fondo russo che ha in mano la proprietà della produzione del vaccino – emerge che « possono produrre un massimo di 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il 60% in vari siti internazionali». L’Ema sta facendo una review delle componenti del vaccino e sembra che Sputnik dovrebbe essere disponibile in Europa nel secondo semestre 2021. Subito dopo queste dichiarazioni c’è stato un asse Mosca-Pechino per la produzione di 60 milioni di dosi in Cina.

L’accordo per la produzione di Italia

Intanto in Italia l’azienda Adienne Pharma&Biotech di Francesco Di Naro, che ha una sede legale in Svizzera e uno stabilimento a Caponago, vicino a Monza, ha siglato un accordo con il Fondo sovrano russo per avviare la riconversione delle strutture per poter entro qualche mese, a produrre Sputnik, il vaccino messo a punto dall’Istituto Gamaleya

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Via allo Spallanzani alla sperimentazione di Sputnik, il vaccino che viene dal freddo – Il Sole 24 ORE

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