La protesta dei commercianti, tensioni al Circo Massimo. Ristoratrice in ginocchio: “Aiutateci”. Lunedì si… – La Repubblica

 Erano circa 800 i manifestanti, che hanno partecipato alla protesta dei ristoratori, presenti questa mattina al Circo Massimo, nella Capitale. Ci sono stati momenti di tensione Massimo di Roma. quando un gruppo di alcune decine di manifestanti, provenienti principalmente dalla Campania, si è schierato davanti al cordone di polizia in assetto antisommossa in via dei Cerchi. Urla e grida di rabbia da parte di alcuni, ma non si è registrato alcun contatto con la polizia.

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 “Aiutateci, ve lo chiedo per piacere. Ve lo chiedo in ginocchio”. Piange e si inginocchia terra in lacrime, Chiara, 50enne ristoratrice toscana. Dopo ore di protesta e attimi di tensione, la rabbia e le emozioni di Chiara sono esplose davanti al cordone dei poliziotti in tenuta anti sommossa schierati su via dei Cerchi.

Piange, si appella al governo Draghi: “Aiutateci, siamo disperati. Non ce la facciamo più a dire ‘È arrivata la bolletta, come la paghiamo?’, ‘E’ arrivato l’affitto cosa gli diamo?'”. Tra i singhiozzi e l’abbraccio di altri ristoratori che la fanno rialzare in piedi, chiara ormai è un fiume in piena: “non ho soldi per fare la spesa, se non mi aiutassero le persone io non avrei i soldi per comprare da mangiare”.

Tra i manifestanti anche Camilla Moccia, la ristoratrice fotografata seduta a terra ai piedi dei fornelli della cucina del suo ristorante. Un momento di sconforto ritratto in uno scatto che divenne simbolo della disperazione dei ristoratori. “I miei genitori mi hanno trasmesso la passione per la cucina ma vedere oggi il ristorante così è tosta”, racconta Camilla. “Io non mollo, perché a 22 anni sono molto determinata – aggiunge -. I disordini in piazza? Non sono quelli i metodi giusti per ottenere qualcosa. Vedere la manifestazione di oggi, così pacifica, è una grande cosa. Vedere quello che è successo ieri è invece una grandissima delusione”.

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A un certo punto una delegazione di 5 persone viene ricevuta a Montecitorio. “Chiediamo una data certa per la riapertura delle attività, poter lavorare a pranzo e cena e posticipare  il coprifuoco a mezzanotte. Queste sono le richieste più  urgenti che vengono dalla piazza – ha spiegato Roberta Pepi di Roma più  Bella che ha partecipato all’ incontro con la sottosegretaria Bergamini – oltre al documento già  presentato ieri da Tnt,  ma ci è stato spiegato che c’è  un problema in più legato al piano vaccinale ovvero eventi di trombosi anche per il vaccino J&J che di fatto rischia di bloccare tutto”.

Transenne e chiusure intorno all’area dove si è svolta la manifestazione. Blocchi anche su Corso Rinascimento, via del Corso e via del Tritone, in direzione via del Corso. Qualche coda sulla Colombo, mentre anche gli elicotteri sorvolano l’area.

“Ci dissociamo da ogni iniziativa non programmata e violenta” è stato ribadito più volte dal megafono della piazza, dove intanto proseguono gli interventi di ristoratori e imprenditori di diverse regioni italiane. “Non cadiamo nelle provocazioni, noi stiamo qui e aspettiamo di poter incontrare qualcuno”.

“Ci hanno lasciato in mutande”, hanno gridato i ristoratori maremmani che hanno appeso ad un cavo diverse mutande gialle e rosse con lo slogan ‘L’Italia ci ha lasciato in mutande, ora basta”.

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“Siamo un gruppo di ristoratori – dicono – non siamo un’associazione di categoria, non abbiamo un partito politico, siamo solo ristoratori arrabbiati che si sono uniti per cercare una soluzione, per cercare di farsi ascoltare. Lo Stato non ci sta ascoltando, ha solamente dato dei piccolissimi e inutili ristori a noi proprietari e una misera cassa integrazione ai nostri dipendenti che ormai non ce la fanno più.”

Alla fine il presidio si scioglie, ma i manifestanti si danno appuntamento sempre a Rome per il prossimo lunedì. Mentre alcuni ristoratori di ritorno dalla manifestazione  hanno bloccato l’A1 in direzione nord all’altezza del casello di Attigliano. I manifestanti hanno fermato le loro auto bloccando il traffico. Sul posto la polizia di Terni e la polstrada che stanno monitorando la situazione

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