Colori regioni: i possibili cambi in zona gialla, arancione e rossa di oggi – QUOTIDIANO.NET

Roma, 30 aprile 2021 – E’ il giorno di un nuovo possibile cambio dei colori per le regioni. C’è chi spera in una promozione in una fascia con minori restrizioni (ad esempio la Sardegna punta a lasciare la zona rossa per l’arancione). L’Italia, al momento, è quasi tutta in zona gialla, ma da quanto emerge dalla riunione della cabina di regia per il monitoraggio settimanale dei casi Covid l’indice Rt nazionale è in lieve aumento rispetto alla scorsa settimana: 0.85 rispetto allo 0.81 di venerdì scorso. E’ scesa invece l’incidenza: 146 casi settimanali per centomila abitanti (contro i 157 di 7 giorni fa).

Zona gialla

Dovrebbe essere certa la conferma di quasi tutte le regioni già presenti: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto. A questa si dovrebbe aggiungere la Puglia (l’indice Rt è a 0.92, sotto l’1 anche nell’intervallo massimo di confidenza).

In bilico tra zona gialla e zona arancione

Tra le regioni attualmente in giallo a rischio conferma c’è la Campania, i cui dati sono peggiorati nell’ultima settimana: l’indice Rt è salito sopra 1 anche nel limite inferiore (1,08, con intervallo 1,05-1,11).

Zona arancione

Dovrebbero restare in zona arancione Basilicata, Calabria, Sicilia. In questa fascia dovrebbe passare anche la Sardegna, che aveva dati buoni già la scorsa settimana (ma la norma prevede che passino almeno due settimane consecutive con numeri da fascia inferiore per essere spostati)

Zona rossa

Rischia invece di passare in zoina rossa, e quindi a restrizioni più dure, la Valle d’Aosta, che attualmente ha un’incidenza di contagi pari a 265 ogni 100mila abitanti.

Il report dell’Iss

Migliora la situazione generale del rischio pandemico in Italia, con nessuna Regione a rischio alto. Undici Regioni e Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 10 Regioni hanno una classificazione di rischio basso. Tre Regioni (contro 4 della settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Campania e Sicilia hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre di tipo 1. I dati sono contenuti nella bozza del monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss, relativo al periodo 19-25 aprile.

Scende, ma rimane alto, il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (8 Regioni/Pa contro 12 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è uguale alla soglia critica (30%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate in terapia intensiva, che passa da 3.151 del 20 aprile a 2.748 del 27 aprile. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale – si legge nella bozza – scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 23.255 del 20 aprile a 20.312 del 27 aprile.

Insomma – si legge nel report – “si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello molto impegnativo. Inoltre, l’ormai prevalente circolazione in Italia di una variante virale caratterizzata da una trasmissibilità notevolmente maggiore, richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia”.  “È fondamentale – concludono gli esperti – che la popolazione continui a rispettare tutte le misure raccomandate di protezione individuale e distanziamento in tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo per ridurre il rischio di contagio. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.

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