Colori regioni: zona gialla, arancione e rossa. Chi cambia da lunedì 3 maggio? – IL GIORNO

Milano, 30 aprile 2021 – Ci siamo. Oggi, il monitoraggio dell’Istituto superiore della sanità – come ogni venerdì -, stabilirà i nuovi colori delle regioni italiane. Un monitoraggio che, però, arriva troppo presto per valutare gli effetti delle riaperture scattate a inizio settimana. Da lunedì 26 aprile, il nostro Paese è quasi completamente giallo e questo colore sarà predominante anche la prossima settimana, dal 3 maggio. Alle 15 regioni già passate in questa fascia con minori restrizioni si aggiungerà molto probabilmente la Puglia.  Ma c’è chi rischia di peggiorare la situazione e vedere inasprite le regole per contrastare l’andamento del contagio. Intanto, questa mattina, dalla cabina di regia emerge che l’indice Rt è in lieve aumento, mentre l’incidenza è in calo.

Covid, bollettino 29 aprile in Italia e Lombardia

In Italia, l‘indice Rt è in lieve aumento: nell’ultima settimana è a 0,85, contro lo 0,81 della settimana precedente. Scende invece l’incidenza, a 146 casi settimanali per centomila abitanti (contro i 157 di 7 giorni fa). Tuttavia, “sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi”. E’ quanto si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio ministero della Salute-Iss. Nel periodo 7-20 aprile 2021, l’ Rt medio calcolato sui casi sintomatici e’ stato pari a 0,85 (range 0,80- 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, pero’ sotto l’uno anche nel limite superiore. Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto, mentre 11 Regioni “hanno una classificazione di rischio moderato e dieci Regioni che hanno una classificazione di rischio basso. Tre Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e Sicilia) hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo uno”. 

Covid Italia, scende l’incidenza: 146 casi su 100mila abitanti. Rt a 0,85

Dal 26 aprile lItalia è per la maggior parte in zona gialla. Le regioni in questa fascia sono: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige (sia la provincia autonoma di Bolzano che di Trento), Umbria, Marche, Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania e Molise. Tutte finora con Rt sotto 1 e rischio complessivo moderato o basso. Cinque le regioni in zona arancione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. In rosso solo la Sardegna. 

La Puglia spera di passare dalla zona arancione a quella gialla e potrebbe riuscirci se confermerà i dati già positivi della scorsa settimana. Discorso opposto per la Valle d’Aosta, che con l’incidenza settimanale molto alta rischia di passare dalla zona arancione a quella rossa. Rischia un peggiornamento anche la Campania, che da giallo potrebbe andare in arancione. Basilicata, Calabria e Sicilia, le altre tre Regioni in zona arancione, dovrebbero mantenere questo colore anche la prossima settimana. Infine la Sardegna, unica Regione in zona rossa questa settimana, può sperare di uscire dal lockdown a partire da lunedì prossimo.

E’ molto probabile che la Puglia lasci la zona arancione per passare in quella gialla. Non sono, infatti, obbligatorie due settimane in fascia arancione per poter essere ‘promossi’. La Campania, ad esempio, è diventata arancione il 19 aprile. E il 26 aprile, dopo una sola settimana, è passato in fascia gialla. È stato possibile perché, indipendentemente dal colore, aveva registrato da due monitoraggi consecutivi parametri da zona gialla. È la stessa situazione della Puglia (diventata arancione il 26 aprile), che dovrebbe passare in giallo da lunedì 3 maggio se l’attuale trend positivo sarà confermato. Per la terza settimana consecutiva, i contagi sono calati. “I parametri sono buoni, attendiamo la decisione del ministero”, ha detto l’assessore Pierluigi Lopalco.Parole confermate anche dal nuovo report della fondazione Gimbe: nella settimana dal 21 al 27 aprile, i contagi sono diminuiti del 7,8% rispetto alla settimana precedente (la settimana scorsa il calo era stato del 7,2%), mentre i casi attualmente positivi ogni 100mila residenti sono passati da 1.260 a 1.231. Ancora sopra soglia di saturazione i posti letto in area medica (46%) e terapia intensiva (39%) occupati da pazienti positivi al Coronavirus, ma anche questi dati sono in miglioramento. Anche se negli ultimi due giorni il bollettino regionale ha restituito numeri in controtendenza, sia ieri che oggi, infatti, i contagi sono tornati a salire su livelli preoccupanti. 

La Valle d’Aosta è in bilico tra l’arancione e il rosso. Gli ultimi dati sui contagi, infatti, portano la Regione a superare, seppure di poche unita’, il limite di 250 casi ogni 100.000 abitanti, il che significherebbe, dopo appena una settimana, passaggio da zona arancione a rossa, con conseguente aumento delle restrizioni. Il possibile lockdown preoccupa il governatore Erik Lavevaz, che ieri ha diramato una nota in cui spiega come “tutti gli altri principali parametri, a partire dall’indice Rt, continuano a migliorare. Per questo motivo, la Regione ha inviato alla Cabina di regia una nota nella quale e’ stato chiesto di tenere in considerazione l’andamento generale dell’epidemia, oltre all’incidenza che e’ rimasta sotto la soglia di 250 fino a tutta la scorsa settimana”. Una risposta e’ attesa nella giornata di oggi, quando saranno resi noti i nuovi dati sui contagi. Da inizio pandemia, la Valle d’Aosta ha registrato 10.884 casi di persone positive al Covid-19, con 455 decessi (eta’ media 83,5 anni) e 9.655 guarigioni. In questo momento 44 persone sono ricoverate all’ospedale “Parini”, 7 si trovano in terapia intensiva mentre 713 sono in isolamento domiciliare. Stando alla mappa a colori dell’Europa, aggiornata dall’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: solo questa regione ancora questa settimana rimane in rosso scuro, la fascia di massimo rischio per Covid-19, dalla quale invece restano fuori le altre Regioni della Penisola, tutte ormai di colore rosso, se si fa eccezione per la Calabria che risulta al momento di colore grigio, che equivale nella legenda dell’Ecdc a un’area per la quale “le informazioni sono insufficienti o il tasso di test è inferiore a 300 casi su 100.000”. 

In Campania, la situazione contagi è peggiorata nell’ultima settimana. per questo, la regione rischia di passare dal giallo all’arancione. Ieri, sono stati 1.986 i nuovi positivi al Covid su 21.943 tamponi molecolari effettuati. Di questi, comunica l’Unita’ di crisi regionale, 640 sono sintomatici, mentre i restanti 1.346 non presentano sintomi. Il tasso di incidenza e’ intorno al 9%, in linea con il dato di ieri. Sono stati 33 i decessi, di cui 25 avvenuti nelle ultime 48 ore e 8 nei giorni precedenti, per un totale di
6.369 persone dall’inizio dell’epidemia. I guariti nelle ultime 24 ore sono stati 1.871, per un numero complessivo di 291.640. Sono 137 i posti letto occupati in terapia intensiva, uno in piu’ rispetto a ieri, sui 656 disponibili. E’ calato invece di 45 unita’ il numero dei posti occupati in degenza, che sono attualmente 1.462 sui 3.160 disponibili tra strutture Covid e offerta privata. 

In bilico. Tra la conferma della zona arancione e il sospirato ritorno al giallo. Il territorio lucano è in arancione dallo scorso 16 marzo, ma sono 12 i comuni che saranno in zona rossa fino al 2 maggio. Da venerdì scorso, quando l’Rt era schizzato a 1.24, il secondo più altro, la regione ha vissuto giorni da ‘montagne russe0, tra rassicuranti cali e nuove, preoccupanti impennate di contagi.Ieri ci sono stati altri tre decessi e 170 nuovi contagi a fronte di 1.523 tamponi molecolari processati. E’ salito, seppur di poco, il numero delle persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane passate a 174 di cui 6 in terapia intensiva.

La Calabria dovrebbe restare in zona arancione. ieri sono stati registrati 473 positivi a fronte di 4.377 tamponi esaminati. Al momento in cura nelle strutture ospedaliere e in isolamento controllato vi sono 14.431 persone. Sono 521 i pazienti ricoverati in ospedale di questi 48 interapia intensiva. da oggi, però, entrano in vigore le ordinanze firmate dal presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, ai fini del contenimento della diffusione del Covid-19,  con le quali viene disposta l’istituzione della “zona rossa” nel Comune di Montalto Uffugo (in provincia di Cosenza) e nella frazione Paravati di Mileto (Vibo Valentia). Il provvedimento prende atto dell’interlocuzione con i sindaci dei Comuni di Montalto Uffugo e Mileto e con i dipartimenti di Prevenzione delle Azienda sanitarie provinciali di Cosenza e di Vibo Valentia. L’ordinanza istituisce le due zone rosse “dalle ore 5 del 30 aprile a tutto il 13 maggio 2021“, tenuto conto che “l’incidenza del contagio, negli ultimi 7 giorni, rispetto alla popolazione residente, registra valori superiori ai livelli di allerta e interessa un cospicuo numero di individui di eta’ pediatrica, con possibili ripercussioni nel setting scolastico”. 

Situazione preoccupante in Sicilia, soprattutto a Palermo, che è in zona rossa. ll commissario per l’emergenza Covid, Renato Costa, prova a non creare allarmismi: “Si tratta di oscillazioni normali e che non destano particolari preoccupazioni”. Ben diverso il commento del sindaco Leoluca Orlando: “Siamo alla vigilia di una strage“. Proprio nel capoluogo di regione si registra la situazione più difficile. Il lockdown prolungato sta però mettendo in ginocchio commercianti e imprenditori. Come sottolinea anche la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio, raccogliendo il malcontento di migliaia di associati. “Voi chiudete le attività e continuate a farci pagare le tasse. Voi chiudete le attività e non create altri posti letto negli ospedali. Voi fate i vaccini ma andate al ritmo della lumaca. Voi dovete garantire il diritto al lavoro e dovete garantire il diritto alla salute. Se la zona rossa non funziona è un fallimento del sistema, perché la norma è pensata male, stare a casa provoca più contagi e più fallimenti. E se anche funzionasse non siete in grado di farla rispettare. Stare tutti in casa dopo più di anno è impossibile”. Ieri, sono stati 1.061 i nuovi casi di Covid 19. . Ventitre i morti e 1.166 i pazienti dimessi o guariti. Nell’isola ci sono in tutto 25.244 positivi – 128 in meno rispetto a ieri – di cui 1.201 ricoverati con sintomi, 168 in terapia intensiva e 23.875 in isolamento domiciliare. 

La Sardegna è l’unica regione in zona rossa, ma vede sempre più vicino il traguardo del passaggio all’arancione. Scende l’Rt che si attesta a 0,8, e questa settimana, secondo la Fondazione Gimbe, migliora l’indicatore relativo ai «Casi attualmente positivi per 100.000 abitanti»: 1.089 contagi con un calo del 21,8% rispetto alla rilevazione precedente (1.116 casi). Calano anche i contagi giornalieri, 207, e i ricoveri (-6 nei reparti non intensivi) e restano sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (23%) e terapia intensiva (21%) occupati da pazienti Covid-19. Si registrano, però, ancora sette decessi. Numeri da zona gialla, dunque, per una Regione in zona rossa da tre settimane. E mentre si spera che l’arancione possa durare meno dei canonici 14 giorni delle ordinanze del ministero della Salute, il tasso di positività scende al 5,3%. .

La Lombardia è in zona gialla da lunedì 26 aprile. Ieri, a fronte di 51.253 tamponi effettuati, sono stati 2.304 i nuovi positivi al coronavirus e il tasso di positivita’ è salito dal 3,8% di ieri al 4,4%. Continuano a diminuire gli ospedalizzati: sono calati di 18 i
ricoverati nelle terapie intensive (totale regionale 557 ) e di 110 quelli nei reparti (totale 3.597). Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 40 che hanno portato il totale da inizio pandemia a 32.829. I guariti/dimessi sono stati  2.461 in più di ieri, per un totale totale complessivo di 717.503, di cui 3.729 dimessi e 713.774 guariti.  La provincia più colpita è quella di Milano, dove i contagiati odierni sono 651, di cui 242 a Milano citta’. I casi nelle altre province lombarde sono a Bergamo: 179; Brescia: 277; Como: 222; Cremona: 69; Lecco: 76; Lodi: 38; Mantova: 141; Monza e Brianza: 141; Pavia: 98; Sondrio: 39.

Procede a ritmi serrati la campagna vaccinale. “Sono state somministrate 3.141.902 dosi di vaccino, pari all’85% di quelle consegnateci. Siamo in attesa di altre 750 mila dosi in arrivo settimana prossima, di cui 315 mila di AstraZeneca. Già oggi abbiamo superato il mezzo milione di dosi somministrate a settimana, con una potenzialità di 700-750 mila dosi in 7 giorni che può crescere ulteriormente”, ha detto LetiziaMoratti, vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, intervenendo in audizione alla commissione sanità. “Sono 1.175.000 gli over 80 già vaccinati – ha sottolineato  Moratti- e oltre 582 mila gli over 70. Confermiamo che saremo in grado, se arrivano i vaccini, di mantenere l’obiettivo di 144 mila somministrazioni nei centri massivi e altre 30 mila effettuate da aziende e farmacie”. “In poco meno di due settimane – ha spiegato Fontana – abbiamo raggiunto un doppio ambizioso traguardo che conferma la grande validità del Piano studiato e messo a punto da Guido Bertolaso. Un piano che ha portato a 3 milioni di dosi somministrate e che entro un paio di giorni ci farà superare la cifra record di 100.000 dosi effettuate in un giorno. Numeri che alcuni pensavano irraggiungibili; invece il nostro sistema ha una capacità di fuoco che ci consentirà di fare ancora meglio se la struttura commissariale ci garantirà adeguate forniture”. Sul tema Covid è tornato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Mi pare però che ci sia grande volontà da parte di tutti di partecipare alla vita cittadina, di aiutare i ristoratori e quelli dei bar. Secondo me la città sta reagendo con compostezza, speriamo che sia così”. “Ovviamente con il prefetto e il questore stiamo studiando la situazione per poterla gestire, perché poi qualcosa di non ideale succede sempre – ha aggiunto -. Da un lato dobbiamo essere noi fermi nel riprendere chi non si comporta in maniera giusta, dall’altro lato ogni tanto un pò di tolleranza può anche non andar male”.

COPRIFUOCO –  Confermato, anche in zona gialla, il coprifuoco dalle 22 alle 5. Ma, secondo el ultime dal Governo, a maggio potrebbe cambiare l’orario in base al numero dei contagi. 

Coprifuoco, a maggio l’orario può cambiare

SPOSTAMENTI – Gli spostamenti tra regioni in zona gialla tornano a essere liberi, a differenza di quelli tra zone rosse e arancioni. Per questi la mobilità in entrata e in uscita sarà consentita – con autocertificazione – per motivi di lavoro, salute e urgenza. Con una novità: si potrà viaggiare al di fuori delle zone gialle anche per turismo, se muniti di “certificazione verde”, che attesti l’avvenuta guarigione dal coronavirus, l’esito negativo di un tampone, rapido o molecolare, effettuato nelle 48 ore prima di mettersi in viaggio, o la vaccinazione.

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VISITE AD AMICI E PARENTI – Nelle zone gialle sarà consentito un solo spostamento al giorno per andare a trovare parenti e amici tra le 5 e le 22 in massimo 4 persone oltre ai minorenni sui quali si esercita la responsabilità genitoriale. Visite libere e senza restrizioni a partire dal 16 giugno.

BAR e RISTORANTI – Dal 26 aprile riaprono in zona gialla i ristoranti a pranzo e cena “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto“. Dal primo giugno potranno aprire a pranzo anche i locali che hanno spazi al chiuso, con consumo al tavolo dalle 5 alle 18.

Bar e ristoranti, dai tavoli all’aperto al coprifuoco: le regole

SPORT, PISCINE, PALESTRE E SPORT –  Dal 26 aprile, nelle zone gialle, sarà consentito lo svolgimento all’aperto di attività sportiva anche di squadra e di contatto, come il calcetto tra amici. Rimane per il momento vietato invece usare gli spogliatoi. A partire dal 15 maggio, sempre in zona gialla, riapriranno le piscine all’aperto e, dal 1° giugno, sarà possibile tornare in palestra

PALAZZETTI E STADI SPORTIVI –  A partire da giugno, in zona gialla, si potrà andare a eventi sportivi con capienza degli stadi o palazzetti non superiore al 25% e non più di 1000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso.

SPETTACOLI E TEATRI –  Dal 26 aprile, in zona gialla, tornano gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e altri locali o spazi all’aperto. Con qualche limitazione: dovranno svolgersi esclusivamente con posti a sedere preassegnati, nel rispetto del distanziamento di almeno un metro tra spettatori non conviventi e tra questi e il personale in servizio. La capienza consentita per questi eventi non potrà superare il 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non potrà in ogni caso essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde.

MERCATI E CENTRI COMMERCIALI – Dal 15 maggio in zona gialla riapriranno mercati e i centri commerciali, anche nei giorni festivi.

FIERE E CONGRESSI – Bisognerà aspettare più tempo per la ripartenza di fiere, convegni e congressi. La data fissata è quella del 1° luglio. 

PARCHI TEMATICI E TERME – Anche centri termali e parchi tematici riapriranno a partire da inizio luglio .

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