Covid-19, Brusaferro (Iss): “Diminuiscono i casi in varie fasce età, effetto vaccinazioni” – Rai News

Coronavirus

Monitoraggio settimanale Iss

“C’è decrescita curva, ma sempre lenta” dice il presidente dell’Istituto superiore di sanità.   L’Rt risale a 0,85, scende l’incidenza. In serata le nuove ordinanze di Speranza: la Val d’Aosta rischia il rosso, Sardegna in arancione

“In molti paesi europei c’è una curva in crescita, mentre in Italia c’è una decrescita ma sempre lenta della curva. Per quanto riguarda l’incidenza riportiamo due flussi: quelli Iss, che vede una decrescita a domenica scorsa ed è pari a 146 contro 157 della settimana precedente. Il flusso del ministero a ieri sera indica l’incidenza a 148 per 100mila abitanti contro 159 della scorsa settimana”. Così il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa insieme a Gianni Rezza al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia.

Cala l’età media dei casi Covid a 42 anni
“Decresce l’età mediana dei casi di Covid-19 in Italia, collocandosi a 42 anni. E calano i casi nelle varie fasce d’età, prova indiretta dell’efficacia della vaccinazione, così come calano i casi tra gli operatori sanitari”.

Vaccinati oltre 80% degli over 80 e quasi il 70% dei 70-79enni
“Il dato delle vaccinazioni è in  crescita soprattutto per lo sforzo di questi giorni. Le vaccinazione  per la fascia over 80 hanno superato l’80%, si avvicinano al 60% nella fascia 70-79 anni”.

Quadro complessivo resta impegnativo
“Il quadro complessivo resta ancora di un livello impegnativo nonostante una diminuzione dei nuovi casi. Tre regioni hanno un Rt maggiore di 1 e anche se l’incidenza è in diminuzione resta ancora elevata. Quindi occorrono misure di mitigazione” ha precisato Brusaferro.

Variante inglese è diventata prevalente
“La variante inglese è ormai la variante di base nel nostro paese. Nell’ultima indagine rapida sulle varianti dell’Iss sono stati sequenziati oltre 2000 campioni: nel 92% dei casi è stata evidenziata la variante inglese, che ha sostituito il virus iniziale ed è prevalente, e la brasiliana è al 4,5%. Un caso di variante indiana è stata riportata dal Veneto” ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Quindi, ha detto, è “importante continuare ad abbassare l’incidenza per contenere i casi”. Il virus, ha aggiunto, “muta continuamente ma non tutte le mutazioni sono di interesse e ci devono preoccupare. Diventano preoccupanti quando c’è un aumento di trasmissibilità o virulenza”.

Rezza: per richiamo con AstraZeneca non ci sono cambiamenti
“Per il vaccino AstraZeneca per ora non cambia nulla e non sono state prese decisioni diverse rispetto alle ultime settimane e rispetto al pronunciamento Ema. Dunque per AstraZeneca non cambia nulla perché non ci sono evidenze di eventi avversi con la seconda dose” ha detto il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza in relazione all’ipotesi di effettuare la seconda dose con un vaccino diverso da quello AstraZeneca per chi lo abbia ricevuto come prima dose.

Per riaperture cautela e monitorare indicatori precoci
“Tutto va fatto con enorme cautela .Anche per AstraZeneca abbiamo usato più cautela mettendo un limite di età per la prima dose. Così per le riaperture bisogna usare cautela e gradualità tenendo sott’occhio tutti gli indicatori precoci di allarme” ha aggiunto Rezza.

L’Rt risale a 0,85, scende l’incidenza
Risale l’indice Rt nazionale di contagio del Coronavirus in Italia che la scorsa settimana era a quota 0,81 e che torna al valore 0,85, uguale a quello della settimana ancora precedente.  L’incidenza continua a scendere: il valore è a 146 rispetto al 152 della settimana scorsa. È quanto emerge, secondo quanto si apprende, dall’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss sull’andamento dell’epidemia per il periodo 12-18 aprile.
 
Questa settimana si osserva ancora una diminuzione della incidenza settimanale, scesa a 146,3 per 100.000 abitanti contro 157,4 per 100.000 abitanti della settimana precedente. Tuttavia, “sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi”. E’ quanto si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio ministero della Salute-Iss.  
 
 Nel periodo 7-20 aprile 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,80- 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, però sotto l’uno anche nel limite superiore. Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto, mentre 11 Regioni “hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilita’ di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci Regioni che hanno una classificazione di rischio basso (una ad alto rischio di progressione a rischio moderato). Tre Regioni (vs quattro la settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e Sicilia) hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo uno”.

“La Basilicata, la Campania e la Sicilia hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e  Sicilia) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2”.

Sulla base del monitoraggio settimanale dell’Iss in serata arriveranno le nuove ordinanze del ministro della Salute, vediamo quali regioni potrebbero cambiare di colore.

Sardegna verso l’arancione,  la Val d’Aosta rischia il ritorno in zona rossa
La Sardegna dopo tre settimane in zona rossa passa in quella arancione. Lo ha comunicato ufficialmente il ministro della Salute Roberto Speranza all’assessore regionale della Sanità,  Mario Nieddu. Un passaggio ‘annunciato’ grazie a un Rt che si attesta a 0.81, un dato quasi dimezzato rispetto all’1,54 che ne aveva determinato il passaggio alla zona rossa.

La Val d’Aosta invece dall’arancione potrebbe passare al rosso, secondo quanto emerge dalla riunione della cabina di regia per il monitoraggio settimanale sui cambi di colore delle Regioni che andranno in vigore a partire da lunedì 3 maggio. In Val d’Aosta l’incidenza è schizzata oltre la soglia di rischio di 250 casi per centomila abitanti, e quindi va in rosso automaticamente. Ancora in bilico la Puglia, che però con un Rt a 0,92, sotto l’1 anche nell’intervallo massimo di confidenza, dovrebbe scendere in giallo. In rosso, quindi, da lunedì potrebbe stare la sola Val d’Aosta, in arancione le confermate Calabria, Sicilia e Basilicata cui si aggiunge la Sardegna, tutte le altre in giallo.

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