Covid Italia, Rt a 0,85: “Quadro stabile, cautela su riaperture” – IL GIORNO

Roma – Come ogni venerdì, la riunione della Cabina di regia tra l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute ha fornito i dati del monitoraggio sull’andamento dell’epidemia in Italia. Per quanto riguarda l’indice Rt, c’è un lievissimo aumento: dal valore di 0,81 della scorsa settimana si è passati a 0,85. L’incidenza scende invece a 146,3 casi su 100mila abitanti, mentre la scorsa settimana era 157,4 su 100mila abitanti (il limite da non superare è di 250 casi su centomila abitanti). Sulla base di quanto emrgerà oggi, oggi sono stati anche stabiliti i nuovi colori delle regioni italiane: la Sardegna è passata in zona arancione mentre la Val d’Aosta è diventata rossa. Per il resto la situazione è stabile, con la Lombardia che si conferma gialla. Va comunque detto che il monitoraggio è arrivato troppo presto per valutare gli effetti delle riaperture scattate a inizio settimana. 

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Brusaferro: vaccini in crescita, attenzione a varianti

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, analizzando i dati del Monitoraggio Regionale Covid-19​ della Cabina di Regia è partito dal nodo della campagna vaccinale: “Il dato delle vaccinazioni è in crescita soprattutto per lo sforzo di questi giorni. Le vaccinazione per la fascia over 80 hanno superato l’80%, si avvicinano al 60% nella fascia 70-79 anni”. Per quanto concerne l’allarme varianti Brusaferro ha spiegato: “Il virus varia, ma non tutte le varianti ci devono preoccupare, anche se vanno tutte individuate. Ci dobbiamo allarmare quando c’è un aumento di trasmissibilità, quando c’è aumento di virulenza e quando la variante può rappresentare un sistema che sfugge alla risposta immunitaria”. Per questo – ha aggiunto – “è molto importante continuare ad abbassare l’incidenza per poter intervenire dove dovessero insorgere varianti nelle comunità”.

Rezza: cautela su aperture

Parlando delle riapertre Gianni Rezza,  direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, ha sottolineato: “Tutto quanto va fatto con cautela. Vediamo come sia difficile ormai fare a meno” delle riaperture. E allora, “nella speranza che presto qualcosa cambi grazie soprattutto a questa accelerazione nella campagna vaccinale, si fanno riaperture che sono graduali, prudenti, caute e allo stesso tempo si tengono sott’occhio indicatori precoci che, quando scattano, ci devono indurre ad aumentare le cautele che vengono prese”. “Il nostro mestiere – conclude – è segnalare con rapidità qualsiasi segnale d’allarme“.

Seconde dosi AstraZeneca

“Per il vaccino AstraZeneca per ora non cambia nulla e non sono state prese decisioni diverse rispetto alle ultime settimane e rispetto al pronunciamento Ema. Dunque per AstraZeneca non cambia nulla perchè non ci sono evidenze di eventi avversi con la seconda dose” ha detto il direttore della prevenzione del ministero della Salute in relazione all’ipotesi di effettuare la seconda dose con un vaccino diverso da quello AstraZeneca per chi lo abbia ricevuto come prima dose.

Il report settimanale

“Sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi”. E’ quanto si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio ministero della Salute-Iss. Per quanto riguarda l’Rt del periodo 7-20 aprile 2021, l’indice medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,80- 0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, però sotto l’uno anche nel limite superiore. Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto, mentre 11 Regioni “hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci Regioni che hanno una classificazione di rischio basso (una ad alto rischio di progressione a rischio moderato). Tre Regioni (erano quattro la settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e Sicilia) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno una trasmissibilita’ compatibile con uno scenario di tipo uno”. 

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