Vaccinazione di massa al via entro maggio, ecco come cambierà il piano vaccinale – Il Sole 24 ORE

Vaccinazione di massa anticipata a fine maggio

Perché non attenersi scrupolosamente ai dettami commissariali? Perché è più rapido raggiungere tramite la prenotazione online fasce di popolazione che attendono la vaccinazione, piuttosto che dedicarsi a completare per intero il ciclo vaccinale delle fasce di età già aperte, “rincorrendo” i più anziani che ancora non si sono prenotati e per i quali comunque rimangono aperti slot vaccinali. Di qui la decisione del commissario di non entrare in conflitto con le regioni. E di anticipare a fine maggio la fase della vaccinazione di massa.

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Vaccini disponibili

Stavolta, del resto, non ci saranno giustificazioni. La materia prima c’è. Dopo i 2,2 milioni di dosi Pfizer e le altre 2 milioni di dosi AstraZeneca arrivate a fine aprile, a maggio se ne aspettano altre 17 milioni. E ulteriori 30 milioni a giugno. Numeri più che sufficienti per correre finalmente alla velocità di crociera di 500mila iniezioni al giorno: una soglia minima sotto la quale ora si proverà a non scendere più fino all’immunità di gregge entro settembre, quando si punta ad aver vaccinato almeno l’80% degli adulti. Non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali: dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica.

Vaccinazioni in azienda, 732 siti già pronti

A fine maggio si dovrebbe cominciare dunque anche con la campagna di vaccinazione aziendale. E così si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete (circa 2.400 hub) coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma.

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Il modello israeliano del Lazio

Se l’idea di Figliuolo è: «chi ha più di 30 anni si presenta e si vaccina», vanno decise le modalità con le Regioni. Gli open day organizzati in Basilicata e Sicilia hanno registrato resse e assembramenti. L’alternativa potrebbe essere il cosiddetto «modello israeliano» con prenotazione per classi di età adottato dal Lazio. Contattati attraverso i canali diplomatici, i sanitari israeliani hanno fornito in particolare un consiglio: non fate confusione. E quindi: basarsi per quanto possibile solo sulle fasce d’età, dai più vecchi ai più giovani, senza dare retta a chi insiste con altre priorità; niente open day; assegnare a ogni centro uno e un solo tipo di vaccino per agevolare il percorso verso la seconda dose.

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