Puglia, sfuma la zona gialla. Sardegna arancione. Valle d’Aosta unica regione rossa. La mappa dei colori da lunedì – ilmessaggero.it

L’Italia entra nel mese di maggio colorata in gran parte di giallo ad eccezione di alcune regioni del Sud (in arancione) e della piccola Valle d’Aosta (in rosso). Rispetto alla settimana scorsa le modifiche sono minime: la Sardegna passa da rosso ad arancione e la Valle d’Aosta sale in fascia rossa per l’ennesima volta. Variazioni e conferme – le prime dopo la parziale riapertura del 26 aprile – sono state decise dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base degli ultimi dati dell’epidemia.

I NUMERI – Dati che evidenziano sempre la pericolosità costante del Sars CoV-2 la cui capacità di contagio decresce molto lentamente. Non a caso Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha usato un aggettivo preciso per definire la situazione: «è impegnativa». Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Sanità, è stato esplicito: «Finalmente abbiamo un numero di vaccini quotidiano adeguato, ma fino a quando la grande maggioranza degli italiani non sarà protetta bisognerà mantenere alta la guardia».

Che cosa significa tutto questo in concreto? Partiamo dai numeri: l’indice di velocità della pandemia è leggermente risalito a livello nazionale passando da 0,81 a quota 0,85 (1 è il limite che segna il passaggio da un’epidemia in decrescita ad una in aumento) ma il numero medio dei nuovi casi su 100.000 abitanti è sceso a 146 dai 152 della settimana precedente. Il monitoraggio ha rilevato anche la diminuzione del numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva e delle aree mediche dedicate al Covid sopra la soglia critica: sono 8 contro le 12 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in rianimazione a livello nazionale è ora uguale alla soglia critica (pari al 30%). Quello in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32% rispetto al 40% della soglia).

ANALISI PRUDENTI –  Migliora dunque la situazione generale del rischio pandemico nel Paese, con nessuna Regione classificata come a rischio alto, ma il monito che giunge da Iss e ministero della Salute è sempre quello a non abbassare il livello dall’allarme. La situazione, infatti, resta delicata mentre continuano a preoccupare le varianti del virus Sars-Cov2 presenti anche in Italia. Una conferma arriva dai dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute che segnala 13.446 nuovi positivi nelle ultime 24 ore (l’altro ieri erano stati 14.320) e ancora 263 vittime in un giorno (288), mentre il tasso di positività è del 3,9% (rispetto al 4,3% precedente). Quanto alla situazione negli ospedali, sono 2.583 i pazienti ricoverati in intensiva, in calo di 57 unità, e nei reparti ordinari sono invece ricoverate 18.940 persone, in calo di 411 rispetto al giorno precedente. «In molti paesi europei c’è una curva in crescita, mentre in Italia c’è una decrescita ma sempre lenta della curva», ha spiegato Brusaferro durante la consueta conferenza stampa del venerdì dedicata all’analisi del monitoraggio. Ciò significa, ha chiarito, che «il quadro complessivo resta a un livello impegnativo nonostante una diminuzione dei nuovi casi. Tre regioni hanno infatti un Rt maggiore di 1 e anche se l’incidenza è in diminuzione, resta elevata».

PRUDENZA – Insomma, ancora una volta – a fronte delle recenti riaperture – le autorità sanitarie ribadiscono che non siamo di fronte ad un «libera tutti». Anzi per la verità un po’ tutti gli addetti ai lavori si attendono un aumento dei contagi nelle prossime settimane provocato dalle riaperture ma una progressiva diminuzione dei casi di ospedalizzazione e dei decessi mano a mano che le vaccinazioni si allargheranno.
La domanda che tutti si pongono è: l’Italia in giallo corre davvero il rischio di richiudere? È reale la possibilità di fare la fine della Sardegna che, dopo tre settimane in fascia bianca, solo lunedì uscirà dalla zona rossa facendo perdere ai suoi ristoranti anche il week end del primo maggio? Brusaferro è stato prudentissimo: «Vediamo che il sistema sta tenendo ma ciò va verificato su base settimanale. E poi valuteremo, man mano, le altre riaperture». Un dato positivo arriva dal fronte delle vaccinazioni: l’età media dei nuovi casi di Covid-19 in Italia è scesa a 42 anni. «È una prova indiretta – ha concluso Brusaferro – dell’efficacia della vaccinazione, che ha coperto ormai gran parte degli over-80, così come calano i casi tra gli operatori sanitari che sono stati vaccinati per primi».

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