Cellulare vietato ai bambini: la proposta di legge del M5S – Money.it

Multa da 300 fino a 1.500 euro per gli adulti che permettono ai minori di 12 anni di utilizzare il cellulare. Questa la proposta di legge presentata alla Camera da un gruppo di deputati del Movimento Cinque Stelle.

Non si tratta della solita crociata politica contro la tecnologia, hanno spiegato i firmatari della proposta di legge, ma di una richiesta per sensibilizzare sull’uso del cellulare.

La proposta contro l’uso dei device in età pre-adolescenziale prende esempio dalla Francia. Nel Paese d’Oltralpe da qualche anno è entrata in vigore una legge che vieta agli studenti di utilizzare il cellulare durante gli orari scolastici. In Italia i deputati del M5S puntano oltre e parlano di un controllo a tutto tondo sull’uso dei device.

Proposta di legge contro l’uso dei cellulari: cosa dice

Non è la prima volta che una proposta simile viene discussa alla Camera, già nel 2019 si parlava di combattere la dipendenza da smartphone. In questo testo si legge che 8 adolescenti su 10 hanno paura di rimanere sconnessi dalla rete mobile, quindi di rimanere senza cellulare.

La nuova proposta di legge dei deputati del Movimento Cinque Stelle è composta da otto articoli e pone il problema da un punto di vista che riguarda la salute infantile. Si divide in:

  • Art 1. definisce la finalità del provvedimento, ovvero salvaguardare il processo di crescita psicofisica dei minori di 12 anni;
  • Art 2. definisce cos’è il dispositivo digitale, in particolare si fa riferimento ad apparecchi elettronici palmari che utilizzano la rete internet, che riproducono musica, foto e video;
  • Art 3. dispone l’utilizzo dei dispositivi per i minori sotto il controllo dei genitori.

Questo articolo, nello specifico, setta le tappe di età nelle quali permettere l’utilizzo del cellulare e per quanto tempo. Per i primi 3 anni di vita l’utilizzo è vietato, dai 4 ai 6 anni è proposto un utilizzo parziale, di circa un’ora al giorno. Dai 6 agli 8 anni sono previste tre ore di utilizzo giornaliero e fino a quattro ore dai 9 ai 10 anni.

  • Art 4. introduce il divieto di utilizzo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado;
  • Art 5. prevede l’impegno da parte del Governo a una serie di campagne di sensibilizzazione sull’argomento;
  • Art 6. dispone gli obblighi per i genitori di osservare le disposizioni e chiunque venga a conoscenza di violazioni delle disposizioni è tenuto a segnalarlo alle autorità;
  • Art. 7 introduce le sanzioni: da 300 euro a 1.500 euro. L’importo delle sanzioni è destinato al Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza;
  • Art 8. provvede a stanziare un fondo speciale pari a 50.000 euro annui.

Contro i cellulari ai minori, non crociata contro la tecnologia

Il primo ostacolo di questa proposta di legge è la proposta di legge stessa. Il problema è il tentativo di entrare nelle case degli italiani, di imporre un discorso di controllo su come gestire i propri figli ventiquattro ore su ventiquattro.

D’altra parte molti studi hanno dimostrato come il cellulare sia fonte di potenziali problemi di salute fisica e nello sviluppo psichico. Nel testo di legge sono inserite informazioni sulla conformazione della struttura ossea e l’energia trasmessa dalle apparecchiature.

L’uso del cellulare è sempre più precoce, già dal primo anno di età ai bambini vengono messi in mano cellulari e tablet per guardare cartoni animati e giocare con le App. Più che controllare l’uso dei telefoni, bisognerebbe controllare il contenuto dei giochi e dei video che possono finire sotto gli occhi dei più piccoli.

Soprattutto oggi, con alle spalle due anni scolastici gestiti tramite la Dad (didattica a distanza che sarà utilizzata ancora in futuro), appare evidente come sia sempre più difficile dividere la giornata di un bambino dall’utilizzo di apparecchi con connessione internet.

La preoccupazione è lecita, ma la multa? Da 300 euro a 1.500 euro per aver fatto utilizzare il telefono a un minore di 12 anni è un punizione alta, considerando soprattutto i casi di genitori fuori casa per motivi di lavoro o di bambini e preadolescenti che hanno il cellulare in caso di emergenza. La proposta non tiene in considerazione neanche i dispositivi utili per bambini con disabilità, che fanno dell’utilizzo del cellulare un mezzo di comunicazione non discriminante.

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