Ecco quello che non torna nell’incontro Renzi-Mancini – ilGiornale.it

Questa sera Report ha mandato in onda il servizio che mostra, nella piazzola di un autogrill nei pressi della capitale, l’ex premier Matteo Renzi mentre incontra un agente dei servizi segreti, Marco Mancini. È il contenuto del video che Report, all’interno dell’inchiesta di Giorgio Mottola e Danilo Procaccianti, ha mandato in onda poco fa. Il contatto fra Renzi e Mancini avviene il 23 dicembre 2020, in un parcheggio dell’autogrill di Fiano Romano, nei pressi della Capitale, e dura – sempre secondo Report – una quarantina di minuti. A confermare l’identità di Mancini un ex collega dello 007 italiano. Per chi non lo conosce Mancini è un agente del Dis, l’agenzia che coordina Aisi e Aise, cioè i servizi segreti che si occupano rispettivamente dell’interno e degli esteri. “Messaggio agli inconsolabili: il Governo Conte non è caduto per intrighi, complotti o incontri segreti (all’autogrill). Semplicemente Draghi è meglio di Conte e l’Italia oggi è più credibile” ha commentato lo stesso ex premier su Facebook. A cosa si riferisce Renzi?

I dubbi sull’incontro Renzi-Mancini

Alla base di tutto, infatti, ci sarebbe – secondo alcuni esponenenti della (ex) maggioranza giallorossa – un grande complotto internazionale ai danni di Giuseppe Conte e questo incontro rappresenterebbe un tassello di questa teoria che vede come vittima l’avvocato Volturara Appula. Ci sono però molte cose che non tornano. Primo, è noto che Marco Mancini fosse uno 007 “gradito” ai cinque stelle e allo stesso ex presidente Giuseppe Conte, e non certo un fedelissimo di Renzi. Già a capo della Divisione controspionaggio del Sismi (Servizio Segreto Militare Predecessore dell’Aise) dell’antiterrorismo, Mancini è stato braccio destro del generale Nicolò Pollari. Ha riportato nel 2015 in Italia la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, sequestrata in Iraq. La sua condanna a nove anni del 2013 per sequestro di persona, l’imam Abu Omar, è stata annullata dalla Cassazione. In quei giorni, mentre inconta Renzi, Mancini puntava a un ruolo di ruolo più operativo nell’Aise o nell’Aisi: come ammette lo stesso Fatto Quotidiano, per alcune settimane, Mancini ha buone possibilità di fare il salto. Ha il sostegno di Vecchione – fedelissimo di Conte – e non gli sono ostili neppure i Cinquestelle, consigliati dal magistrato antimafia Nicola Gratteri. Alla fine però non se ne fa niente: il premier Conte avvia un giro di poltrone dentro i servizi, ma Mancini resta al suo posto. Conte si poi dimette alla fine di gennaio, per fare posto a Mario Draghi. Secondo Goffredo Bettini, influente esponente del Pd, l’avvocato “è caduto per i suoi errori o ritardi, ma per una convergenza di interessi nazionali e internazionali“. L’Incontro Renzi-Mancini ne è una possibile prova? No.

Chi ha filmato il video?

Durante l’intervista concessa a Report, Renzi ha sottolineato che “Mancini è uno dei dirigenti dei servizi segreti con cui ho avuto incontri riservati. Penso di averlo visto anche all’autogrill. Se si fa riferimento al fatto che io lo abbia visto a dicembre in autogrill, assolutamente sì. A meno che non si voglia sostenere che l’incontro all’autogrill fosse riservato, ci sono pure le telecamere…”. Mi pare di ricordare, prosegue l’ex premier, “che questo video sia di dicembre o gennaio e mi colpisce molto perché io dovevo incontrare Mancini qui (al Senato ndr) me ne ero dimenticato, ci siamo sentiti mentre io ero già in viaggio verso Firenze e lui mi ha raggiunto all’autogrill a Fiano Romano. E’ molto strano che ci fosse qualcuno a riprendere questo video“.

Davvero Renzi è stato filmato da una persona che passava di lì, per caso? Come poteva sapere che la conversazione fosse rilevante? Secondo il partito di Renzi dietro c’è dell’altro. Come riporta Agi, il partito dell’ex premier contesta alla trasmissione di Rai3 una presunta fattura da 45 mila euro ad una società lussemburghese per confezionare servizi contro Renzi. Questa la domanda contenuta nell’interrogazione presentata da IV a firma Luciano Nobili, indirizzata al ministero dell’Economia e delle Finanze. “Vogliamo vederci chiaro e capire se soldi pubblici sono stati utilizzati per pagare informatori allo scopo di costruire servizi confezionati per danneggiare l’immagine di Renzi. Ci chiediamo con preoccupazione se la Rai compri informazioni con i soldi degli italiani per le sue trasmissioni di inchiesta“, spiega il deputato renziano. Molti dubbi, poche certezze. Ma sembra del tutto improbabile, come qualcuno sembra far supporre, che Conte sia stato vittima di un complotto internazionale.

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