Addio a Nerina, la gatta guardiana del Colosseo: «Ci mancherai ogni giorno» – Corriere della Sera

«Ciao, Nerina. La terra ti sia lieve come il tuo passo sulle antiche pietre di questo anfiteatro che conoscevi in ogni angolo recondito». Sono le parole con cui, domenica sera, la pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo di Roma ha dato notizia della scomparsa della gatta randagia diventata negli anni un’autentica mascotte del monumento. «Le fusa, i graffi, l’incedere su e giù per le scale ci mancheranno ogni giorno e ci sembrerà di vederti ancora stiracchiarti felice al sole, sull’arena», prosegue poi il post. Tra il personale del sito, d’altronde, non c’era nessuno che non la conoscesse. Nessuno che non avesse mai avuto modo di apprezzarne, oltre al leggiadro portamento, l’indole libera e indipendente. Non amava infatti essere accarezzata, tanto che la direttrice tecnica Barbara Nazzaro l’aveva dotata di un collarino rosso con su scritto «Don’t touch me» per evitare che i turisti venissero graffiati. Preferiva di gran lunga godersi la magica atmosfera in disparte, guardando il mondo passarle davanti acciambellata sul travertino: come darle torto? Ma le eccezioni non mancavano. In particolare quando, specialmente verso sera, decideva di accompagnare le guide nelle loro visite, sempre però tenendosi a debita distanza dalla calca. Aveva oltre dieci anni. A esserle fatale, una leucemia scoperta a uno stadio troppo avanzato.

Centinaia le persone che sui social hanno voluto onorarla di un ultimo pensiero. «Ricorderò sempre quando mi venivi vicino e ti davo qualcosa di buono da mangiare, sempre discreta ed elegante», si legge per esempio tra i commenti. «Era una gatta di gran temperamento, e la sua presenza strappava un sorriso (e una foto) a tutti i visitatori». E ancora: «Ti dava l’impressione di farti un favore a concederti di passare a casa sua e insieme ti trasmetteva infinita dolcezza». Oppure: «Non ti dimenticherò mai. Anche per quella volta in cui giovanissima mi hai teso un agguato mentre spiegavo il Colosseo a dei turisti. Eri tremenda, buffa e sofisticata allo stesso tempo… come solo le gatte sanno essere». E non manca neppure l’ironia: «Legioni di turisti graffiati nel corso degli anni te salutant. Nessuna spavalda come te».

Di certo, visto il luogo che aveva scelto di chiamare casa, Nerina la vita se l’è saputa godere appieno, di evento in evento. C’era anche lei, per esempio, alla visita di Obama del marzo 2014. Due mesi più tardi, poi, aveva voluto prendere parte al tour personale del principe Harry (ancora senza Meghan). Ma la lista è lunga: dall’incontro tra Francesco Totti e Russell Crowe al balletto di Roberto Bolle, dalle registrazioni di Alberto Angela al recente concerto di Ultimo e molto altro ancora. Una presenza tanto assidua da finire immortalata anche in diversi documentari, ultimo dei quali «Il Colosseo in quarantena» andato in onda su History Channel. Proprio durante le chiusure dovute al Covid-19, in quelli che sono stati i suoi ultimi mesi di vita, la gatta era apparsa più dolce e meno infastidita del solito, e non di rado faceva capolino negli uffici per schiacciare un pisolino al riparo dal freddo. «È difficile spiegare come un essere così piccolo possa lasciare un vuoto così grande», fanno sapere gli addetti ai lavori. Altro che Romeo: era lei «er mejo der Colosseo».

4 maggio 2021 (modifica il 4 maggio 2021 | 18:57)

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