Condorelli si ribella al pizzo, il boss intercettato: “Non ha mai pagato” – Live Sicilia

CATANIA – Non ci ha pensato due volte. Due anni fa, quando gli esattori di Cosa nostra sono andati a bussare alla sua porta, Giuseppe Condorelli, titolare della famosa impresa dolciaria di Belpasso, ha immediatamente chiamato i carabinieri e ha denunciato. Oggi, quei boss che avevano cercato di intimorire l’imprenditore catanese, sono stati assicurati alla giustizia nell’ambito del blitz Sotto Scacco. In manette gli affiliati dei gruppi di Cosa nostra di Paternò e Belpasso.

Il tentativo di estorsione

Tutto è iniziato con il solito rito dell’aggancio: una bottiglia di alcol etilico posta all’ingresso dell’industria dolciaria e un bigliettino con su scritto: “Mettiti a posto o ti facciamo saltare in aria cerca un amico”. Condorelli non ha cercato alcun amico ed esattamente due anni fa, era aprile, ha raccontato tutto agli investigatori. Non era la prima volta, Condorelli è stato già vittima di rapine e altri tentativi di estorsione. Ma ha sempre denunciato.

Le intercettazioni

Daniele Licciardello, ritenuto secondo gli inquirenti ai vertici del gruppo di Cosa nostra di Belpasso, è accusato del tentativo di estorsione. Per la gip le intercettazioni non lasciano adito ad alcun dubbio. “Gli dobbiamo fare un po’ di danno a Condorelli, a Condorelli anche mbare”, sono state le parole di Licciardello mentre parla con un’altra persona. Che ha ribattuto: “Ma perchè Condorelli non vuole pagare?”. Il boss ha risposto: “Niente, gli ho messo le bottiglie, cose, niente”. “Non vuole pagare più?”, è stata l’altra domanda. Licciardello a quel punto ha messo in chiaro le cose: “Non ha mai pagato, non è che non vuole pagare…”.

“Denunciare conviene”

“Penso che oggi ha trionfato la legalità – dice Giuseppe Condorelli a LiveSicilia – ho già espresso il mio compiacimento ai carabinieri, mi auguro che questa operazione sia l’esempio emblematico della legalità che deve trionfare in tutte le imprese”.

“Io personalmente – aggiunge l’imprenditore – sono stato vicino e sono vicino alle forze dell’ordine, credo che qualsiasi attività imprenditoriale non possa prescindere dalla legalità. Lavorando onestamente si può risanare anche questa brutta piaga che ormai ci affligge da diverso tempo”.

L’imprenditore non ha dubbi: “Denunciare conviene, bisogna avere fiducia ed essere vicini alle forze dell’ordine se vogliamo che questa terra possa cambiare”.

Dall’operazione emergono collusioni con il clan da parte di altri imprenditori che avrebbero addirittura finanziato l’organizzazione mafiosa. Condorelli segue un’altra dottrina: “Oggi le associazioni mafiose tentano di aggirare determinati ostacoli, ma io sono dell’avviso che l’imprenditore debba denunciare sempre e comunque”.

Il Covid

“Stiamo attraversando un momento non facile – conclude Condorelli – ma bisogna avere coraggio e forza di denunciare, sono stato sempre contrario a qualsiasi forma di usurpazione, noi imprenditori oltre ad avere un ruolo economico abbiamo anche un ruolo etico e sociale, dobbiamo essere d’esempio”.

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