Csm, procuratore di Brescia apre fascicolo sui verbali di Amara – Rai News

Il caso

Dopo l’avviso di conclusione indagini notificato dalla procura di Perugia, ritenendo che dall’indagine emergano elementi che, allo stato, escludono di dare corso alla richiesta di archiviazione. Pm Storari indagato a Roma: pronto a chiarire sabato

Il procuratore di Brescia Francesco Prete ha aperto un fascicolo sulla questione dei verbali dell’avvocato Pietro Amara. In particolare Brescia indaga su quanto accaduto nella procura milanese guidata da Francesco Greco, dove il pm Paolo Storari si è rivolto all’allora componente del Csm Piercamillo Davigo per denunciare l’immobilismo rispetto alle dichiarazioni rese da Piero Amara, ex avvocato esterno di Eni, sulla presunta loggia Ungheria – della quale farebbero parte magistrati, politici e alti esponenti delle istituzioni. Al momento non si sa se il fascicolo contiene il nome di qualche indagato. La procura di Brescia ha aperto il fascicolo di indagine per ricostruire eventuali responsabilità penali in capo ai magistrati di Milano mentre spetta invece al Csm valutare eventuali illeciti disciplinari.

Pm Storari indagato a Roma, pronto a chiarire sabato
Per il caso dei verbali degli interrogatori resi ai pm milanesi dall’avvocato Piero Amara, che riguardano la presunta loggia segreta Ungheria, il pm di Milano Paolo Storari è indagato dalla Procura di Roma, come atto dovuto, per rivelazione del segreto d’ufficio. Storari, da quanto appende l’Ansa, ha ricevuto un invito a comparire per sabato prossimo ed è pronto a spiegare e a difendere la decisione presa nell’aprile 2020 di consegnare quelle carte ‘secretate’ all’allora consigliere del Csm Piercamillo Davigo per autotutelarsi ritenendo che i vertici del suo ufficio stessero insabbiando le indagini sulle rivelazioni del legale.

A Milano, il procuratore generale Francesca Nanni ha chiesto una relazione al procuratore capo Francesco Greco sulla vicenda Amara. In particolare, da quanto si apprende, il pg ha deciso di acquisire delle informazioni sulla vicenda, dato il suo “potere di vigilanza” sull’attività dei procuratori su aspetti di particolare delicatezza. “Non ci sono tempi per la consegna della relazione”, fa sapere all’Adnkronos il pg Nanni.

Concorso in millantato credito e traffico di influenze illecite sono i reati che la procura di Perugia contesta all’avvocato Piero Amara in un avviso di conclusione delle indagini per la consegna, insieme all’altro legale Giuseppe Calafiore, di 30 mila euro all’ex funzionario dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna Loreto Francesco Sarcina come presunto prezzo della mediazione illecita dell’ex agente dei Servizi verso pubblici ufficiali.  Amara è il personaggio centrale dell’indagine sulla presunta loggia Ungheria. Inchiesta alla quale non è comunque legato il fascicolo dal quale è scaturito l’avviso di conclusione indagini.

L’avviso di conclusione indagini è stato notificato dalla procura di Perugia ritenendo che dall’indagine emergano elementi che, allo stato, escludono di dare corso alla richiesta di archiviazione.  Il provvedimento è stato notificato dal procuratore capo Raffaele Cantone e dai sostituti Gemma Miliani e Mario Formisano. Gli stessi magistrati titolari dell’inchiesta che coinvolge l’ex consigliere del Csm Luca Palamara e che, sembra, si stiano occupando anche del troncone perugino relativo all’inchiesta sulla presunta loggia Ungheria. 

Dall’avviso di conclusione indagini emerge che Sarcina sfruttando e vantando relazioni, esistenti e asserite, con pubblici ufficiali si faceva consegnare da Amara e Calafiore complessivamente 30 mila euro come prezzo della propria mediazione illecita verso pubblici ufficiali e per remunerarli. 

L’ex funzionario dell’Aisi aveva assicurato ai due legali – sempre in base alla ricostruzione accusatoria – di potersi avvalere di personale dell’Agenzia e di appartenenti alla polizia giudiziaria per reperire informazioni sulle indagini in corso nei loro confronti presso le procure di Roma e di Messina. Inoltre parte di tale somma sarebbe servita – sempre secondo l’accusa – per remunerare i magistrati in servizio presso la procura della Capitale co-assegnatari di un procedimento nell’ambito del quale Amara e Calafiore erano sottoposti ad indagini e rispetto ai quali Sarcina millantava credito. Il coinvolgimento come persone offese dei pm romani ha quindi portato la competenza alla procura di Perugia.

Cartabia segue con attenzione sviluppi, telefonata col Pg Salvi
Secondo fonti di Via Arenula, ieri sera c’è stata una telefonata tra la Ministra della Giustizia e il Procuratore Generale della Cassazione. Marta Cartabia e Giovanni Salvi hanno fatto il punto della situazione e convenuto che sia la Procura Generale a valutare ora iniziative disciplinari, già preannunciate. La Ministra Cartabia segue con attenzione gli sviluppi della vicenda, su cui sono al lavoro anche più Procure.

Davigo atteso dai pm di Roma come teste 
Piercamillo Davigo, ex consigliere del Csm, è atteso mercoledì come teste dai pm di Roma nell’ambito dell’indagine in cui Marcella Contrafatto, sua segretaria fino a quando non è andato in pensione, è accusata di aver diffuso in forma anonima ad alcuni giornali i verbali secretati degli interrogatori resi tra dicembre 2019 e gennaio 2020 dall’avvocato Piero Amara ai pm di Milano sulla presunta loggia Ungheria. L’impiegata, ora sospesa, è indagata per calunnia poiché i verbali sono stati  accompagnati da una lettera in cui si tacciava di inerzia i vertici della Procura milanese. Davigo sarà sentito come persona informata sui fatti.

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