I dubbi di Zingaretti sulla corsa a Roma Ma il partito lo pressa – Corriere della Sera

Ora dopo ora aumenta la pressione dei vertici del Nazareno nei confronti di Nicola Zingaretti per la corsa al Campidoglio. Una trattativa complicata. Non a caso c’è chi sostiene che nelle prossime ore potrebbe scendere in campo Roberto Gualtieri, l’altro nome forte del Pd. Eppure, confidano, «mai dire mai». Anche perché l’ex segretario del Pd viene definito «la soluzione più ambiziosa» in una partita definita «fondamentale» per la costruzione del campo progressista. «È evidente che Nicola ci stia riflettendo» è il mantra che ripetono i dirigenti che affiancano il numero uno del Pd, Enrico Letta.

I contatti con l’inquilino della Pisana sono costanti. Zingaretti trascorre l’intera giornata in Regione, da dove monitora il piano vaccinale, il livello dei contagi. Lo sanno anche in Regione che il profilo del «presidente» è il più competitivo per la corsa al Campidoglio. «Nicola ha oltre 25 punti di vantaggio» sorride un democrat. Ed è di ieri sera la notizia che è stato approvato all’unanimità il regolamento per le primarie che si terranno il 20 giugno. Dunque, da oggi ogni giorno sarà utile per capire chi parteciperà alla corsa.

E Zingaretti che cosa farà? «La sua decisione maturerà nel giro di due-tre giorni» assicurano. Eppure, nonostante il pressing del gruppo dirigente dem, da quelle parti c’è molto scetticismo. «Non è chiusa definitivamente, ma la situazione appare complicata» si lasciano scappare i fedelissimi dell’ex segretario. Il motivo? «Abbiamo posto un problema politico: la regione Lazio e la tenuta del M5S. Vogliamo regalare la seconda regione d’Italia alla destra?». Insomma, Zingaretti vuole avere la garanzia che il suo coinvolgimento per la corsa al Campidoglio non porti all’uscita dei Cinque Stelle dalla Regione e di conseguenza alle elezioni per il rinnovo della Pisana nel medesimo giorno delle amministrative. Obiettivo dunque separare la corsa delle comunali dalle regionali per consentire al centrosinistra di essere competitivo in entrambe le partite e per trovare un accordo di massima con il M5S. Un Movimento che ad oggi risulta essere senza guida e senza bussola: la potenziale leadership di Giuseppe Conte è sospesa. Tuttavia Luigi Di Maio non sembra chiudere la porta: «Zingaretti contro Raggi a Roma? Dovete chiedere al Pd. Non è vero che ho chiesto 24 ore per riflettere. Non ci sono annunci da fare oggi, ma c’è da consolidare il legame fra queste forze politiche».

Di certo, se Zingaretti decidesse di essere della partita non dovrebbe dimettersi. Spiega il responsabile degli Enti locali Francesco Boccia: «La legge non chiede a un sindaco quando si candida a presidente di Regione di dimettersi, così come non lo chiede ad un presidente di Regione. Ci si dimette solo quando si ha un altro incarico». C’è, ad esempio, il precedente di Giorgio Gori che da sindaco di Bergamo partecipò alla regionali in Lombardia. «No a norme ad hoc per Zingaretti» attacca Maurizio Gasparri. «È evidente che è partito l’avvelenamento di pozzi di chi teme Nicola» confidano dal Nazareno. Ora però spetta solo a Zingaretti dire sì o no .

8 maggio 2021 (modifica il 8 maggio 2021 | 09:13)

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