I funerali di Luana D’Orazio: “Il suo corpo straziato è qui a nome di tutti i morti sul lavoro” – Today.it

Si sono tenuti oggi alle 15 i funerali di Luana D’Orazio, nella parrocchia del Cristo Risorto di Agliana, in provincia di Pistoia. Alla funzione ha voluto partecipare anche la titolare della ditta dove, il 3 maggio scorso, è avvenuto l’incidente che è costato la vita alla giovane operaia di 22 anni. Presenti per l’ultimo saluto alla donna anche i suoi colleghi. Ad assistere alla messa officiata dal vescovo di Pistoia Fausto Tardelli sono accorse molte persone della zona, non solo i diretti conoscenti di Luana D’Orazio, ma anche diverse persone da Prato e Pistoia, oltre ai giornalisti e alle autorità. La scuola elementare che la ragazza aveva frequentato da bambina si trova proprio davanti alla chiesa del Cristo Risorto, e ha deciso di mettere le bandiere a mezz’asta.

I funerali di Luana D’Orazio

“È una lunga, lunghissima litania quella dei morti sul lavoro. È una litania che si allunga ogni giorno senza arrestarsi. Due, tre vittime al giorno. Qualcosa di inaudito. Di inaccettabile. Le cose devono cambiare, al di là di ogni schieramento politico. Dobbiamo cambiare questo inaccettabile stato di cose”, ha sottolineato il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, nell’omelia pronunciata durante il rito funebre. “Ora siamo qui attorno al corpo straziato di Luana. La sua storia ha commosso l’intero Paese. Ma il suo corpo straziato è qui a nome di tutti gli altri corpi straziati ogni giorno sui luoghi di lavoro. Viviamo purtroppo in un mondo in balia delle emozioni che si accendono e si spengono in un attimo; in un mondo che vive sull’onda dell’immediato, condizionato spesso dai mezzi di comunicazione. E tutti siamo subito distratti da mille altre cose che facilmente finiscono per giustificare la nostra inerzia”, ha aggiunto monsignor Tardelli.

“La nostra società, il nostro mondo, così com’è oggi, non va. Se non c’è lavoro e lavoro per tutti, vuol dire che le cose non vanno bene. È inutile girarci intorno. Se il lavoro non è dignitoso, rispettoso della dignità della persona umana, se non è libero, creativo, partecipativo e solidale e adeguatamente remunerato, la società non è buona. Soprattutto se ancora oggi, nel 2021, si muore sul lavoro con la frequenza che registriamo, proprio no: qualcosa non va, molto non va”, ha concluso il vescovo pistoiese.

Intanto prosegue l’inchiesta sulla tragica morte bianca. Nei giorni scorsi è stata affidata a un ingegnere la consulenza tecnica, disposta dalla procura di Prato, sull’orditoio nel quale è stata trascinata Luana D’Orazio. Gli accertamenti tecnici dovranno chiarire se il macchinario sia stato manomesso. L’esame autoptico, nel frattempo, ha accertato che Luana è morta per schiacciamento del torace. Non ha sofferto: è deceduta sul colpo. All’autopsia erano presenti anche i consulenti medico legali dei due indagati per omicidio colposo: la proprietaria dell’azienda e il manutentore. Intanto prosegue anche la campagna di solidarietà per dare un sostegno al figlio Alessio, 5 anni: sono oltre 70mila gli euro raccolti.

Perché si continua a morire di lavoro

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