Donna inseguita e “rapinata” dai cinghiali, Raggi posta il video e accusa: “Gestione della fauna spetta alle Regioni” – RomaToday


Anche la sindaca Virginia Raggi dice la sua sulla donna “rapinata” della spesa da un branco di cinghiali in un parcheggio delle Rughe, a Formello. Per sottolineare che “il sindaco non ha responsabilità diretta nella gestione dei cinghiali”, visto che “la legge prevede che siano le Regioni con le loro amministrazioni a gestire la fauna selvatica”.

Raggi ha ricordato che quanto avvenuto riguarda inoltre Formello, “un comune amministrato non da me ma da un sindaco della Lega”, puntando il dito contro “la propaganda da campagna elettorale che ha trasformato questo video nella solita accusa nei confronti di Roma e della sua Amministrazione”.

Poi un commento sulla sempre più frequente presenza di cinghiali in aree urbane: “Da decenni i cinghiali stanno aumentando in quanto non ci sono più specie antagoniste, altri animali, che ne limitano il numero. Quando c’è un aumento di esemplari, i cinghiali vanno alla ricerca di nuovi territori di caccia e si avventurano anche dove vivono gli uomini e quindi il cibo è più facilmente reperibile: per questo motivo rovesciano i bidoni dei rifiuti o, attratti dall’odore, arrivano nei pressi dei negozi di alimentari”.

“Questo fenomeno è in corso in tutte le città italiane, soprattutto quelle dove i parchi naturali sono a ridosso dell’abitato. In questi anni non sono stata inerte ma, per superare l’immobilismo decennale che ho trovato, ho proposto e sottoscritto un protocollo con tutti gli enti che, direttamente e indirettamente, hanno la gestione e la tutela della fauna selvatica”.

Il protocollo cui la sindaca fa riferimento è, con tutta probabilità, l’intesa approvata nel settembre del 2019 tra Regione Lazio, Città Metropolitana e Roma Capitale per la gestione del cinghiale nel territorio di Roma Capitale, in scadenza nel 2022: tra gli obblighi da parte del Comune di Roma c’è “porre in atto tutte le misure possibili volte a evitare la presenza di rifiuti organici e non in tutto il territorio di competenza”, con particolare attenzione a quelli che confinano con la campagna, e poi provvedere alla pulizia delle aree pubbliche di competenza (soprattutto quelle verdi), vigilare – e sanzionare nel caso – su “chiunque trasgredisca il divieto di somministrazione di alimenti a talune specie animali e selvatiche e di abbandono di scaricare alimentari in spazi pubblici”, e ancora assicurare collaborazione agli agenti della Città Metropolitana tramite il corpo di polizia Locale di Roma Capitale.

Spetta da protocollo al Comune, dunque, la “prevenzione” con la pulizia di aree in cui potrebbero esserci rifiuti che attirano fauna selvatica, cinghiali compresi, nel caso in questione al Comune di Formello.

Roma d’altronde non è affatto nuova a episodi simili a quelli immortalati nel video girato a Le Rughe, e Raggi ne è consapevole, visto che già nel lontano 2015 (meno di un anno prima della vittoria della sindaca alle elezioni) era proprio il Movimento 5 Stelle a scagliarsi contro l’allora sindaco Marino citando i quartieri in cui gli ungulati erano stati avvistati.

E nel 2017, quando un uomo in scooter morì per lo scontro con un cinghiale, il presidente della commissione ambiente Daniele Diaco annunciò l’istituzione di un tavolo tecnico con Regione Lazio, Ispra, Iss, Polizia Metropolitana, Asl, Enti Parco spiegando che “nei vari tavoli tecnici è emerso che la Regione Lazio ha acquisito le competenze in materia ma, a fronte di queste, non possiede le adeguate risorse umane ed economiche necessarie alla risoluzione del problema”.

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