“Salvini ritiri i suoi ministri”. Quei sogni anti Lega dei dem – ilGiornale.it

Nel Partito democratico cresce giorno dopo giorno il sogno di vedere la Lega fuori dal governo guidato da Mario Draghi. A far scattare la reazione dei dem sono state le parole di Matteo Salvini, il quale ha sostenuto che l’attuale maggioranza non sarà in grado di fare la riforma della giustizia e del fisco: “Se sei in Parlamento con Pd e 5S, per i quali chiunque passa lì accanto è un presunto colpevole, è dura…“. A replicare duramente alle parole del leader del Carrocio è stato Enrico Letta che, intervenendo nel corso dell’assemblea nazionale di Articolo uno, non le ha mandate a dire: “Questo governo è qui per fare le riforme. Se Salvini dice che questo governo non farà le riforme, allora ne tragga le conseguenze ed esca dal governo“.

“I ministri della Lega si dimettano”

Anche questa mattina non sono tardate ad arrivare dichiarazioni al veleno nei confronti del numero uno della Lega. Contro Salvini si è scagliato Giuseppe Provenzano, ex ministro per il Sud. Il vicesegretario del Partito democratico sul proprio profilo Twitter lo ha così attaccato senza mezzi termini, rivolgendo una provocazione chiarissima: “Ma che problemi ha Matteo Salvini con i fondi europei? Prima a Bruxelles era contro Next Generation Eu, ora in Italia sabota le riforme per ottenerli. Sì, non può fargli fare la fine dei 49 milioni della Lega, ma se non li vuole è semplice: si dimettano i ministri leghisti chiamati a gestirli“.

Gli ha fatto eco Laura Boldrini, che ha risposto al leader della Lega dopo le parole sull’impossibilità di varare riforme del fisco e della giustizia con la maggioranza esistente: “Ma senza queste riforme non avremo i fondi europei. Non si può giocare con il futuro del Paese. Se preferisce fare l’opposizione, si accomodi. Il governo andrà avanti senza di lui“. Secondo Federico Fornarno, capogruppo di Liberi e uguali alla Camera, le ultime dichiarazioni di Salvini indicherebbero una volontà di guerriglia all’interno del governo: “Salvini non pare interessato ad affrontare e risolvere i problemi degli italiani, ma piuttosto non apparire troppo arrendevole rispetto all’opposizione di Fratelli d’Italia“. Il parlamentare di Leu ritiene che, in queste condizioni, “il semestre bianco rischia di trasformarsi in un autentico Vietnam con continue imboscate al governo“.

Gli scontri tra Salvini e Letta

Il numero uno leghista e il segretario del Pd nei giorni scorsi più volte si sono scontrati a distanza, alimentando uno scenario politico già piuttosto animato sul tema delle riaperture. A dividerli è innanzitutto il tema dell’immigrazione, che potrebbe rivelarsi una pericolossissima mina per la stabilità dell’esecutivo. L’ex premier ha proposto di trasformare la missione militare europea Irini, davanti alle coste libiche, “da missione che si occupa di fermare le armi a missione che consente di gestire il salvataggio in mare“. Per Salvini è una richiesta folle, il cui risultato sarebbe quello di incrementare il numero di sbarchi nel nostro Paese: “Letta è per una missione europea di soccorso per i migranti? Sì, così ne arrivano il doppio di migranti, un genio. Enrico Letta è un genio, ogni giorno ha una sua trovata geniale“.

Ma anche il ddl Zan rischia di diventare un ostacolo piuttosto complicato da superare. Il centrodestra di governo ha avanzato un testo unitario contro le violenze ma alternativo all’attuale disegno di legge presentato, prontamente bocciato dalle forze giallorosse. Proprio nelle scorse ore il leader della Lega ha spiegato il “no” alla legge contro l’omotransfobia: “Mette il bavaglio, censura, la legge. Prevede che un giudice può decidere chi ha il diritto di sostenere alcune tesi relative a mamma e papà e chi no. Un domani può ritenere che combattere contro utero in affitto, bambini in vendita e adozioni gay sia discriminante“. Per Letta invece si tratta di un tema importantissimo, da approvare in maniera urgente: “L’approvazione è una priorità. Siamo per l’approvazione di quel testo, vogliamo che sia approvato perché è il miglior punto di avanzamento“.

Ricorderete nelle settimane scorse gli animi accesi per quanto riguarda lo ius soli. “Mi sono sentito dire ‘Ma come, c’è la pandemia e tu parli di ius soli e ddl Zan?’ Il tema dei diritti è fondamentale oggi e domani, è un tema di modernità del Paese“, è la posizione del segretario dem. Per Salvini tuttavia è l’ennesima occasione per strizzare l’occhio agli immigrati: “La normativa attuale prevede che la cittadinanza sia una scelta a 18 anni, non è biglietto per un giro di giostra. Non è priorità né per il Parlamento, né per gli immigrati. Sono altre le priorità“.

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