AstraZeneca, la seconda dose si può fare con un vaccino diverso? Quali sintomi provoca la trombosi? – Corriere della Sera

Come potrebbe cambiare la campagna vaccinale nei prossimi giorni?
Il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) «raccomandato agli over 60»: sarebbe questa la linea del Comitato tecnico scientifico, a conferma dei pareri di Ministero della Salute e Agenzia italiana del farmaco. I giovani verrebbero esclusi dalla somministrazione del vaccino a vettore virale, dopo i rari casi di trombosi che hanno colpito prevalentemente giovani donne. Come auspicato da diversi scienziati, tra cui l’immunologo Alberto Mantovani. Aperto invece il dibattito sull’offrire un vaccino diverso come richiamo agli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di Vaxzevria. Dopo la valutazione del Cts, la decisione finale spetta alla politica.

Quante reazioni avverse post-iniezione sono state segnalate in Italia?
La Farmacovigilanza ha ricevuto segnalazioni di 45 casi di trombosi rare su quasi nove milioni di dosi di Vaxzevria. Secondo il quinto Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid, dell’Agenzia del farmaco, nel nostro Paese ci sono stati 328 decessi (dati 26 maggio), di cui 53 dopo Vaxzevria, 4 dopo Janssen (Johnson & Johnson) e 58 dopo Moderna. La maggior parte (213) è stata segnalata con Comirnaty (BioNTech/Pfizer), primo vaccino autorizzato e usato in quantità maggiori rispetto agli altri. Ma non sono stati osservati eventi trombotici con i vaccini a mRna. In Italia, in totale, sono state somministrate oltre 40 milioni di dosi.

Come dovrebbe regolarsi chi ha ricevuto la prima dose di Vaxzevria?
Il mix di vaccini non è autorizzato dalle Agenzie regolatorie, ma diversi gruppi di ricerca ne stanno esaminando gli effetti. Una delle combinazioni ipotizzate comprende la prima dose di Vaxzevria e la seconda di Comirnaty. Secondo alcuni studi recenti, il mix di vaccini potrebbe aumentare la risposta immunitaria e stimolare la produzione di anticorpi specifici contro Sars-CoV-2. Ma non ci sono dati conclusivi, perché il numero di persone testate è ancora ridotto. Al momento, dunque, chi ha ricevuto la prima dose di Vaxzevria senza riportare effetti collaterali gravi può fare il richiamo con lo stesso vaccino.

Che cosa sappiamo delle trombosi collegate ai vaccini a vettore virale?
Secondo i dati europei, le trombosi venose cerebrali o in sede atipica riguardano, mediamente, un caso ogni 100 mila dosi somministrate. Possono colpire, in casi rari, prevalentemente persone al di sotto dei 60 anni e finora si sono verificate quasi esclusivamente dopo le prime dosi di Vaxzevria. Per l’altro vaccino a vettore virale, Janssen, non è possibile trarre conclusioni per la piccola quantità di dosi utilizzate. L’Ema, Agenzia europea per i medicinali, ha riconosciuto l’esistenza di un possibile legame tra Vaxzevria/Janssen e la «trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino» (Vitt, vaccine-induced immune thrombotic thrombocytopenia).

Quali sono i sintomi e quando compaiono? Esistono terapie efficaci?
I sintomi delle trombosi rare possono presentarsi da cinque giorni fino a tre settimane dopo la somministrazione del vaccino a vettore virale. Gonfiore a un braccio o a una gamba, dolore addominale che non si risolve, cefalea, visione offuscata, vertigini, difficoltà a respirare, dolore toracico, tachicardia, emorragie e lividi richiedono un’allerta dei soccorsi. È importante che il disturbo sia trattato rapidamente: il protocollo prevede la somministrazione di immunoglobuline e anticoagulanti. La Vitt è molto simile clinicamente alla «trombocitopenia autoimmune indotta da eparina»: ecco perché questo farmaco non può essere utilizzato nelle trombosi post-vaccino.

Ci sono categorie di persone più a rischio per questi eventi?
Ad aprile l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha emanato una raccomandazione, non stringente, di utilizzo dei vaccini a vettore virale in persone sopra i 60 anni. Inizialmente Vaxzevria era stato consigliato solo per gli under 55. «L’autoimmunità è più frequente nelle giovani donne e l’incidenza della Vitt conferma questa caratteristica — afferma Pier Mannuccio Mannucci, ematologo e membro della commissione Aifa per la valutazione del rischio trombosi associato ai vaccini anti Covid —. Generalmente le malattie autoimmuni hanno due picchi, nell’età giovanile e in quella senile. In questo caso invece, tranne rari casi, le trombosi rare non colpiscono gli anziani».

Che cosa è successo in Gran Bretagna, primo Paese a usare Vaxzevria?
Oltre 34 milioni di persone sono state vaccinate nel Regno Unito. Il governo inglese ha scelto, nei mesi scorsi, di ritardare i richiami oltre la schedula prevista per aumentare la copertura con le prime dosi, ma ora i contagi sono in aumento a causa della variante Delta (indiana). Nelle ultime settimane il National health service (Nhs), ente della sanità pubblica, ha sconsigliato l’uso di Vaxzevria nelle persone sotto i 40 anni. Chi ha ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca senza soffrire di effetti collaterali rilevanti — ha affermato il Nhs — può invece effettuare il richiamo con lo stesso vaccino, indipendentemente dall’età e dalle condizioni di salute.

11 giugno 2021 (modifica il 11 giugno 2021 | 07:28)

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