L’aria che tira, tra Roberto Formigoni e Alan Friedman si accende lo scontro sul vitalizio: “Non posso morire di fame” – Il Tempo

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Giada Oricchio

Scintille e tensione a “L’Aria che tira”, il programma sull’attualità di LA7, venerdì 11 giugno, tra l’ex presidente della Regione Roberto Formigoni e il giornalista Alan Friedman sul vitalizio: “Non posso morire di fame”, “Fa il penitente cristiano, ma non rinuncia al vitalizio”.

Roberto Formigoni, ex presidente della Lombardia e già senatore condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi per corruzione nel processo per il crac delle fondazioni Maugeri e San Raffaele, vnerdì 11 giugno è ospite di Myrta Merlino e l’intervista parte in salita: “Se mi sentivo onnipotente? No però nella clip di presentazione avrei preferito che aveste dato spazio anche alle tante realizzazioni che ho fatto e che mi hanno fatto essere il beniamino degli elettori. Non ce l’ho con lei Myrta, naturalmente (e con chi?, nda), ma io mi sono presentato a 14 elezioni e sono sempre stato il primo degli eletti. Quattro mandati in Regione Lombardia, la mia vita politica è piena di successi, riforme, novità, avrei voluto che le facesse vedere Myrta, ma ripeto non ce l’ho con lei”. La Merlino incassa con aria indifferente e senza replicare e passa al tema della sanità in Lombardia: “Era un’eccellenza, l’ho vista in ginocchio in questi mesi di pandemia. Ha qualcosa da rimproverarsi?” e “Il Celeste”, così è noto Formigoni per l’atteggiamento etereo, quasi divino che era solito avere con gli assessori, si autoassolve e attacca Roberto Maroni: “Eh vede, la sanità lombarda di oggi è molto diversa dalla mia, chi mi ha succeduto ha trascurato due pilastri: le strutture ospedaliere e la medicina territoriale, purtroppo la riforma successiva ha cambiato tutto. Io non ho fatto errori gravi. La verità è che dopo di me è stata mortificata la medicina territoriale”. A interrompere l’agiografia di Formigoni ci pensa Alan Friedman: “Nel suo nuovo libro ‘Una storia popolare’ parla della condanna a 5 anni in via definitiva per il crac del San Raffaele?”. Cala un gelo momentaneo, tutti tacciono, poi l’ex governatore sorride beato: “Certamente sì! Le do un’informazione in più: attualmente sono ai domiciliari e sto scontando con spirito cristiano e da uomo di disciplina la pena ingiusta che mi è stata inflitta, è meglio che non parli del processo, riconosco la condanna, ma io non ho preso una lira. Io sono stato condannato senza colpe e prove, da uomo delle Istituzioni e da cristiano ho accettato la prova e ho fatto anche 5 mesi di galera che mai avrei dovuto affrontare perché ultra 70 enne, ma ci fu una legge grillina… ho subito anche quello però gli amici non mi hanno abbandonato”.

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La conduttrice prova a farlo sbottonare chiedendo se si senta vittima di un complotto e Formigoni: “Non posso parlare del processo, ribadisco che mi sono sempre proclamato innocente, non ho sottratto un euro, non ho preso una lira di tangente, non è stato trovato nulla, hanno fatto rogatorie in tutto il mondo e non hanno trovato un euro”. Lo scontro si consuma sulla decisione del Consiglio di garanzia del Senato di restituirgli il vitalizio. Secondo l’ex presidente della Regione Lombardia i cittadini sono dalla sua parte perché dopo che è andato a “Le Iene” e a “Non è l’Arena” hanno capito che non si tratta di vitalizio, ma di pensione. Alan Friedman scuote la testa e Formigoni si irrigidisce rivendicando i suoi diritti: “Sono soldi miei non del Parlamento italiano, prendevo ogni mese i miei soldi e l’affidavo alla Camera, è stato stabilito dalla magistratura, ho due sentenze a mio favore: è una pensione e sono soldi miei che mi devono essere ridati, non esiste la pena di morte in Italia e non posso essere condannato a morire di stenti. Le sentenze vanno rispettate anche quando danno ragione a Formigoni”, ma il giornalista americano è irriducibile: “Lei è un cristiano cattolico credente, insiste sul concetto di penitenza ma sembra contestare la Cassazione, accetta la condanna, ma poi nega le accuse. E’ stato riconosciuto colpevole però non lascia perdere il vitalizio e cita cause tecniche, non è bello, è una percezione di opportunità, diciamo di buona maniera”. I duellanti iniziano a sovrapporre le voci con Formigoni che urla: “Secondo lei come posso vivere? Non mi interrompa, devo rispondere! Mi è stato sequestrato tutto quello che avevo guadagnato in 50 anni di lavoro, la pensione del Senato era un mio diritto come ogni cittadino e ho fatto ricorso, i vitalizio è da presidente di Regione”, “Lei è fortunato a essere ai domiciliari, in America sarebbe in prigione” è la bordata di Friedman. Ma Myrta Merlino stoppa tutti e va a nero.

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