Lombardia in zona bianca da lunedì 14 giugno: le regole e cosa cambia – IL GIORNO

Milano – “Da lunedì la Lombardia passa in zona bianca”. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sul suo profilo Facebook. “Tutti i parametri sono in costante miglioramento – ha detto – e se le cose stanno andando così bene lo si deve anche e sicuramente alla grande partecipazione dei lombardi alla campagna vaccinale. Grazie a tutti e avanti così“. “Oggi abbiamo superato i 7 milioni di vaccinazioni somministrate e il 73,8% (pari a 6.650.000) dei 9.013.000 di lombardi ‘vaccinabili ha già ricevuto o prenotato la prima dose” ha detto Fontana. In particolare – ha sottolineato la Regione – le prime dosi somministrate sono 4.855.000, le seconde 2.145.000. Su un totale di 9.013.000 di lombardi ‘vaccinabili’, il 53,9% ha già ricevuto la prima dose; sugli oltre 10 milioni di cittadini lombardi il 23,8% ha già completato il ciclo vaccinale. 

“Tutti i parametri sono in costante miglioramento”

“I dati odierni – ha detto la vicepresidente e assessora al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti– confermano, dopo tre settimane consecutive di incidenza di casi positivi al Covid sotto i 50 ogni 100.000 abitanti e con 23 positivi ogni 100.000 abitanti, con un costante e sensibile calo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, che da lunedì prossimo la Lombardia potrà passare da zona gialla a zona bianca”. “Il ritorno però alla completa normalità di tutte le attività – ha sottolineato – senza restrizioni, fatta eccezione per le discoteche, e il venir meno del coprifuoco serale non significa un ‘liberi tutti'”. “Questo risultato da tanto atteso e auspicato – ha concluso la vicepresidente di Regione Lombardia – è da attribuire al forte impulso avuto dalla campagna vaccinale, che ha toccato quota 7 milioni di somministrazioni. Ma soprattutto allo straordinario senso civico dei lombardi, che hanno rispettato regole e protocolli”. “Per questo – ha ricordato Letizia Moratti – ribadisco l’appello alla responsabilità di ognuno, nonostante il miglioramento della situazione e il progressivo aumento della popolazione vaccinata”. 

“Determinanti senso civico e rispetto delle regole dei cittadini”

Chi cambia fascia

Da lunedì più di mezza Italia sarà in fascia bianca. Il 14 giugno anche Lazio, Piemonte, Puglia, Emilia Romagna e Provincia di Trento dovrebbero fare il loro ingresso nella fascia più libera dalle restrizioni anti Covid, a eccezione dell’obbligo di mascherina e del distanziamento. Dal 7 giugno sono entrate a far parte del gruppo delle virtuose Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria. Le 4 regioni si sono aggiunte alla Sardegna, al Friuli Venezia Giulia e al Molise che avevano fatto il passaggio la settimana precedente. Per legge, infatti, servono tre monitoraggi consecutivi con un’incidenza settimanale sotto i 50 casi per centomila abitanti, per consentire a una regione di guadagnarsi lo scenario con minori restrizioni, senza coprifuoco. Insomma, con il conforto dei dati della curva epidemica e della campagna vaccinale, continua a crescere il numero delle regioni a basso rischio. Secondo gli ultimi dati, infatti, tutte le Regioni italiane sono scese a un’incidenza sotto la soglia di rischio dei 50 casi settimanali per centomila abitanti, con una media nazionale di 25. Con il monitoraggio di domani scatta il conto alla rovescia per altre sette regioni che puntano alla zona bianca dal 21 giugno: Sicilia, Marche, Toscana, Provincia di Bolzano, Calabria, Basilicata e Campania. Resta fuori solo la Val d’Aosta che potrebbe essere dichiarata  zona bianca solo lunedì 28 giugno.

La campagna vaccinale

Se quelle in corso sono settimane decisive per la lotta al virus, si pensa già all’autunno: “La ripresa delle vaccinazioni presumibilmente inizierà ad autunno e le imprese in questo saranno fondamentali” ha detto il presidente della Lombardia, Attilio 
Fontana.  “Finora – ha detto – siamo stati bloccati dal Governo, abbiamo potuto iniziare solo a inizio giugno (con le vaccinazioni in azienda, ndr) e questo ha un po’ limitato questa possibilità, ma nella prossima fase il contributo delle imprese sarà fondamentale”. In merito al tema Astrazenaca e giovani, al centro del dbattito in attesa del parere del Cts, il governatore lombardo ha precisato che in Lombardia “non abbiamo mai fatto ‘Vax Day’ dedicati ai giovani, quindi il problema per noi non si è posto. Noi seguiamo le indicazioni e dato che le indicazioni suggeriscono di non utilizzare Astrazeneca sotto una certa età, noi non lo utilizziamo. Abbiamo in questo momento altri vaccini che utilizziamo. Comunque noi siamo sempre rispettosi delle indicazioni che ci vengono date dal commissario e dal Cts nazionale”. 

Immunità di gregge in Lombardia: quando?

Parlando del traguardo dell’immunità di gregge in Lombardia, il governatore lombardo ha spiegato:  “Dipenderà dalle dosi di vaccino su cui potremo contare nelle prossime settimane. Se andremo avanti con i ritmi attuali, con circa 100mila vaccinazioni al giorno, penso che entro l’inizio di agosto ogni cittadino lombardo avrà ricevuto almeno una dose”. Queste le parole del governatore Attilio Fontana, che oggi è stato a Pavia, per l’inaugurazione dell’elisuperficie del Policlinico San Matteo. “Siamo in attesa di comunicazioni – ha aggiunto Fontana – sulle dosi di vaccino anti-Covid che ci verranno consegnate per il mese di luglio”. 

Da lunedì, col passaggio nella fascia di rischio più bassa cambiano anche le regole per la Lombardia. Quali sono le principali novità?

In questa zona – spiegano le Faq del governo – i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.  

A chi si trova in zona bianca sono consentiti i seguenti spostamenti: senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca; senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute; verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate; verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

A chi si trova in zona bianca è consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano. Le visite ad amici o parenti sono inoltre consentite, dalle ore 5.00 alle 24.00, a un massimo di 4 persone, che possono portare con sé i figli minorenni (o altri minori di 18 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi verso tutte le località della zona gialla. Le visite ad amici o parenti nell’arco della stessa giornata in altre zone devono comunque concludersi facendo rientro ai propri residenza, domicilio o abitazione entro le ore 24.00. Restano valide, indipendentemente dalla località di destinazione, le norme di prevenzione del contagio relative all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici e privati.

È sempre possibile fare rientro presso la propria seconda casa, se situata in zona bianca o gialla. Inoltre dalle zone bianca e gialla si può fare rientro alla propria seconda casa situata in zona arancione o rossa, se si può dimostrare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021 (data di entrata in vigore del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2). Se il titolo è stato acquistato successivamente, sarà possibile raggiungerla, nelle zone arancione o rossa, se si è in possesso di una certificazione verde COVID-19. In ogni caso, l’immobile di destinazione deve essere disabitato e vi si possono spostare solo persone appartenenti allo stesso nucleo familiare convivente.

Le mascherine devono essere obbligatoriamente indossate sia quando si è all’aperto, sia quando si è al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione, fatta eccezione per i casi in cui è garantito l’isolamento continuativo da ogni persona non convivente. L’obbligo non è previsto per:bambini sotto i 6 anni di età; persone che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina; operatori o persone che, per assistere una persona esente dall’obbligo, non possono a loro volta indossare la mascherina (per esempio: chi debba interloquire nella L.I.S. con persona non udente). Inoltre, non è obbligatorio indossare la mascherina, sia all’aperto che al chiuso: mentre si effettua l’attività sportiva; mentre si mangia o si beve, nei luoghi e negli orari in cui è consentito;  quando si sta da soli o esclusivamente con i propri conviventi. Per quanto riguarda lo svolgimento dell’attività lavorativa e delle attività scolastiche, la mascherina è obbligatoria nelle situazioni previste dagli specifici protocolli di settore. È comunque fortemente raccomandato l’uso delle mascherine anche all’interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi.

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