Morta a 18 anni dopo il vaccino: Camilla soffriva di piastrinopenia autoimmune – La Stampa

GENOVA.  Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni morta dopo la vaccinazione volontaria con AstraZeneca, secondo quanto appreso soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale. Gli investigatori vogliono capire se le due patologie fossero state indicate nella scheda consegnata prima della somministrazione del vaccino, il 25 maggio. Tra i documenti che stanno acquisendo i militari anche le relazioni dei dirigenti medici del San Martino Pelosi e Brunetti. Martedì verrà dato l’incarico ai medici legali Luca Tatjana e Franco Piovella.

In mattinata, al Policlinico San Martino di Genova è avvenuto l’espianto degli organi. Secondo quanto appreso, è già stato espiantato il fegato, affidato alla staffetta appena partita per l’ospedale di Niguarda (Milano). Verranno espiantati altri quattro organi oltre al tessuto che verrà messo a disposizione dell’anatomopatologo della procura. «Un gesto ammirevole, un grande gesto d’amore», ha detto il direttore generale del San Marino Giuffrida commentando la decisione dei genitori di Camilla di donarne gli organi. 

Un mazzo di fiori bianchi è stato appoggiato sullo scooter di Camilla, parcheggiato sotto casa. Un gesto di affetto rivelato da una sua amica con un post su Fb. Grande dolore e molte domande tra gli amici e i conoscenti della ragazza. Tra i compagni della pallavolo, il parroco, gli amici dei genitori, i commenti sui social sono tanti. «Di questa follia tu ne hai pagato il conto più pesante», scrive Marco. «Una ragazza amata. Solo lacrime e gratitudine per una famiglia che ha dato senso a una morte insensata, autorizzando la donazione degli organi», scrive Francesco. Monia commossa: «Non riuscivo a crederci, poi ho visto un mazzo di fiori bianchi sul tuo scooter sotto casa…». 

«Ora da Roma si esprimano senza ambiguità: ritengono che aumentare le vaccinazioni, e dunque usare anche AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, sia necessario per salvare vite umane? E allora si assumano la responsabilità di dirlo chiaramente, senza mettere sotto accusa chi segue le indicazioni in tal senso. Oppure, si ritiene di fare a meno di AstraZeneca, pur rallentando le vaccinazioni, perché è considerato troppo rischioso? Lo devono dire gli scienziati a Roma, una volta per sempre. Responsabilità e chiarezza. Per fare in modo almeno che questa drammatica morte non sia stata vana». Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il governatore della Liguria Giovanni Toti dopo la morte di Camilla dopo il vaccino AstraZeneca. «Al ministero della Salute, all’Agenzia del Farmaco, all’Istituto di Sanità, al Comitato tecnico scientifico la responsabilità di dire una parola chiara, definitiva e irreversibile sull’uso di AstraZeneca – ha sottolineato -. Un siero che ha cambiato almeno cinque volte in tre mesi la sua destinazione: solo sotto i 50 anni, poi sospeso, poi solo sopra i 60, poi per tutti».

«La possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un’invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare le vaccinazioni, e quindi evitare più morti». Così il presidente della Liguria Giovanni Toti invita a «non fare sciacallaggio» sulla morte dopo il vaccino AstraZeneca della 18enne ligure Camilla Canepa. «È il momento della responsabilità e della chiarezza: a medici e scienziati spetta stabilire l’eventuale nesso tra vaccino, altri farmaci assunti e tutte le circostanze che hanno portato a questo tragico evento». 

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