Torino: un matrimonio combinato, ma saltato, dietro l’omicidio del lavapiatti. Arrestato l’assassino – La Repubblica

È stato arrestato nella notte dalla polizia l’assassino del giovane lavapiatti originario del Bangladesh decapitato martedì sera in un appartamento a Torino. Si tratta di un connazionale che, secondo quanto raccontato agli investigatori da alcuni esponenti della comunità bengalese, avrebbe contratto con la vittima un debito di 1200 euro che servivano a coprire le spese di viaggio per organizzare in patria un matrimonio combinato, che però all’ultimo era saltato e lui non era più riuscito a restituire la somma di denaro. Alle 15 l’arrestato verrà sentito dagli inquirenti.

L’assassino è entrato con l’intenzione di uccidere. Chi aveva prestato i soldi a Mohammad Ibrahim, lavapiatti di 25 anni, li rivoleva indietro ma la pandemia lo aveva fermato a lungo senza stipendio e lui quella somma non era ancora riuscito a racimolarla.

La pista privilegiata

È questa la principale pista seguita dalla polizia per cercare la ragione di una vendetta consumata con una determinazione impressionante: il bengalese è stato pugnalato al collo e poi sgozzato del tutto con un colpo secco, una volta morto. C’era sangue dappertutto nel piccolo appartamento di corso Francia 95, a Torino, quando a mezzanotte il coinquilino è tornato a casa dopo una serata di lavoro. Impressionato dalla scena, si è affacciato sul cucinino ma non ha visto nulla, solo la pentola sul fornello spento con la cena pronta e mai consumata. Pochi passi e nell’altra stanza, l’unica della casa, in cui si dorme su un materasso tirato giù la sera e appoggiato al muro la mattina, c’era il corpo del ragazzo e la testa rotolata poco distante.

Decapitato in camera da letto

Subito il coinquilino, sconvolto per quanto aveva visto, ha chiamato altri amici, che sono arrivati ancora prima della polizia. E per gli uomini della squadra mobile, guidati da Luigi Mitola, il primo scoglio è stato quello di prendere le impronte digitali e di sequestrare le scarpe di tutti coloro che avevano inquinato la scena del crimine. Sul posto è stato trovato anche un grosso coltello e confrontando la lama con le ferite si dovrà verificare se sia quello che è stato usato per il delitto. A quel punto, una volta avviati gli accertamenti della Scientifica, le indagini coordinate dalla pm Valentina Sellaroli hanno subito un’accelerazione. Diverse persone sono state sentite fino a tarda sera per capire quale possa essere stata la ragione di tanta violenza nei confronti di un ragazzo che, apparentemente, non aveva ragioni per essere ammazzato. E tra i pezzi di racconto sentiti da uno e dall’altro, è emerso quello che potrebbe essere il movente e di qui anche il nome del killer.

Sulle tracce del killer

Mohammad Ibrahim era arrivato in Italia nel 2014. In Bangladesh aveva una moglie ed era in attesa della nascita di un figlio. Qui aveva trovato un posto come lavapiatti nella pizzeria Donna Margherita a Collegno, dove lavora anche il suo coinquilino. “Era tornato a casa due volte durante il lockdown perché qui non c’era lavoro ” , hanno raccontato gli amici. E potrebbero esserci questi viaggi all’origine del delitto. Secondo quanto riferito da alcuni bengalesi, il giovane si era fatto prestare 1200 euro per organizzare un matrimonio combinato che però all’ultimo è stato annullato dalla madre della sposa perché, a quanto pare, la città di provenienza dello sposo era troppo lontana, a oltre mille chilometri. Saltate le nozze, il debito andava comunque onorato. Ma il lavapiatti quei soldi non era riuscito a racimolarli.

L’altra sera era il suo giorno libero e verso le sette ha salutato il coinquilino che invece andava a lavorare al ristorante. L’omicidio deve essere avvenuto poco dopo. Nell’androne del palazzo c’è una telecamera e gli investigatori hanno visionato le riprese dell’altra sera anche se al momento non sono risultate molto utili: le immagini non sono nitide e non è facile riconoscere i volti di chi è passato avanti e indietro dal portone l’altra sera, ma forse alcuni elementi potrebbero comunque essere utili quando si accerterà l’identità dei sospettati del delitto.

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