Ardea, il racconto della madre del killer: “E’ tornato a casa con la pistola in mano, a quel punto sono fuggita” – TGCOM

Come riportato da Il Messaggero, la donna ha raccontato che il figlio da tempo “si comportava come un estraneo. Da circa un anno viveva  autonomamente nel piano superiore e nella mansarda di casa. Quando aveva bisogno di acquistare qualcosa lo faceva ordinandolo su internet”.

La ricostruzione del triplice omicidio

Domenica mattina Pignani, ingegnere informatico ormai disoccupato, è uscito di casa intorno alle 11 con felpa, guanti, uno zainetto sulle spalle e la pistola in pugno. Arrivato al parco ha sparato a bruciapelo a David e Daniel Fusinato, fratellini di 5 e 10 anni, e a Salvatore Ranieri, pensionato di 74 anni che passava in bicicletta. 

“Era convinto che il mondo ce l’avesse con lui”

Ancora ignoti i motivi del gesto. “Andrea soffriva di manie di persecuzione – ha spiegato ancora la madre agli inquirenti -. Si sentiva osservato, seguito. Era convinto che tutto il mondo ce l’avesse con lui, compresi noi genitori e la sorella. Diceva che ci eravamo tutti coalizzati contro di lui, anche i colleghi dell’ufficio di consulenza in cui lavorava. Ci incolpava di tutto, anche di rivelare suoi presunti segreti a terze persone. Aveva preteso che togliessimo tutte le sue foto che erano in casa e ha voluto cancellarle pure dai social e da tutti i nostri telefonini. L’unico essere a cui era rimasto affezionato era il suo cagnolino”.

Il trasferimento della famiglia ad Ardea

La signora Rita ha quindi parlato della “patologia” che si era impossessata del figlio. La donna, come raccontato dai vicini, era ormai molto provata da un anno e mezzo segnato da cambiamenti che hanno finito per stravolgerle l’esistenza: dopo il pensionamento, lei e il marito Stefano decisero di lasciare l’appartamento alla Cecchignola in cerca di tranquillità nella casa a dimensione di villeggiatura, vicino al mare all’interno del consorzio di Colle Romito, a Sud di Roma, al confine con Anzio. 

Le minacce alla madre e la consulenza psichiatrica

L’11 maggio del 2020 i carabinieri devono intervenire perché il figlio aveva minacciata la madre con un coltello. Andrea finì all’ospedale dei Castelli e dopo una consulenza psichiatrica era stato riaffidato al padre (morto a novembre 2020) come “paziente urgente-differibile che necessita di un trattamento non immediato”. “Ma ormai Andrea – ha spiegato ancora la signora Rita –  si era completamente estraniato, non comunicava e non ci ascoltava. E non accettava alcun aiuto”. 

Il killer era conosciuto come “Mr Hyde” sui social Sono poche le tracce lasciate da Pignani in Rete. Sui social il suo nickdame era “Mr Hyde 86” (il suo anno di nascita). Si faceva chiamare così, come l’alter ego del dottor Jekyll: le due nature dell’animo umano, quella buona (Jekyll) e quella malvagia (Hyde). Ma aveva pochi amici: 124 su Facebook e 38 su Flickr. “Sono colui che attraversò l’abisso delle ere e si soffermò sul ciglio dell’umanità”, scriveva. 

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