Cinghiali a Roma e Torino: un elogio | Massimo Gramellini – Corriere della Sera

I cinghiali hanno lasciato la campagna per invadere la campagna elettorale. A Roma non c’è candidato che non segnali con costernazione la presenza di branchi a passeggio per le vie della Capitale (ieri facevano shopping di rifiuti tra i rigogliosi cassonetti di Monte Mario), attribuendone la responsabilità alla sindaca uscente. La quale, a sua volta, può sempre imputare alle innocenti bestiole le buche stradali che hanno trasformato i viaggi al volante in un’esperienza urologica. Anche a Torino si segnalano comitive di cinghiali chic nella zona precollinare, dove, sottolinea Luciana Littizzetto, hanno preso il posto di Cristiano Ronaldo.

Però vogliamo dirla tutta? Superato il primo momento di sconcerto, non si può non riconoscere a questi ungulati una timidezza e un’educazione del tutto ignote a noi umani. Si prendano a esempio i cinghiali romani che solcano da giorni la via Trionfale. Sono disciplinati e silenziosi come soldatini in marcia, attenti a evitare stormi di monopattini, branchi di macchinoni parcheggiati in terza fila e greggi di passanti telefono-muniti, da cui si distinguono perché, a differenza loro, attraversano sulle strisce pedonali e camminano guardando davanti anziché in basso. Non sembrano più nemmeno troppo spaventati dall’uomo, ma forse cambierebbero idea se entrassero in uno studio televisivo. Prima o poi accadrà e allora potrebbero utilmente riciclarsi come ospiti, imponendo uno stile più rigoroso al dibattito.

23 settembre 2021, 07:09 – modifica il 23 settembre 2021 | 07:11

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Cinghiali a Roma e Torino: un elogio | Massimo Gramellini – Corriere della Sera

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