Debito pubblico troppo alto, la Ue all’Italia: ridurre la spesa corrente – Corriere della Sera

La bozza delle legge di Bilancio 2022 inviata dall’Italia a Bruxelles il 20 ottobre scorso è stata promossa dalla Commissione europea, che tuttavia nel suo giudizio ha invitato il Paese a porsi l’obiettivo di ridurre l’aumento della spesa pubblica corrente tenuto conto dell’alto debito pubblico: «L’Italia non prevede di limitare in misura sufficiente l’aumento della spesa corrente finanziata con risorse nazionali, per contribuire al perseguimento di una politica di bilancio prudente, la Commissione invita l’Italia a prendere le misure necessarie all’interno del processo di bilancio per ridurla».

Il Patto di stabilità sospeso

Non erano previste osservazioni quantitative ma solo qualitative, il Patto di stabilità è sospeso dal 2020 e nonostante le incertezze dovute anche al Covid «è probabile» che torni «effettivamente» in vigore nel 2023 come ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombroskis, durante la presentazione del pacchetto del Semestre europeo, nella quale ha spiegato che Bruxelles effettuerà «analisi approfondite per i nove Stati membri già identificati con squilibri — Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia — e tre con squilibri eccessivi: Cipro, Grecia e Italia».

I tempi

Alla domanda se la Commissione si aspetti un contenimento della spesa già nella manovra economica per il 2022, ha risposto il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni in conferenza stampa: «È abbastanza chiaro che non stiamo chiedendo specifiche correzioni, abbiamo solo sollevato l’attenzione sul problema su qualcosa che il governo ha intenzione di fronteggiare: come e quando sarà una decisione italiana». «L’Italia è in forma, sta affrontando bene la campagna di vaccinazione, ha buone cifre di crescita — ha aggiunto il commissario —. Nonostante ciò abbiamo parlato del discorso delle spese correnti, lo facciamo già nelle raccomandazioni di giugno, ma questo è un tema importante per chi ha un debito alto».

I timori Covid e inflazione

Gentiloni ha ribadito che la ripresa europea è «forte» ma soggetta a «notevole incertezza». La ripresa dei contagi e l’aumento dell’ inflazione che crescerà probabilmente ancora nei prossimi mesi, prima di iniziare a calare nel 2022, turbano lo scenario. La ripresa del Covid e le conseguenti misure restrittive «avranno un certo impatto sulle nostre economie — ha detto — soprattutto sui servizi ad alta intensità di contatto», ma la Commissione non si aspetta che abbiano lo stesso impatto sull’attività economica dei lockdown dello scorso inverno.

La ripresa da non ostacolare

La prossima sfida sarà ridurre il debito senza compromettere la ripresa. E per i Paesi altamente indebitati la riduzione del debito deve «realistica e credibile», ha detto Dombrovskis: «Bisogna trovare il modo per garantire che le politiche di riduzione del debito non mettano in difficoltà la ripresa». E questo è un punto di partenza fondamentale nelle discussioni che sono cominciate sulla revisione del Patto di stabilità, che si concretizzeranno dopo la presentazione di una proposta in primavera da parte della Commissione.

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Debito pubblico troppo alto, la Ue all’Italia: ridurre la spesa corrente – Corriere della Sera

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