Draghi in conferenza stampa: «Vogliamo conservare questa normalità senza rischi, vogliamo restare aperti» – Corriere della Sera

di Redazione Online

Il premier è intervenuto al termine del Consiglio dei ministri per parlare del nuovo decreto che sancisce l’entrata in vigore del super green pass, la riduzione della durata del green pass a 9 mesi e le altre misure per contenere la crescita dei contagi

Il premier Mario Draghi è intervenuto, al termine del Consiglio dei ministri, per parlare del decreto sul super green pass: tra le nuove regole approvate nel corso della giornata con la cabina di regia, la riduzione della durata del green pass da 12 a 9 mesi, l’introduzione di un super green pass che sarà valido solo per chi è guarito dal Covid o vaccinato (e non più, quindi, con l’esito negativo di un tampone) e l’obbligo di green pass base, quindi ottenuto effettuando un tampone con esito negativo, per i mezzi di trasporto pubblici. Il provvedimento è stato varato all’unanimità e sarà in vigore da lunedì 6 dicembre a sabato 15 gennaio.

«La situazione italiana è sotto controllo – ha esordito il premier –. È probabilmente una delle migliori in Europa grazie alla campagna vaccinale, che è stata un successo notevole. E di questo ringrazio gli italiani, compresi quelli che si stanno sottoponendo in questi giorni alla terza dose. Occorre però chiedersi quali sono gli eventuali rischi: fuori dall’Italia, anche ai confini, la situazione è molto grave, mentre la nostra è in lieve ma costante peggioramento. Inoltre non siamo ancora nella pienezza dell’inverno e la copertura vaccinale dei primi cicli comincia ad affievolirsi».

Da qui l’obiettivo del nuovo decreto: «Vogliamo prevenire per preservare – ha spiegato Draghi –, per conservare. Vogliamo essere molto prudenti. Da un lato per evitare i rischi, dall’altro per conservare la normalità che ci siamo conquistati durante quest’anno e restare aperti. È con tale spirito che abbiamo adottato questi provvedimenti».

Il titolare di Palazzo Chigi ha poi ripreso la parola dopo gli interventi del ministro della Salute Speranza (che ha annunciato il via alla terza dose per i maggiorenni a partire dal 1° dicembre) e della ministra degli Affari Regionali Gelmini, rispondendo alle domande dei giornalisti: «L’approvazione delle nuove misure è stata unanime ed è importante che il governo si dimostri compatto – ha dichiarato – . La mancanza di compattezza viene infatti usata come scusa per l’evasione dall’obbligo e la tensione sembra quasi giustificarsi perché ci sono persone che non la pensano come gli altri. Invece non bisogna sottovalutare né criminalizzare la diversità di vedute: bisogna proseguire sulla strada insieme, cercando di convincere gli altri. Ma ve lo ricordate il Natale scorso? Se questa iniziativa avrà successo e l’economia continuerà a funzionare bene, questo sarà il miglior modo per far riconciliare tra loro le persone. Perché questa strategia tende a dire che abbiamo fatto il possibile per difenderci dal virus e dare certezza alla stagione turistica».

La terza dose? «Sì, l’ho fatta».

Sul vaccino ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni: «Stiamo aspettando la pronuncia dell’Ema, ma abbiamo deciso di iniziare subito un’importante campagna di informazione perché prevediamo che sorgano resistenze nel vaccinare i bambini più piccoli»

Sui controlli: «Vanno rafforzati, occorre che vengano intensificati anche sul trasporto pubblico locale e di questo è stata investita la ministra dell’Interno. Tutte le forze di sicurezza verranno impiegate con un impianto diverso rispetto al passato».

«Lo stato di emergenza? Non mi azzardo a dire che abbiamo deciso niente un mese prima della scadenza, altrimenti il professor Cassese mi sgrida. Valuteremo a fine anno. Ma la domanda che dobbiamo porci è: “A noi cosa interessa? Prorogare lo stato di emergenza o avere a disposizione tutta la struttura sanitaria, sociale, che finora ci ha permesso di affrontare l’epidemia?” Per me la risposta è la seconda. La strada di buon senso è chiedersi se è possibile mantenere questa struttura anche se non c’è lo stato di emergenza, ma non so se è possibile, lo vedremo».

E a chi gli chiedeva dell’iniziale contrarietà del leader leghista Salvini al super green pass anche in zona bianca ha risposto: «Non ci sono stati sforzi di convincimento perché è stata una prospettiva nata dai governatori regionali».

«Spero che sia un Natale normale – ha poi aggiunto –: con un po’ di restrizioni per i vaccinati lo sarà, l’auspicio è che il prossimo lo sia invece per tutti. Compresi dunque quelli oggetto delle restrizioni approvate oggi, che auspico possano tornare a essere parte della società con tutti noi».

Spazio anche ad altre questioni di stringente attualità, a partire dal caro bollette: «L’attuale aumento dell’inflazione è in parte causato dalla forte crescita del Paese e molto da fattori esterni, come le difficolta’ di approvvigionamento di alcuni materiali. Per ridurre le conseguenze dell’aumento del costo dell’energia il governo ha quindi previsto 1 miliardo di euro nel 2022, ma siamo pronti a investire anche di più».

Quanto invece all’offerta di Kkr per Tim, Draghi ha messo in luce come il governo abbia tre priorità: «La protezione dell’occupazione, la protezione della tecnologia e la protezione della rete. Al momento siamo ancora ai primissimi passi, ma il governo ha creato un comitato di ministri più direttamente coinvolti nella gestione della risposta a questa offerta e in generale nel settore delle telecomunicazioni: il ministro Giorgetti, il ministro Colao e il ministro Franco, che lo presiede. Sulle questioni del lavoro sarà coinvolto il ministro Orlando».

È poi il turno dei presunti ritardi sulla tabella di marcia del Pnrr: «Siamo in linea: i nostri 51 obiettivi li raggiungeremo entro fine anno. La macchina sta andando avanti e sta andando avanti bene, ma bisogna essere vigili».

24 novembre 2021 (modifica il 24 novembre 2021 | 20:51)

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Draghi in conferenza stampa: «Vogliamo conservare questa normalità senza rischi, vogliamo restare aperti» – Corriere della Sera

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