Zona gialla in Italia: Friuli-Venezia Giulia sicuro. Le Regioni a rischio e da quando – Quotidiano.net

Roma, 24 novembre 2021 – Salvo colpi di scena, tornerà dalla prossima settimana la zona gialla in Italia. Sulla scia di quanto sta accadendo in Europa, la curva epidemica sale anche nel nostro Paese. Fortunatamente l’aumento significativo dei contagi Covid non è accompagnato da una proporzionale crescita della pressione ospedaliera. E sono proprio i numeri su terapie intensive e ricoveri, ancora sotto controllo quasi ovunque, che frenano il governo dall’adottare misure nazionali più stringenti. Ma, se la discussione sul Super Green pass è ancora in corso, ed è appena terminata la cabina di regia – che prevede di escludere dalle attività ricreative i non vaccinati per evitare ulteriori chiusure –, questo non preclude che, in base ai nuovi dati Agenas alcune regioni tornino a cambiare colore. Una sorta di clausola di salvaguardia che scatta prima che la situazione diventi fuori controllo. È il caso del Friuli Venezia Giulia, dove la zona gialla, a oggi, pare certa. In bilico, invece, l’Alto Adige, dove il governatore Arno Kompatscher ha già annunciato una nuova stretta nel tentativo di frenare il diffondersi della pandemia. Ma ricapitoliamo nel dettaglio quando scatta il cambio di colore e facciamo il punto della situazione nelle varie Regioni.  

Covid in Italia: dati in aumento. Bollettino 24 novembre

Come detto, mentre si valutano nuove restrizioni a livello nazionale e l’introduzione del Super Green pass, resta attivo l’impianto dei colori, per evitare che la situazione degeneri nei territori dove l’epidemia sta correndo più rapidamente. I criteri per l’ingresso in zona gialla, infatti, non riguardano esclusivamente l’impennata dei contagi, ma bensì i dati sull’incidenza, le terapie intensive e i ricoveri. Si abbandona la fascia bianca, quindi, per entrare in quella gialla, solo quando l’incidenza è sopra i 50 casi per 100mila abitanti, i posti letto in terapia intensiva occupati oltre il 10% di capacità e quelli in area medica sopra la soglia del 15%. Siccome riguardo l’incidenza tutte le regioni superano la soglia del 50%, tranne Sardegna (44%), Basilicata (33) e Puglia (41), ci preme analizzare qui sotto i dati sulla pressione ospedaliera. 

Ricordiamo che, con le novità discusse nella cabina di regia, in questa fascia di colore non scatteranno più le chiusure delle attività nelle regioni, così come in zona arancione, ma gli accessi a bar, ristoranti, palestre e cinema saranno limitati ai soli possessori del Super Green pass, quindi non consentiti ai non vaccinati.

Stando all’ultimo monitoraggio dell’Agenas, aggiornato al 23 novembre, per quanto riguarda i dati a livello nazionale i pazienti Covid occupano il 6% delle terapie intensive e l’8% dei posti in reparto. Valori, quindi, entrambi sotto la soglia limite, rispettivamente al 10% e 15%.
Rispetto allo scorso monitoraggio, le terapie intensive sono cresciute in 4 regioni: Abruzzo (5%, +1), Emilia Romagna (7%, +1), Umbria (8%, +1) e Veneto (7%, +1). I ricoveri nei reparti normali, invece, sono aumentati in 5 regioni, rispettivamente in Campania (9%, +1), Friuli Venezia Giulia (18%, +1), Lazio (11%, +1), Puglia (6%, +1). E attenzione alla Valle D’Aosta, dove il balzo è stato notevole (12%, +5).

Questa attualmente la situazione relativa all’occupazione di terapie intensive (soglia per il cambio di colore oltre il 10%) e di posti letto in reparti ospedalieri di area non critica (soglia oltre il 15%):

Abruzzo 5% e 7%;
Basilicata 1% e 5%;
Calabria 7% e 12%,
Campania 4% e 9%,
Emilia Romagna 7% e 7%;
Friuli Venezia Giulia 14% e 18%;
Lazio 9% e 11%;
Liguria 8 e 7%;
Lombardia 4% e 11%;
Marche 9% e 7%,
Molise 3% e 5%;
Pa Bolzano 8% e 16%;
Pa Trento 6% e 9%;
Piemonte 5% e 6%;
Puglia 4% e 6%;
Sardegna 6% e 3%;
Sicilia 5% e 9%;
Toscana 8% e 5%;
Umbria 8% e 7%;
Valle d’Aosta 3% e 12%;
Veneto 7% e 6%.

Stando ai numeri, quindi, per il Friuli Venezia Giulia il passaggio di colore al momento è certo, manca solo l’ufficialità. La Regione ha infatti livelli oltre soglia, pari al 14% per le rianimazioni e al 18% per le aree mediche. Nei mesi scorsi la cabina regia ha spesso preso in considerazione i dati del martedì per decretare il cambio di colore. Dovesse fare la stessa cosa anche venerdì prossimo, il passaggio sarebbe inevitabile. E anche se i numeri di riferimento fossero quelli di domani, gli ultimi disponibili prima della cabina di regia, pare difficile – vista la tendenza – che il Friuli-Venezia Giulia rientri sotto le soglie. Discorso diverso se la Regione decidesse di aumentare improvvisamente la sua capacità in Area Medica o terapia intensiva. Ma, date anche le recenti dichiarazioni di Fedriga che dava già giorni fa come inevitabile la zona gialla, questo scenario appare improbabile. 

L’Alto Adige ha già anticipato la zona gialla, introducendo delle nuove restrizioni per fermare la nuova ondata di Covid. Ma nella Regione il passaggio di fascia non è ancora stato ufficializzato, anche se i numeri parlano chiaro: mentre l’occupazione delle terapie intensive è appena al di sotto della soglia (8%), i posti letto in reparti ospedalieri di area non critica sono al di sopra, attestandosi al 16%

“Io credo che cercare di garantire la minor diffusione possibile del virus sia importante. Nelle terapie intensive la gran parte dei ricoverati non è vaccinata. Se fosse per i vaccinati ricoverati non rischieremmo minimamente la zona gialla”. È quanto ha affermato Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, conversando coi giornalisti a margine a Bologna dell’inaugurazione della fiera Mecspe. “Alcune regioni – ha spiegato -già ci vanno adesso e altre, come noi, rischiano tra qualche settimana la zona gialla se il contagio si diffonde, se aumentano i ricoveri, con una situazione che tutto sommato è ancora sotto controllo”. Bonaccini ha giustamente sottolineato “tra qualche settimana” perché al momento i numeri in Emilia-Romagna sono lontani dallo sforamento dei parametri. La Regione non passerà quindi quasi sicuramente di fascia la settimana prossima, a meno di un’improvvisa, e poco probabile, impennata di ricoveri e terapie intensive, attualmente entrambi al 7%.

Il sindaco di Aosta Gianni Nuti ha annunciato un’ordinanza per rendere l’obbligatoria la mascherina anche all’aperto per tutti i fine settimana fino alla fine delle vacanze natalizie. “Vogliamo dare un segno di mobilitazione e cercare di contenere i contagi – ha spiegato -, soprattutto pensando a momenti come lo scorso sabato quando la città ricordava i giorni della Fiera di Sant’Orso”. La regione ha registrato un balzo notevole nei ricoveri (12%, +5), mentre i dati sulle terapie intensive sono ancora ampiamente sotto la soglia (3%). Non dovrebbe esserci, quindi, stando ai numeri, un cambio di colore. 

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