Alex Pompa, assolto dopo aver ucciso il padre per difendere la mamma: «I giudici hanno capito il nostro… – Corriere della Sera

di Simona Lorenzetti

L’emozione dopo il verdetto: «È una sensazione strana, non lo so spiegare. Devo metabolizzare, comprendere. Devo respirare»

Immobile, rivolge lo sguardo a terra. Stringe i pugni per trattenere l’emozione. Poi, quando la Corte d’Assise fa il suo ingresso in aula, si alza per la sentenza. «Assolto». Alex Pompa alza lo sguardo per pochi istanti e con gli occhi scuri e profondi, prima ancora che con la voce, ringrazia: «È una sensazione strana, non lo so spiegare. Devo metabolizzare, comprendere. Devo respirare», dice. La madre piange, persino il suo avvocato si commuove.

Alex, sei felice?
«Non lo so. È difficile dire cosa provo in questo momento. Per me è tutto nuovo. La felicità è una sensazione che non ricordo di aver provato. Ho bisogno di tempo, sono fatto così: ho difficoltà a far trasparire le mie emozioni».

Ti aspettavi l’assoluzione?
«Non mi aspettavo nulla. Non mi piace farmi illusioni. Ho affrontato il processo confidando nella giustizia. E voglio ringraziare i giudici, perché hanno capito. Non era scontato. Credo che abbiano compreso l’inferno che ho vissuto. Per me ora si tratta di cominciare a vivere. Può essere banale, ma non per me».

Qual è stato il momento più difficile?
«Quando ho parlato in aula, quando ho raccontato la mia vita d’inferno: temevo non mi credessero. È stato difficile anche riascoltare la voce di mio padre nelle registrazioni: i suoi insulti, le imprecazioni. Le offese continue rivolte a mia madre mi facevano male quando le vivevo e risentirle è stata dura. È un passato che voglio dimenticare. Noi non abbiamo mai vissuto momenti tranquilli. Bastava niente perché lui esplodesse. Vivevamo con la paura».

Tua madre sta piangendo dalla gioia.
«Lei mi vuole bene e mi è sempre stata vicina. Il suo abbraccio per me è la cosa più importante. Una volta lo facevamo per infonderci coraggio, per aiutarci a resistere. Mamma ha sempre detto che con l’abbraccio si sprigiona ossitocina, che aiuta il buon umore. Stasera ci abbracceremo solo per dirci che ci vogliamo bene: io, lei e mio fratello Loris».

Come immagini il futuro?
«Mi aspetto una normalità che non ho mai provato. Poter uscire con mio fratello, andare a vedere una partita dell’Inter a San Siro, fare un viaggio. Insomma, quelle cose che fanno i ragazzi della mia età. Ci sono tante cose che non ho mai potuto fare in questi anni, per me si tratta di riscoprirle piano piano. Non ho fretta».

Ti sei mai sentito additato come un assassino?
«Molte persone mi sono state vicine. Penso ai miei compagni di classe, agli amici. A scuola nessuno mi ha escluso dopo quello che era successo e anche il giorno della maturità non mi hanno fatto sentire estraneo e diverso. La presenza del preside è il segno di quanto tutti mi siano stati accanto».

Per te lo studio è importante…
«Molto. Frequento l’università: Scienze della Comunicazione. A febbraio ci sarà una sessione d’esami e dovrò studiare parecchio. E poi il lavoro: sono stato assunto in un albergo, lo stesso in cui avevo fatto lo stage nell’ambito del progetto scuola-lavoro. Mi stanno dando fiducia».

In aula hai detto che avresti voluto morire tu piuttosto che uccidere tuo padre, lo pensi ancora?
«Sì. È un pensiero che mi accompagnerà per tutta la vita. Io non ho mai voluto tutto questo».

24 novembre 2021 (modifica il 25 novembre 2021 | 10:20)

Sorgente articolo:
Alex Pompa, assolto dopo aver ucciso il padre per difendere la mamma: «I giudici hanno capito il nostro… – Corriere della Sera

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Web Design
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Ugo Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Ugo Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Free Web Host