Camera respinge sospensiva per Sara Cunial: «Si entra solo con il green pass» – Corriere della Sera

di Carmen Plotino

Il Consiglio di giurisdizione sulla deputata no vax Sara Cunial, che in questi giorni è stata autorizzata ad entrare a Montecitorio senza lasciapassare verde dopo un suo ricorso

A Montecitorio si entra solo con green pass. I parlamentari come ogni altro cittadino sono tenuti a non mettere a rischio con il proprio comportamento la salute degli altri. Seguendo questo principio la Camera dei deputati respinge la sospensiva della ex M5s, Sara Cunial, no vax convinta, autorizzata nei giorni scorsi ad entrare senza certificazione dopo aver fatto ricorso. Il Consiglio di giurisdizione della Camera ritiene che «non vi siano ragioni d’urgenza per sospendere la decisione dei deputati Questori di chiedere il green pass a tutti i deputati e quindi anche a Sara Cunial». Con queste stringate parole il tribunalino interno — presieduto da Alberto Losacco (Pd) e composto anche dalle onorevoli Stefania Ascari (M5s) e Silvia Covolo (Lega) — respinge la sospensiva ottenuta dalla deputata che in questi giorni era autorizzata ad entrare a Montecitorio senza green pass.

«La decisione era stata anticipata da due decreti monocratici di Losacco, che risultano quindi oggi confermati». Si legge in una nota del Consiglio che spiega: «Uno dei due decreti – precisamente, quello che riguarda la posizione dell’onorevole Sara Cunial – era stato oggetto di una pronuncia del presidente del Collegio d’appello della Camera, Andrea Colletti, che aveva invece sospeso l’obbligo di esibire il Green pass per la deputata: la decisione di oggi del Consiglio di giurisdizione rende inefficace quest’ultimo decreto», si legge ancora nella nota. «Le due ordinanze del Consiglio di giurisdizione ritengono, in particolare, che sia la vaccinazione contro il Covid-19, sia il tampone sono strumenti che, pur non potendo scientificamente garantire la certezza in assoluto della loro efficacia ed attendibilità, offrono al riguardo un significativo tasso di probabilità statistica, ed in ogni caso costituiscono attualmente le uniche misure concrete che le istituzioni possono porre in essere nel doveroso perseguimento della tutela della salute individuale e collettiva».

L’antefatto. Il collegio dei questori ha introdotto l’obbligo del green pass per accedere a tutte le sedi della Camera, come da disposizioni del governo Draghi. Ma Cunial, insieme ad altri sette deputati e dipendenti di Montecitorio, ha presentato una richiesta di sospensiva al Consiglio di giurisdizione. Il ricorso è stato respinto, e l’udienza del Consiglio era stata fissata per il primo dicembre. Ma Cunial insoddisfatta, ha fatto appello al presidente Colletti, che ha invece accolto il suo ricorso, in considerazione del dovere di consentire alla deputata di esercitare il mandato di rappresentanza popolare. Colletti (che fa parte del gruppo parlamentare Alternativa, composto da fuoriusciti del M5s) aveva a sua volta definito il green pass una «scellerata violazione dei diritti costituzionali». Da ricordare, c’è anche che il 15 ottobre scorso — giorno in cui la richiesta di esibire il lasciapassare verde negli uffici è diventata un obbligo — la deputata si è barricata nell’ufficio del palazzo della Regione Lazio del consigliere regionale (ex 5 Stelle) Davide Barillari, in segno di protesta.

25 novembre 2021 (modifica il 25 novembre 2021 | 20:42)

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