Grattacielo di via Antonini: «L’incendio partito da un mozzicone di sigaretta» – Corriere Milano

di Redazione Milano

Questa l’ipotesi della relazione dei tecnici sull’origine del rogo, di cui è stata confermata la natura accidentale. Faro sulla certificazione di sicurezza dei pannelli del rivestimento del palazzo

Escono i primi particolari della relazione dei Vigili del fuoco sull’incendio della Torre dei Moro in via Antonini a Milano. Il dossier di 38 pagine, firmato il 20 settembre 2021 e depositato agli atti dell’inchiesta, avanza un’ipotesi sull’origine del rogo, di cui viene comunque confermata la natura accidentale: «Dall’attenta analisi e valutazione di tutti gli elementi raccolti, tenuto conto dello stato dei luoghi e dei tempi evolutivi di sviluppo e propagazione delle fiamme — si legge nella relazione —, si può concludere con ragionevole probabilità che l’incendio ha avuto origine da cause accidentali, generatosi verosimilmente da un mozzicone di sigaretta ancora acceso gettato dall’alto».

Il focus sul rivestimento

La relazione dei Vigili del fuoco agli atti dell’inchiesta ha fatto anche il punto sul rivestimento del grattacielo andato in fiamme. I pannelli in polietilene che rivestivano a «vela» le facciate del grattacielo di via Antonini 32 sono stati installati «in maniera difforme» a quanto previsto dal «certificato di prova» ossia la «reazione al fuoco», rilasciato dall’Istituto Giordano il 3 agosto 2009 e dalla precedente «omologazione» rilasciata dal Viminale. Le prime tre forniture di pannelli «Larson Pe», acquistati nel 2010 dalla Zambonini dalla produttrice spagnola Alucoil, vennero «immessi in commercio in Italia – hanno accertato all’ufficio di polizia giudiziaria dei Vigili del fuoco – prima che venisse rilasciata l’omologazione da parte del ministero dell’Interno». Irregolarità sono state riscontrate anche per quanto riguarda la quarta fornitura che «non è stata accompagnata dalla prevista dichiarazione di conformità». La relazione evidenzia quindi come la Zambonini «ha accettato le quattro forniture dei pannelli» nonostante presentassero «carenze documentali» mentre la Moro Costruzioni «non ha controllato, in relazione alla fornitura e alla posa in opera dei pannelli» le «modalità realizzative sia durante l’esecuzione dei lavori che all’atto del collaudo». Sulla base di queste osservazioni l’attenzione degli inquirenti si starebbe concentrando anche sulle modalità di ottenimento delle certificazioni di sicurezza sui pannelli.

25 novembre 2021 (modifica il 25 novembre 2021 | 17:49)

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