Obbligo vaccinale: dai professori alle forze dell’ordine, caccia a 200mila renitenti al vaccino – La Repubblica

Alla fine ci si è arrivati. Per aumentare la protezione generale, assicurare la terza dose e costringere gli ultimi renitenti l’obbligo vaccinale ci sarà, anche se solo per alcuni e non per tutti. Con il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri a partire dal 15 dicembre l’obbligo sarà esteso, dopo medici, infermieri e operatori delle Rsa per i quali continuerà a valere per la terza dose, anche al personale non sanitario del comparto salute, alle forze dell’ordine, ai militari e al personale scolastico. Escludendo chi lavora a contatto con i pazienti parliamo di una platea di più di 2 milioni di cittadini che avranno 5 giorni dall’entrata in vigore della legge per documentare l’avvenuta vaccinazione. Altrimenti scatterà immediata la sospensione dal lavoro con diritto alla conservazione del contratto e senza conseguenze disciplinari ma pure senza stipendio o altri contributi.

Insomma poliziotti, carabinieri, militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, vigili del fuoco e vigli urbani che fin qui erano stati anche in percentuali superiori alla media riottosi al vaccino anti-Covid non potranno più fare il solo tampone per avere il Green Pass e recarsi al lavoro, a meno che non siano esenti per ragioni mediche. E lo stesso sarà per i maestri e i professori anche delle scuole non paritarie, per i presidi, gli educatori dell’infanzia e degli asili nido, per i docenti dei centri provinciali per adulti e dei sistemi regionali di formazione professionale o tecnica superiore.

Nell’ultimo report vaccinale per categorie, solo il 5,8% del personale scolastico mancava all’appello. È quanto sottolineava, con scetticismo il capo dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ancora prima del decreto: “Credo che si debba andare più verso l’obbligo generalizzato, che non per alcune categorie come quella scolastica, in gran parte vaccinata”. Tra i sostenitori della norma c’è invece il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: “A scuola è dove c’è più rischio di circolazione del virus perché gran parte dei bambini non sono vaccinati e noi lo vediamo nei numeri di chi si contagia”.

Qualche malumore serpeggia tra i corridoi mentre i sindacati per ora tacciono anche perché la misura del tampone a carico dei lavoratori per salire in cattedra era invisa ai più. La maggior parte dei mal di pancia si concentra invece tra le forze dell’ordine dove il vaccino non aveva fatto altrettanto breccia. Per fare qualche esempio, tra i 98 mila agenti di polizia un po’ meno di 10 mila, secondo i sindacati, sono No Vax (il 10%). Tra le Forze armate circa 44 mila uomini sarebbero ancora senza vaccino (il 16%). Nella polizia penitenziaria altri 12 mila (più del 30%). “Non si possono mettere i poliziotti davanti al fatto compiuto. Un passaggio chiave di confronto con i sindacati per l’analisi di ogni possibilità, implicazione e conseguenza è necessario”, dice Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia, chiedendo un incontro al governo e tradendo un po’ di preoccupazione per la conversione dei No Vax.

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