Piero Angela sbotta: “Al ristorante non chiedono il green pass” – il Giornale

Il più conosciuto e amato divulgatore scientifico italiano, Piero Angela, denuncia un malcostume tutto italiano che non sarà capitato soltanto a lui: in molti luoghi pubblici come bar o ristoranti può capitare che il green pass non venga controllato per fretta o negligenza di chi dovrebbe attenersi alle regole. Con le lotte che stiamo facendo contro pandemia e no vax sembra assurdo ma è così.

“Ho gridato e preteso che mi controllasero”

Al quotidiano romano Il Messaggero, il 92enne ha raccontato una vicenda personale che lo ha molto irritato non più tardi di un paio di giorni fa mentre si trovava in un noto ristorante della capitale in una giornata in cui il locale era molto frequentato. “Il cameriere, per far prima, non mi ha controllato il Green pass. Ho provato a richiamarlo, ma niente. A quel punto credo di aver anche gridato. Ho preteso civilmente, e infine ottenuto, il controllo: non bisogna mai vergognarsi di chiedere il rispetto delle norme”, afferma. Anche se il locale è pieno di gente con i camerieri giustamente impegnati nei servizi di ristorazione, qualcuno del personale dovrebbe sempre accertarsi che chi entra sia in possesso di vaccinazione o tamponi eseguiti entro le 48 ore, la fila all’ingresso non può essere un alibi per saltare il controllo.

“Denunciare queste situazioni”

Piero Angela non ci sta e sottolinea come ora come non mai sia fondamentale rispettare le regole per non “lasciarci travolgere dalla quarta ondata” e di come sia importante che tutti noi, pardòn, tutti i vaccinati (85% circa) denuncino situazioni di questo tipo quando accadono. “I gestori devono tutelare la salute dei loro clienti. E se questo non avviene, sta a noi segnalarlo. Parlare di protezione nei luoghi pubblici è altamente inutile, se poi non si procede al controllo“. Se qualcuno si irrita pazienza, bisogna comprendere (ancora?) che siamo dentro la pandemia ed in Stato di emergenza fino al 31 dicembre che verrà quasi sicuramente prorogata almeno fino ai primi mesi del 2022. “Ma il controllore deve controllare, punto. Più che irritarsi, sarebbe il caso di rendersi conto che questi controlli vengono fatti nell’interesse dei clienti“, sottolinea.

“Cosa penso dei ribelli del Covid”

Lui e tanti altri milioni di italiani faticano a comprendere come sia possibile che si possa essere così superficiali con 10mila casi al giorno e una settantina di morti. “Mi stupisce come questa evidenza, pur documentata, non induca le persone incerte ad avere paura di una morte nove volte più vicina a loro che agli altri”, incalza al Messaggero. I ribelli alle regole sanitarie anti Covid, sottolinea Piero Angela, “hanno un atteggiamento completamente irrazionale, paragonabile a quelli che ho studiato in tanti anni di attività nel Cicap (l’associazione per il controllo sulle pseudoscienze, di cui è presidente e fondatore, ndr), che resiste anche di fronte all’evidenza. Per fortuna si tratta di una minoranza: personalmente spero che arrivino ulteriori restrizioni per chi si oppone“.

Green pass come l’assicurazione

Il giornalista scientifico della Rai fa un paragone calzante con quello che dovrebbe rappresentare, per tutti, il certificato verde che ci consente di vivere, uscire ma soprattutto vincere pian piano la pandemia Covid-19. “Se vaccinarsi è come allacciarsi la cintura di sicurezza, o attivare l’airbag in macchina, avere il Green pass è come fare l’assicurazione: è un foglio senza il quale non puoi circolare, perché se investi qualcuno e non sei assicurato sono guai. Bene: se nessuno si lamenta che il vigile controlli l’assicurazione, perché non dovrebbe essere lo stesso con il Green pass?“, conclude.

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