Ucciso davanti a casa, c’è un fermato. Caccia al complice – La Nazione

Prato, 25 novembre 2021 – E’ stato fermato uno dei due uomini ricercati per l’omicidio di Gianni Avvisato, il 38enne di origini campane ma trapiantato in Toscana da  sempre,  ucciso mercoledì pomeriggio a Comeana (Prato).

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Si tratta di un fiorentino di 35 anni, manovale, rintracciato grazie alla targa dell’auto che era stata annotata da un testimone poco dopo il delitto. Fermato dai carabinieri nella tarda serata di mercoledì, l’uomo avrebbe scaricato tutta la responsabilità sull’altro ricercato, del quale ha ha fatto il nome agli investigatori. Si tratterebbe di un fiorentino, al momento irreperibile, già ai domiciliari per il ferimento di un poliziotto. Il 38enne fermato, assistito dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, ha detto ai carabinieri che non avrebbe saputo del possesso dell’arma da parte del complice. Riguardo al movente, tutto è ancora da accertare e ricostruire.

I carabinieri sul luogo dell'omicidio (Attalmi); nel riquadro la vittima, Gianni Avvisato

Il delitto

Avvisato è stato ucciso intorno alle 17 di mercoledì in una strada senza sfondo a Comeana, via Boccaccio. Uno sparo, sentito distintamente da diversi vicini, e poi le grida disperate: “Aiuto, mi hanno sparato“. E’ morto sulla porta della sua abitazione nella solitamente tranquillissima frazione di Carmignano. I killer avevano parcheggiato nella vicina via Petrarca. Un testimone era riuscito a prendere il numero di targa dell’auto e i carabinieri in tarda serata erano già sulle tracce dei due assassini.

Avvisato si era trasferito a Comeana da pochi mesi. Aveva abitato a Firenze, all’Isolotto, ma era molto conosciuto in zona. Nei primi anni duemila aveva rilevato la palestra di famiglia, la “Sport e fitness” a Poggio a Caiano dopo la morte del fratello, avvenuta in un tragico incidente stradale. Qualche anno fa, poi, aveva ceduto l’attività e di lui, nella zona di Carmignano, avevano perso le tracce. Di recente aveva ritrovato lavoro come cameriere in un bar della zona, anche se nella sua pagina Facebook, l’uomo si presentava come personale trainer. Muscoloso, dal temperamento esuberante, aveva la passione per i tatuaggi. Aveva avuto qualche piccola grana con la droga ma nulla che facesse pensare a una fine tanto tragica. Ieri pomeriggio Avvisato era in casa quando i due killer si sono presentati alla porta. Prima c’è stato un litigio, poi i due uomini hanno estratto la pistola e hanno sparato a bruciapelo un colpo che lo ha preso all’inguine.

I primi a soccorrere l’uomo rimasto a terra in un lago di sangue nel giardinetto di fronte a casa, sono stati i fratelli Emanuele e Stefano, avvertiti dalla moglie di uno dei due che aveva sentito le grida e lo sparo. I fratelli conoscevano la vittima e si sono precipitati. “Aiuto, mi hanno sparato”, sono state le ultime parole di Avvisato. Subito è partito l’allarme. Il 118 ha allertato anche l’elisoccorso che è arrivato nella zona di Carmignano. E’ dovuto, però, ripartire vuoto: Avvisato è deceduto poco dopo l’agguato. E’ probabile che sia morto dissanguato a causa della ferita all’inguine, non sembra infatti che il colpo abbia raggiunto organi vitali. In via Boccaccio sono arrivati i carabinieri dal comando di Prato col colonnello Francesco Zamponi, il Nucleo Investigativo, la Scientifica per i rilievi e cercare il bossolo, e il pm di tirno Massimo Petrocchi. La zona della casa è stata transennata e l’accesso impedito a chiunque si volesse avvicinarsi.

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