Camera, respinta la sospensiva per la deputata No Vax Cunial: per entrare a Montecitorio dovrà esibire il Gr… – La Repubblica

Alla Camera si entra solo con il Green Pass. È stata respinta la sospensiva per la deputata No Vax Sara Cunial, in questi giorni autorizzata ad entrare a Montecitorio senza il certificato verde dopo un suo ricorso. Nel frattempo, altri quattro senatori hanno presentato ricorso alla commissione contenziosa contro l’obbligo di Green Pass: i 4 ex 5s e ora al Gruppo Misto sono Laura Granato, Michele Giarrusso, Gianluigi Paragone e Carlo Martelli. Ma i ricorsi non sarebbero validi perché presentati fuori dai termini previsti dal regolamento che prevede 30 giorni dal provvedimento del consiglio di presidenza. Voci infondate per l’avvocato di Paragone e Martelli “visto che ci hanno già convocati. Mi pare strano, proprio questo pomeriggio mi hanno fatto sapere che ci sarà l’udienza il 2 dicembre, alle 14.30, andremo a discutere e vedremo cosa ci dicono”, spiega il legale. “Siamo vicini a chi combatte per la propria libertà”, incalza il senatore Giarrusso.

La deputata No Vax Cunial potrà entrare alla Camera senza Green Pass. Ma la Camera la blocca: “Potrà solo stare in tribuna”

Il presidente del Consiglio di giurisdizione della Camera, Alberto Losacco (Pd), ha firmato due ordinanze con le quali si definiscono le istanze cautelari richieste da alcuni deputati che non intendono esibire il Green Pass che attesta la vaccinazione o l’effettuazione del tampone, per accedere nelle sedi della Camera. Il Consiglio, composto anche dalle onorevoli Stefania Ascari (M5S), e Silvia Covolo (Lega), “ritiene che non vi siano ragioni d’urgenza per sospendere la decisione dei deputati Questori, del 12 ottobre scorso, di chiedere il Green pass a tutti i deputati, oltre che ai dipendenti e a tutti coloro che accedono ai palazzi della Camera. La decisione del Consiglio era stata anticipata da due decreti monocratici del presidente Alberto Losacco, che risultano quindi oggi confermati”, si legge in una nota.

“Uno dei due decreti – precisamente, quello che riguarda la posizione dell’onorevole Sara Cunial – era stato oggetto di una pronuncia del presidente del Collegio d’appello della Camera, l’onorevole Andrea Colletti, che aveva invece sospeso l’obbligo di esibire il Green pass per quella deputata: la decisione di oggi del Consiglio di giurisdizione rende inefficace quest’ultimo decreto”, si legge ancora nella nota. “Le due ordinanze del Consiglio di giurisdizione ritengono, in particolare, che sia la vaccinazione contro il Covid-19, sia il tampone sono strumenti che, pur non potendo scientificamente garantire la certezza in assoluto della loro efficacia ed attendibilità, offrono al riguardo un significativo tasso di probabilità statistica, ed in ogni caso costituiscono attualmente le uniche misure concrete che le istituzioni possono porre in essere nel doveroso perseguimento della tutela della salute individuale e collettiva, garantita dall’articolo 32 della Costituzione. Osservano, ancora, che il tampone è strumento diagnostico che comporta, per la persona che vi si sottopone, un’invasività obiettivamente minima”.

Camera, sette deputati positivi al Covid. E una decina di parlamentari fa ricorso contro il Green Pass

Soddisfatto per la decisione presa di respingere la richiesta di sospensiva presentata da Cunial, Gregorio Fontana di Forza Italia, questore della Camera: “Questa sentenza conferma la piena vigenza e validità dell’obbligo di certificato sanitario per entrare alla Camera, una decisione che ristabilisce, anche per i parlamentari, le regole che valgono per tutti i cittadini”.

Green pass: ricorso Paragone, Giarrusso, Granato, Martelli

Ma le proteste in Parlamento sull’obbligo di esibire il Green Pass non si fermano. Quattro senatori (Gianlugi Paragone, Bianca Laurea Granato, Claudio Martelli e Mario Giarrusso) e dodici dipendenti hanno presentato ricorso in Senato. Un’istanza che, in realtà, allargherebbe lo sguardo sull’intera legge. L’esibizione del Green Pass “condiziona e subordina” il mandato elettorale ad una “procedura autorizzativa”, spiega la senatrice Granato. Sarebbe di circa trenta pagine l’istanza presentata alla commissione Contenziosa di Palazzo Madama da parte dei dodici dipendenti. Chiedono la sospensiva della costante esibizione del ‘passaporto verde’ ogni volta che si accede al palazzo e alle sedi in cui si trovano gli uffici del Senato. Ma da fonti interne alla commissione Contenziosa, i ricorsi non sarebbero validi perché presentati fuori dai termini previsti dal regolamento che prevede 30 giorni dal provvedimento del consiglio di presidenza.

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