Omicidio di Comeana, l’uomo ricercato aveva già ucciso. E’ caccia all’uomo – La Nazione

Firenze, 26 novembre 2021 – Chi avrebbe ucciso il barman e culturista Gianni Avvisato è un vecchio e pericoloso malvivente, avvezzo all’uso delle armi e alla latitanza. Nel suo curriculum, anche un precedente omicidio. Per ora è stato arrestato il suo “autista”, ma nelle carte del fermo di Andrea Costa, imbianchino fiorentino di 35 anni, c’è anche il nome di Stefano Marrucci, 55 anni, antica conoscenza di polizia e carabinieri di mezza Italia.

Sarebbe stato lui, secondo i sospetti della procura di Prato e secondo quanto riferito nell’interrogatorio dall’”autista”, ad aver premuto il grilletto di una calibro 9 puntata all’altezza dell’anca del personal trainer 38enne, morto nonostante un disperato tentativo di soccorso.

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In via Boccaccio a Comeana, dove Avvisato – nato a Napoli e cresciuto nel quartiere fiorentino dell’Isolotto, in passato residente a Pistoia – si era da poco trasferito, sarebbe andato in scena un regolamento di conti forse per vecchie ruggini o per nuove questioni di droga.

Non è detto che l’assassino volesse uccidere. Forse soltanto intimidire. Ma Marrucci, fiorentino che ha abitato anche ad Agliana, non si trova. I carabinieri della compagnia di Prato lo stanno cercando da diverse ore, cioè da quando, grazie ad alcuni fotogrammi, hanno intercettato la targa di un’Alfa Romeo rossa vista allontanarsi da un testimone dal luogo dell’omicidio.

Costa, invece, proprietario del mezzo usato per arrivare a Comeana, “si è messo subito a disposizione degli inquirenti”, dicono i suoi legali, Mattia Alfano e Massimo Nistri. Forse già oggi, comparirà dinanzi al giudice per la convalida del provvedimento: spera che, collaborando, la misura venga affievolita. I suoi difensori chiederano i domiciliari.

Il 35enne, noto alla giustizia per questioni legate allo spaccio e all’uso di stupefacenti, residente a Firenze in via Rocca Tedalda, ha spiegato di aver conosciuto il ricercato frequentando il Sert. In cambio di qualche soldo, si sarebbe prestato a fargli da conducente.

Il giorno precedente, avrebbe accompagnato Marrucci – che si trovava in regime di arresti domiciliari – all’Isolotto. “Non sapevo cosa dovesse fare a Comeana, non sapevo che avesse con sé un’arma”, ha detto agli inquirenti, prima sentito come persona informata sui fatti poi, via via che la sua presenza sul luogo del delitto si faceva più concreta, iscritto per concorso in omicidio.

Sono ore febbrili. Mobilitazione, non soltanto tra Prato e Firenze, per riuscire a scovare il latitante, quasi sicuramente armato visto che a casa del primo dei due indagati non sono state trovate pistole. Marrucci, anni addietro, per sfuggire alle catture è sembrato pronto a tutto.

A fuggire: in uno dei tanti arresti per le rapine di cui viveva, venne trovato in possesso di un documento falso con cui probabilmente voleva espatriare. Ma anche a far male: nel 2011, non esitò a sparare, alle Cure, a un poliziotto della squadra mobile che lo stava andando a prendere per un ordine di carcerazione.

Nel 1987, Marrucci ha ucciso il boss catanese Agostino Mirabella, presunto rivale in amore. Nel suo passato criminale il pregiudicato fiorentino aveva incrociato anche Giovanni Avvisato, padre della vittima. Nel 2012, Avvisato senior fu arrestato con l’accusa di aver accompagnato Marrucci, all’epoca detenuto in una comunità di recupero, a fare delle rapine. Furono entrambi prosciolti.
 

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