“Telegram culla dell’aggressività”. Lucarelli contro i no vax – il Giornale

Sabato 20 novembre, Selvaggia Lucarelli è stata al Circo massimo di Roma in occasione della manifestazione no vax. È andata in incognito, mascherandosi dietro un paio di occhiali di sole e una mascherina che l’hanno resa irriconoscibile. Nel tempo che la giornalista è rimasta al Circo massimo, sono stati numerosi gli attacchi ricevuti. Nulla di diverso rispetto a quanto accade ad altri giornalisti che documentano le manifestazioni no vax. Le aggressioni ai giornalisti sono sempre più frequenti in quell’ambito e hanno fatto scattare degli importanti campanelli d’allarme. La rabbia nei cortei e nei sit-in no vax cresce di volta in volta e l’introduzione del super Green pass potrebbe alimentare ulteriormente lo scontro sociale.

Ed è proprio la rabbia della piazza, o meglio la violenza, di una frangia di no pass che viene denunciata da Selvaggia Lucarelli ospite di Piazzapulita. La giornalista ha ricevuto una testata da parte di uno dei partecipanti al sit-in del Circo massimo che, fortunatamente, non le ha causato un danno.”Loro hanno una grandissima ostilità nei confronti della mascherina, che viene vista come la firma. Sei quello con la museruola, che ha servito i poteri forti e quindi il nemico da combattere“, ha detto la Lucarelli da Corrado Formigli.

Ma al di là dell’aggressione, per la quale Selvaggia Lucarelli ha già dichiarato che procederà con una denuncia, c’è un altro aspetto sul quale la giornalista si è voluta soffermare nel suo spazio a Piazzapulita: la provocazione. Questa è l’accusa che le è stata mossa da più parti, da chi suppone che quanto visto nel video sia una risposta a un comportamento provocatorio della Lucarelli che in questo modo ha cercato di diventare lei stessa notizia. Ma quest’accusa viene fermamente rispedita al mittente da Selvaggia Lucarelli: “Oggi, (ieri, ndr) è una giornata particolare. Mi sembra che quando sia capitato ad Alessio Lasta o ad altre persone nessuno abbia sollevato la questione. C’è una donna che fa il suo lavoro tendando la via dell’anonimato, e ho la sensazione che il famoso motto della minigonna stavolta sia diventato ‘ha la minicam’. Ossia: ‘Se l’è cercato’“.

Per Selvaggia Lucarelli il focus andrebbe messo prò sulla rabbia e la violenza latente di queste piazze, “cresciuta e maturata, portata da casa. Credo che i posti come Telegram siano la culla di questa aggressività“.

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