Scontro nel governo sulle tasse. Caro bollette, salta la «solidarietà» – Corriere della Sera

Cabina di regia con la maggioranza ieri mattina a palazzo Chigi per rafforzare il taglio delle tasse e gli sgravi sulle bollette di luce e gas per i redditi medio-bassi. Poi il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha fatto tre telefonate ai leader di Cgil, Cisl e Uil, per informarli delle novità e tentare di ricucire lo strappo avvenuto nel vertice di giovedì sera con gli stessi Landini, Sbarra e Bombardieri (ma la ricucitura c’è stata solo con la Cisl). Infine il consiglio dei ministri, dove Draghi e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, hanno illustrato l’emendamento da presentare in Senato alla legge di Bilancio per spendere il fondo da 8 miliardi appostato per la riduzione delle tasse.

Le novità

Due le novità portate nella riunione: un taglio una tantum per il 2022 del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori dipendenti fino a 35mila euro di reddito, che si aggiungerebbe al previsto alleggerimento dell’Irpef (con le aliquote che scendono da 5 a 4); un “contributo di solidarietà” sui redditi superiori a 75mila euro per trovare quasi 300 milioni da aggiungere al fondo di 2 miliardi della manovra, previsto per contrastare il caro-bollette, e arrivare così a 2,8 miliardi, considerando anche i 500 milioni in più che il governo aveva già annunciato nei giorni scorsi. Il contributo, che avrebbe colpito circa un milione di contribuenti, prevedeva semplicemente di congelare per loro il taglio dell’Irpef (270 euro l’anno) previsto dalla riforma delle aliquote.

Maggioranza divisa

La proposta ha però scatenato le proteste del centrodestra e di Italia viva e le perplessità dei 5 Stelle, tanto che il consiglio dei ministri e stato sospeso per mezz’ora. Alla fine, nonostante la proposta di Draghi e Franco fosse difesa da Pd e Leu, è stata ritirata. Il governo troverà altrove, in fondi pregressi non utilizzati, i quasi 300 milioni che sarebbero arrivati col contributo. Soddisfatte la Lega, che per smontare l’idea era ricorsa alle note parole dello stesso Draghi («non è il momento di prendere, ma di dare soldi»), Iv e Forza Italia, che con Antonio Tajani e Sestino Giacomoni aveva parlato di «patrimoniale mascherata». Irritato invece il Pd, in particolare verso Italia viva, accusata dal responsabile economico dei dem, Antonio Misiani, di «un atteggiamento assolutamente pregiudiziale che allontana Iv dal campo riformista».

La Cgil

Concluso il braccio di ferro nella maggioranza, l’emendamento alla legge di Bilancio dovrebbe essere presentato la prossima settimana in Senato. L’impianto delle misure non cambia, ma ne esce rafforzato il taglio delle tasse per i lavoratori dipendenti fino a 35 mila euro di reddito. Una mossa che va incontro alle richieste del sindacato, che però appare diviso. La Cgil resta insoddisfatta: ieri ha riunito il direttivo, ma ha evitato di decidere nuove iniziative di mobilitazione e la a rottura con la Cisl, che invece plaude alle ultime concessioni di Draghi. La Uil riunirà i propri organismi lunedì. Poi i tre leader sindacali proveranno a ritrovare una linea comune.

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