Le esenzioni Imu: ecco chi può averle – il Giornale

Il nodo relativo al pagamento o meno dell’Imu sugli immobili appartenenti a coniugi che vivono in due case diverse è stato finalmente sciolto. A dirimere la delicata questione ci ha pensato un emendamento al decreto Fisco-lavoro che sancisce un principio cardine: se marito e moglie hanno residenze separate e abitano in due edifici diversi, l’esenzione della tassa vale solo per un immobile a scelta. Il timore che l’agevolazione in questo caso specifico potesse saltare, in conseguenza delle diverse sentenze della Corte di Cassazione che andavano in questa direzione, è stato definitivamente scongiurato.

L’emendamento, però, permetterà di cambiare le regole solo per il prossimo futuro. La seconda rata dell’Imu, che scade il 16 dicembre, resta legata agli attuali parametri di pagamento e di esenzioni. Si tratta, nel secondo caso, di una miriade di aliquote fissate dai diversi Comuni italiani nel 2021 e di una serie di incentivi applicati per far fronte all’emergenza Covid-19. Per superare la crisi economica della pandemia sono stati previsti aiuti nazionali, per la prima e la seconda abitazione, e agevolazioni locali, che cambiano di città in città.

È confermato, in ogni caso, come riporta il Sole 24 Ore, che l’aliquota Imu fino all’11,4 per mille è applicata anche a quei Comuni che non l’hanno confermata nell’anno in corso, sempre che era provista nel 2020. Sugli esoneri, non pagheranno la tassa nel 2021 gli immobili ubicati nei centri dove c’è stato il terremoto o altre calamità naturali e che hanno subito danni, oltre agli edifici che hanno subito il blocco degli sfratti. In questo caso si procederà anche allo storno dell’anticipo eventualmente versato, dato che l’esenzione è entrata in vigore successivamente alla scadenza del versamento dell’acconto.

A causa del Coronavirus, anche i cinema e i teatri non pagheranno l’Imu nel 2021, mentre le altre attività commerciali che sono state esonerate dal versamento della prima rata della tassa, adesso dovranno pagare la seconda. Nei confronti degli artigiani e negozianti che lavorano in Comuni che contano fino a 500 abitanti, infine, è previsto un contributo in denaro per pagare l’Imu. Il governo ha stanziato per questa misura 10 milioni di euro all’anno per il 2022 e il 2023.

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