Caro bollette, Governo lavora a nuove misure. Sale pressing dei partiti – QuiFinanza

Prende corpo il piano del governo per far fronte alla questione energetica. Sul tavolo dell’esecutivo vi è il documento presentato al presidente del Consiglio al premier Mario Draghi, durante il periodo natalizio, dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Un pacchetto di dieci misure, anche strutturali, per contenere il caro-bollette che farà da base a un provvedimento in materia, probabilmente un decreto legge, che il governo intende emanare entro la fine di gennaio.

Caro bollette, le proposte

In particolare – secondo alcune indiscrezioni riportate dall’Ansa – si starebbe valutando una sterilizzazione dell’Iva sugli aumenti e un contributo sugli extraprofitti delle aziende del settore energetico.
Ieri i tecnici del ministero dell’Economia e delle Finanze, del ministero dello Sviluppo economico e del ministero della Transizione ecologica hanno riunito i loro tecnici a Palazzo Chigi. “Solo un lavoro istruttorio, preliminare, di studio” hanno spiegato all’Adnkronos fonti impegnate nel dossier. Al centro dell’incontro gli aspetti regolatori, il contesto macro-economico, le variabili in campo e gli scenari futuri. Sul tavolo anche l’ipotesi, caldeggiata dal premier Mario Draghi, di trasformare gli extra gettiti delle società energetiche in sgravi per le imprese in affanno, costrette a bloccare la produzione per il rincaro bollette.

Sul tema l’allarme arriva da più fronti. Il caro energia e i ritardi nelle forniture di componenti – come rileva la Banca d’Italia, sulla base di uno studio condotto sulle aziende nazionali fra novembre e dicembre del 2021 – hanno fatto alzare i prezzi dei prodotti delle imprese italiane, e questo rialzo proseguirà nel 2022. Nel dettaglio Standard & Poor’s calcola che i rincari dell’energia l’anno prossimo possano costare alle aziende italiane da 30 a 35 miliardi di euro.

Il pressing dei partiti

Sale, in tale scenario, il pressing dei partiti per adottare in tempi brevi misure contro il caro-bollette.
“Siamo al lavoro su un pacchetto di norme, anche strutturali contro il caro-energia. È una priorità, di cui c’è piena consapevolezza. Dobbiamo continuare a tutelare famiglie e imprese che con questi rincari non hanno più convenienza a produrre. Le bollette vanno abbassate subito – ha spiegato il viceministro Laura Castelli –. C’è ampia convergenza su alcune proposte M5S come il contributo di solidarietà di produttori, fornitori o intermediari, che hanno ottenuto profitti stellari in questi mesi e sull’azzeramento dell’Iva sulla quota incrementale dei prezzi. Andranno fatti tutti i passaggi, se necessario anche a livello Ue”.

Il Movimento 5 Stelle – in una nota dei deputati delle commissioni Ambiente e Attività produttive – chiede al Governo “di intervenire in fretta con nuovi interventi per difendere le famiglie e garantire l’operatività del nostro sistema produttivo”.
Tra le misure richieste figurano:

  • “taglio dell’Iva, contributo di solidarietà da parte degli operatori che hanno ottenuto grandi profitti;
  • utilizzo strutturale dei proventi delle aste CO2 contro gli aumenti sono misure che possono portarci fuori dall’emergenza;
  • un fondo per i Ppa, gli accordi di fornitura di energia elettrica rinnovabile a lungo termine che rendono i prezzi più stabili”. “

Da due mesi come Lega lanciamo l’allarme sulle bollette di luce e gas, finalmente il governo annuncia che entro gennaio si interverrà” ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini ribadendo che bisogna “accelerare sui termovalorizzatori e come Lega insistitiamo sul fatto che l’Italia non può essere l’ultimo paese al mondo privo di nucleare pulito di ultima generazione”.
In particolare la Lega chiede al Governo uno scostamento di bilancio urgente per far fronte al caro-energia.

Un appello condiviso anche dal Partito democratico. “L’aumento del costo dell’energia è una priorità su cui il Pd chiede un impegno rapido del Governo, con provvedimenti che rafforzino le misure già messe in campo nei mesi scorsi e con l’ultima legge di bilancio – afferma Chiara Braga, responsabile Ambiente della segreteria nazionale del Pd –. Servono risorse a sostegno dei settori economici più colpiti, della manifattura energivora e delle pmi, anche prevedendo uno scostamento di bilancio, destinando in modo strutturale i proventi delle aste ETS e lavorando su ipotesi percorribili di compartecipazione ai costi da parte dei produttori e della finanza che in questa fase stanno realizzando extraprofitti a seguito dell’aumento esponenziale del prezzo del gas. Il gas resta una fonte di transizione necessaria per il nostro Paese, indipendentemente dalla tassonomia europea ancora in corso di discussione. Il nostro Paese deve lavorare per diminuire la dipendenza da forniture fortemente instabili, puntando a un governo europeo dell’approvvigionamento. La priorità ora è concludere rapidamente l’approvazione del PiTESAI, come si era impegnato a fare il Ministro Cingolani, sapendo che anche l’incremento di produzione da pozzi esistenti ha tempi tecnici previsti che superano i 18 mesi. È il momento di lavorare sulla revisione degli interventi sull’IVA e sull’incidenza degli oneri di sistema e del sistema attuale degli incentivi sulle bollette. E soprattutto accelerare rapidamente la produzione di energia rinnovabile, rendendo operativo nel più breve tempo possibile il meccanismo delle aste, completando l’individuazione delle aree idonee da parte di Governo e Regioni, sbloccando e accelerando le procedure autorizzative con l’operatività della Commissione VIA-VAS del PNRR e consentendo il repowering con tecnologie più efficienti degli impianti esistenti, investendo sui sistemi di accumulo e accompagnando lo sviluppo nel Paese delle comunità energetiche. Chi invece si ostina a parlare di nucleare come ricetta per risolvere l’emergenza attuale del costo dell’energia lo fa in malafede, ben sapendo che non esiste oggi nessuna tecnologia applicabile e nessun ‘nucleare pulito’. Basti pensare allo sforzo non banale in cui è finalmente impegnato il nostro Paese nel realizzare il deposito nazionale delle scorie a bassa e media intensità, spesso con l’opposizione strumentale sul territorio di forze politiche come la Lega che a livello nazionale – conclude Braga – si professano a favore del nucleare”.

“I numeri positivi della produzione industriale confermano la grande vitalità delle nostre imprese dopo il lungo stop per la pandemia, ma confermano anche l’urgenza di intervenire immediatamente sul caro bollette e sull’inflazione, due enormi macigni sulla ripresa economica del Paese – afferma in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini –. I rincari sono già stati considerevoli nel 2021, ma a gennaio troppe imprese hanno dovuto interrompere la produzione a causa dei costi insostenibili dell’energia nonostante l’aumento degli ordini ricevuti. Una situazione paradossale, insomma. Il governo è al lavoro per trasformare gli extra gettiti delle società energetiche in sgravi per le imprese in affanno, ma è chiaro che serviranno altre risorse oltre a un accordo quadro in Europa. L’importante è fare presto per scongiurare il collasso di interi comparti produttivi”.

“L’aumento del costo dell’energia rischia di frenare la ripresa del nostro Paese. Il governo deve trovare altre risorse per dare una risposta al grido di dolore di tante famiglie e di quelle imprese che rischiano la chiusura o la sospensione dell’attività, ricorrendo se necessario ad un nuovo scostamento di bilancio. Il contenimento dei costi delle bollette è un’emergenza assoluta“, aggiunge il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.

Il Copasir chiede un piano nazionale

Sul caro-bollette interviene anche il Copasir per il quale la questione rischia di diventare una minaccia per la sicurezza nazionale. L’Italia soffre infatti di una forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico che la rende particolarmente fragile in una fase in cui l’impennata dei prezzi dell’elettricità e del gas naturale espone l’Europa al rischio di blackout. Ecco perché il Paese – sottolinea il Copasir in in una relazione inviata al Parlamento dopo una serie di audizioni, iniziate lo scorso settembre, che hanno coinvolto ministri (Roberto Cingolani, Giancarlo Giorgetti, Daniele Franco), intelligence (i direttori di Aise, Aisi e Dis) e le principali aziende del settore (Terna, Ansaldo Energia, Edison, Eni ed Enel) – deve realizzare un Piano nazionale di sicurezza energetica mirato al perseguimento di una adeguata autonomia tecnologica e produttiva, rafforzando le filiere nazionali di industria e ricerca, in collaborazione con i partner europei ed occidentali, evitando di dipendere da Russia e Cina.
“Il gas naturale – si legge nella Relazione – sembra rappresentare una risorsa irrinunciabile nel breve-medio termine in attesa che possa completarsi la transizione energetica”. Ed è una risorsa in cui “la dipendenza dalla Russia è forte”.

La proposta del Comitato, anche allo scopo di invertire il dato relativo all’aumento del 250% della spesa delle famiglie per il gas naturale verificatosi negli ultimi mesi, è di “valutare l’ipotesi di incrementare l’estrazione di gas dai giacimenti italiani, riducendo allo stesso tempo gli acquisti dall’estero in modo da mantenere costante il volume dei consumi”. Si tratterebbe di sfruttare più efficacemente i giacimenti già attivi, in modo da raddoppiare la quota nazionale da poco più di quattro a circa nove miliardi di metri cubi all’anno.

In proposito, il documento ricorda la Croazia ha autorizzato nuove esplorazioni nel Mare Adriatico, in aree in cui sono presenti giacimenti il cui sfruttamento è condiviso con l’Italia. Servirebbe spingere sulle fonti energetiche rinnovabili, ma in questo caso l’ostacolo – rileva il Copasir – è costituito “dalla effettiva localizzazione e realizzazione degli impianti che ancora in numerosi casi incontrano tenaci resistenze a livello territoriale, oltre alla complessità dell’iter autorizzatorio, con conseguenti effetti sui tempi esecutivi”.
Per ovviare al problema la soluzione ipotizzata è “un intervento sostitutivo da parte del potere centrale in quelle ipotesi in cui maggiormente evidente e da salvaguardare è l’interesse nazionale”.

La riconversione green di alcuni settori industriali, viene poi evidenziato, “determinerà un sensibile incremento dei costi connessi con i processi produttivi e ciò potrebbe determinare una difficoltà alla collocazione sul mercato dei prodotti finiti”. Per compensare il fenomeno potrebbe essere introdotta a livello dell’Ue 2una forma di disincentivo delle importazioni di prodotti realizzati in Paesi extracomunitari mediante processi produttivi caratterizzati dall’utilizzo di fonti energetiche non green, come il carbone. Ciò potrebbe avvenire anche attraverso l’introduzione di dazi sull’importazione di merci prodotte senza il rispetto di specifici standard ambientali”. Secondo la relazione “i prezzi delle materie prime energetiche, seppur destinati a diminuire con l’arrivo della primavera 2022, non torneranno a livelli pre-pandemia”. Per tale ragione il Copasir inviata a valutare “ulteriori interventi compensativi”.

Sorgente articolo:
Caro bollette, Governo lavora a nuove misure. Sale pressing dei partiti – QuiFinanza

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Pubblicità via Email
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Primo su google
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Consulenza realizzazione Applicazioni Web