Caro bollette, il piano del governo in due tempi – La Repubblica

ROMA – Non si placa il pressing dei partiti sul governo per un nuovo scostamento di bilancio. Ieri è toccato al Pd chiedere “un impegno rapido” a Palazzo Chigi “a sostegno dei settori economici più colpiti, della manifattura energivora e delle pmi”. È il caro bollette a preoccupare e non solo la politica. Anche il Copasir sollecita un “piano per l’autonomia tecnologica e produttiva nel settore energetico” come questione di sicurezza nazionale. Per il momento però nessuno scostamento. Tantomeno da 30 miliardi, come proposto dal leader della Lega Matteo Salvini.

Si studia piuttosto un intervento in due tempi per aiutare le imprese, visto che famiglie e piccoli imprenditori sono beneficiati nel primo trimestre di quest’anno da 3,8 miliardi di sgravi stanziati in manovra di bilancio. Un primo intervento più leggero – dell’ordine di 700 milioni – attingendo ai proventi delle aste per le quote di emissione di Co2, come già fatto per il decreto bollette dello scorso anno. Un secondo intervento più sostanzioso prelevando una parte degli extra profitti incamerati dalle società energetiche grazie ai super rincari.

Su questo punto ieri si è riunita a Palazzo Chigi una cabina di regia tecnica con gli esponenti di tre dicasteri (Economia, Sviluppo economico e Transizione ecologica) per un primo giro d’orizzonte sugli scogli giuridici di un’operazione di questa portata che richiede tempi non brevi per essere definita. Il ministro Roberto Cingolani ha consegnato, da qualche settimana, a Draghi anche un dossier con una decina di proposte, alcune strutturali.

Il premier lo ha detto chiaro lunedì: “Occorre chiedere a quanti hanno fatto grossi profitti dall’aumento dei prezzi di condividerli”. In linea la viceministra dell’Economia Laura Castelli (M5S); “Siamo al lavoro su un pacchetto di norme e c’è ampia convergenza politica su proposte come il contributo di solidarietà da chiedere ai produttori, l’azzeramento dell’Iva, gli extra profitti”.

Il governo si prepara intanto a varare, la prossima settimana, un mini-decreto da un miliardo per ristorare i settori chiusi o costretti a limitazioni dalle strette legislative anti-Covid: discoteche e sale da ballo, poi turismo e attività recettive. Per il turismo ci sono già 150 milioni stanziati dalla legge di bilancio che attendono un decreto del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (Lega) per essere ripartiti tra turismo, spettacolo e automotive. Un altro miliardo – fanno sapere dal Mef – potrebbe essere impiegato a stretto giro, a sostegno di ulteriori attività economiche in affanno.

Nel decreto sarà rifinanziata la quarantena dei lavoratori, non più equiparata a malattia dal primo gennaio. Non ci saranno altre settimane di Cig Covid gratis per le aziende che dovranno attingere ai periodi loro concessi dalla nuova riforma degli ammortizzatori appena entrata in vigore. Non si esclude neanche una copertura retroattiva di questa Cig. Ma tra qualche mese, quando difficoltà e tiraggi saranno più evidenti.

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