Centrodestra, il vertice tra Berlusconi, Salvini e Meloni a Villa Grande – la Repubblica – La Repubblica

I leader del centrodestra propongono il nome di Silvio Berlusconi per il ruolo di capo dello Stato. È la decisione assunta al termine del vertice di Villa Grande, la residenza romana del Cavaliere. In una nota si legge che i capi dei partiti della coalizione “hanno convenuto che Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’Alta Carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta”. Recita ancora il documento: “Su questa indicazione, le forze politiche del centrodestra lavoreranno per trovare le più ampie convergenze in Parlamento e chiedono altresì ai presidenti di Camera e Senato di assumere tutte le iniziative atte a garantire per tutti i 1009 grandi elettori l’esercizio del diritto costituzionale al voto”.

Ma dal centrosinistra il segretario del Pd, Enrico Letta, ribadisce che per “bisogna avere un approccio costruttivo, metterci tutti attorno a un tavolo per trovare una soluzione condivisa”. E dopo aver intitolato a David Sassoli il circolo dem del quartiere Trionfale, a Roma, aggiunge: “È un approccio  da confermare anche per quanto riguarda il centrodestra, bisogna avere la capacità di andare oltre le bandiere e gli stendardi, nessuno si deve sentire escluso dalla scelta di un o una presidente della Repubblica, affinché si possa fare una scelta di alto profilo. La proposta deve essere di alto profilo e condivisa da tutti”.

Ma anche dal Movimento 5 Stelle arriva un brusco stop a Berlusconi. Definendo la sua candidatura “di parte”, il presidente pentastellato Giuseppe Conte sottolinea che si tratta di un nome che “rallenta le trattive in corso per arrivare a una soluzione e a una personalità quanto più ampiamente condivisa”. Da qui l’invito a Fi, Lega e Fdi “affinché non insistano su una candidatura di parte”.

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I maggiorenti del centrodestra affermano che “l’incontro è servito a ribadire l’unità di intenti. Nel confermare il reciproco rispetto per le diverse scelte in ordine al governo Draghi – dicono – concordiamo sulla necessità di un percorso comune e coerente, che va dalla scelta del nuovo Capo dello Stato alle prossime elezioni politiche, valorizzando anche le occasioni di convergenza parlamentare sui contenuti che da sempre sono patrimonio comune della coalizione. La figura del nuovo Presidente della Repubblica – è la posizione espressa – deve garantire l’autorevolezza, l’equilibrio, il prestigio internazionale di chi ha la responsabilità di rappresentare l’unità della Nazione. Alla luce di queste considerazioni il centrodestra, che rappresenta la maggioranza relativa nell’assemblea chiamata ad eleggere il nuovo Capo dello Stato, ha il diritto e il dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle Istituzioni”.

Il vertice convocato da Silvio Berlusconi nella villa sull’Appia Antica si è svolto a ora di pranzo: il leader di Fi ha discusso a tavola con Matteo Salvini e Giorgia Meloni di Quirinale, ma non solo.

La prima ad arrivare dal Cavaliere è stata proprio Meloni accompagnata dal senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa. Subito dopo è stata la volta di Salvini. Presenti anche il coordnatore di Fi Antonio Tajani, Gianni Letta, Luigi Brugnaro di Coraggio Italia, Lorenzo Cesa dell’Udc e Maurizio Lupi di Noi con l’Italia.

Berusconi ha chiarito agli alleati che intende proseguire la sua corsa al Colle, malgrado le perplessità di chi (in particolare nella Lega) è preoccupato che Berlusconi non abbia i numeri sufficienti per essere eletto come prossimo presidente della Repubblica.

In realtà il leader di Forza Italia nelle ultime settimane ha avviato una campagna di “reclutamento” tra i Grandi elettori (la cosiddetta “operazione scoiattolo”), telefonando con il cellulare di Vittorio Sgarbi ai parlamentari di tutti i partiti (Pd compreso) e tentando di convincerli a votarlo come Capo dello Stato.

Lega e Forza Italia, però, non sono così convinti che possa farcela. Nonostante questo, Salvini continua a ripetere che il centrodestra “voterà compatto”. E chiede agli altri partiti di non fare ostruzionismo in Aula al momento della compilazione delle schede. “Rinnovo e rinnoverò l’invito a Letta, Conte e Renzi per trovarsi attorno a un tavolo” per discutere dei papabili al Colle “senza mettere veti a priori”, ribadisce il leader del Carroccio in mattinata a margine di un appuntamento a Roma con Simonetta Matone, la candidata del centrodestra alle suppletive della Capitale del 16 gennaio. 

“L’elezione del presidente della Repubblica deve avvenire velocemente – incalza Salvini – perché il Paese non può permettersi settimane di litigi e polemiche”. Poi, sulla candidatura di Berlusconi dice: “In Aula noi leghisti saremo in 210 e se Berlusconi deciderà di scendere in campo, lo voteremo in 210. Saremo il partito più compatto e granitico”.

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