Clochard muore per un malore su una panchina di corso Rosselli – La Stampa

TORINO. Paolo da due anni viveva per strada, giorno e notte. E da un po’ di tempo non si muoveva più dalla “sua” panchina di corso Rosselli, di fronte alla tabaccheria al numero 125. Dove ieri è stato ritrovato morto dai residenti: il suo, ormai, era un volto familiare nel quartiere. «Stava male, ma non voleva aiuto», spiega chi ha cercato in tutti i modi di aiutarlo. Ogni volta Paolo mandava via i volontari e chi gli proponeva una sistemazione diversa. Eppure ogni mattina ripeteva al barista al civico 129, poco distante dalla sua panchina, la solita frase: «Si muore di freddo, oggi».
Il racconto dei residenti
«Aveva una borraccia che si faceva riempire di acqua calda, credo si scaldasse così – racconta il barista – Non era uno che dava fastidio, anzi, non chiedeva niente. Noi gli davamo quel che rimaneva alla chiusura, ogni tanto i clienti gli portavano il caffé». Anche ieri mattina due signori sono venuti a prendere un tè e un caffé da portare a Paolo.
Verso le 11, però, l’uomo si è sentito male e il suo cuore si è fermato. Le temperature rigidissime di questa mattina potrebbero aver avuto un peso nel peggiorare le sue condizioni di salute già precarie. Anche se si era vaccinato: «Una delle ultime che ci siamo parlati mi aveva raccontato che aveva fatto la terza dose di vaccino facendosi rivolgendosi a quegli hub che si occupano dei senzatetto», spiega un signore che abita di fronte.
Solidarietà comune
Negli ultimi tempi Paolo stava male. Era gonfiato, con il viso sempre rosso. Tutti gli davano una mano, un piccolo aiuto, un conforto. Ma lui non recedeva dal suo desiderio di vivere all’aperto, anche di notte, con le temperature rigide di questo inverno, che di notte scendono sempre sotto lo zero.
Dalla Romania a Torino
Paolo arrivava dalla Romania, dove aveva una moglie, dei figli, una famiglia che non sentiva più. Era stato in Francia per un certo periodo, poi si era stabilito a Torino. Lo si vedeva girare con un carrellino pieno delle sue cose, coperte, qualche giornale, i libri che i residenti gli regalavano e che lui leggeva per passare il tempo. E anche una radiolina che gli teneva compagnia. 
Ieri mattina in corso Rosselli è arrivata la polizia, chiamata dal 118 quando i sanitaria si sono resi conto che per l’uomo non c’era nulla da fare. Paolo non aveva con sé i documenti. Sulla panchina dove dormiva, quando non era ai giardini davanti alle poste, qualcuno ha posato qualche vasetto di primule e una rosa per ricordarlo.

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