Mistero David Rossi, spunta mail in cui annuncia il suicidio inviata il giorno dopo la morte… – Il Riformista

Il Consiglio superiore della magistratura non autorizza la partecipazione dei magistrati alla Commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi? Ecco pronta la riserva togata (in pensione). Pierantonio Zanettin (FI), presidente della Commissione, non si è perso d’animo e ieri ha tirato fuori dal cilindro due super toghe: Carlo Nordio, già procuratore aggiunto a Venezia, e Roberto Alfonso, ex pg a Milano. «Ho sempre ritenuto che la commissione avesse la necessità di avvalersi anche di magistrati, per svolgere al meglio il proprio compito. Dal momento che il Csm finora non ha autorizzato alcun magistrato di ruolo a svolgere questa attività di consulenza, abbiamo nominato come consulenti due magistrati di altissimo valore che hanno subito accettato con entusiasmo l’incarico (a titolo gratuito, ndr)», afferma Zanettin. Per Alfonso si tratta di un secondo incarico essendo anche componente dei probiviri dell’Anm che in questi giorni stanno definendo le incolpazioni nei confronti di una settantina di magistrati che chiedevano favori ed incarichi a Luca Palamara.

La Commissione, come raccontato dal Riformista, aveva chiesto nei mesi scorsi al Csm di potersi avvalere della collaborazione di due magistrati: la pm trentina Patrizia Foiera e il giudice di Cassazione Michele Romano. Le due toghe avrebbero dovuto aiutare i commissari che stanno procedendo a nuovi interrogatori e ad acquisizioni di documenti, valutando anche il materiale che arriverà dal Reparto investigazioni scientifiche (Ris) e dal Raggruppamento operativo speciale (Ros) dell’Arma ai quali è stato affidato il compito di effettuare una super perizia sulla caduta di Rossi dalla finestra del suo ufficio e sulle comunicazioni telefoniche e telematiche effettuate da egli prima del decesso. Al momento del voto sull’autorizzazione in Plenum, il pm antimafia Nino Di Matteo aveva dato parere negativo alla richiesta di Zanettin, affermando che i due magistrati avrebbero svolto un incarico in “piena ed evidente sovrapponibilità” agli accertamenti della magistratura. Un incarico “inopportuno” alla luce di «preservare sotto il profilo dell’immagine i valori dell’indipendenza e dell’imparzialità della funzione giudiziaria». Ieri, comunque, la Commissione avrebbe dovuto sentire l’ex presidente di banca Monte dei Paschi e dell’Abi Giuseppe Mussari il quale, però, ha mandato un certificato medico.

L’ex banchiere, ora tornato all’attività forense, lavora nello studio dell’avvocato Giancarlo Pittelli, già parlamentare di Forza Italia, finito sotto il tiro del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nell’ambito dell’indagine Rinascita Scott. E sempre ieri la notizia che l’email con la quale Rossi comunicava all’ad di Mps Fabrizio Viola l’intenzione di togliersi la vita sarebbe stata creata alle ore 11.41 del 7 marzo 2013, il giorno dopo la sua morte, alle ore 11,41. “L’anomalia” è stata evidenziata dalla polizia postale che ha analizzato il pc di Rossi. Viola, ascoltato all’epoca dai magistrati senesi, aveva comunque detto di non ricordare di aver ricevuto questa mail nella quale Rossi annunciava la sua volontà di farla finita. «La questione delle mail inviate da Rossi sarà affrontata sempre dal Ris», ha precisato Zanettin dopo aver appreso della circostanza riportata dall’Espresso. Zanettin ha poi annunciato che i lavori della Commissione si interromperanno fino all’elezione del nuovo capo dello Stato.

Annullata, quindi, l’audizione del pm Antonino Nastasi, ora a Firenze. Nastasi, secondo la testimonianza del colonnello Pasquale Aglieco, l’ex comandante provinciale di Siena, avrebbe sostanzialmente inquinato la scena del crimine. «Quando siamo entrati l’ufficio tutto era in ordine», aveva detto in audizione Aglieco, ed il pm Nastasi «si è posizionato sulla sedia di Rossi e ha iniziato a toccare il pc per vedere se era acceso, poi con una penna ha rovistato nel cestino dei rifiuti, prima di rovesciarlo tutto sulla scrivania, dove erano stati sposati gli oggetti presenti, per controllarne il contenuto». Nel cestino vi erano i “fazzoletti macchiati di sangue e alcuni biglietti”, precisò Aglieco.
Nastasi era in compagnia dei pm Nicola Marini e Aldo Natalini.

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