Scuole aperte o scuole chiuse? Il Tar sospende l’ordinanza del sindaco di Agrigento – AgrigentoNotizie

L’ordinanza di sospensione c’è, ma quanto valga, in un quadro mutato da un punto di vista epidemiologico, è tutto da capire.

Il Tar, sollecitato da alcuni genitori della città di Agrigento, ha sospeso gli effetti dell’ordinanza del sindaco di Agrigento Franco Micciché che stoppava le lezioni in presenza dal 13 al 16 di gennaio. Il Tar, che però nel suo pronunciamento non poteva ancora sapere che il capoluogo sarebbe diventato zona arancione, ha evidenziato che la competenza appartiene allo Stato, e ha contestato il fatto che l’ordinanza impugnata non recasse “alcuno specifico dato di diffusione della pandemia nella popolazione, scolastica e non, che possa smentire quelli esposti dalla Regione Sicilia nella citata nota interassessoriale o quelli posti a fondamento della classificazione nazionale del territorio regionale”. Classificazione che, appunto, è adesso variata, per quanto sempre il Tar contesti che “nessuna altra misura cautelativa risulta adottata, al di fuori del campo delle attività scolastiche”.

La domanda che adesso migliaia di studenti e genitori di Agrigento e anche del resto della provincia è: ma si torna a scuola o no? Come noto, infatti, tutti i comuni dell’Agrigentino hanno adottato quella che è stata chiamata “Ordinanza Orlando”, cioè un provvedimento adottato coralmente da tutti i sindaci su indirizzo dell’Anci Sicilia che ha sospeso le attiività didattiche in presenza da mercoledì scorso e fino a lunedì prossimo, andando in controcorrente rispetto a quanto deciso da Stato e Regione.

Una linea che alcuni primi cittadini avevano addirittura inaugurato giorni prima (temendo che la riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie potesse portare all’aumento dei contagi) ma che è stata oggetto di polemiche furibonde proprio da parte di associazioni dei genitori che hanno ritenuto nulli provvedimenti. Una linea oggi confermata, o quasi, dal Tar, anche se ormai il tempo per i ricorsi è terminato. dato che siamo già a venerdì e dinnanzi a noi si apre il week end.

Ma cosa succederà da lunedì? Molto dipende dal “colore” del comune in questione. Se non è applicata alcuna restrizione, di fatto, i sindaci non possono – salvo la volontà di un atto che sia di “protesta” – sospendere l’attività didattica in presenza.

Diverso è il discorso per le zone arancioni. Chiara è in tal senso una circolare diramata due giorni fa dall’Assessorato alla Salute che, all’articolo 2 precisa: “In presenza di focolai di straordinaria criticità epidemiologica, purché in vigenza di preventiva classificazione delle aree interessate in zona arancione o rossa, il sindaco potrà disporre la sospensione delle attività didattiche in presenza e lo svolgimento delle stesse con modalità a distanza a condizione vincolante di conforme parere tecnico-sanitario dell’Asp territorialmente competente e per un periodo non superore ai 10 giorni”. 

In particolare, dice Razza, “la motivazione dell’Asp dovrà contenere esplicito e documentato riferimento ad un tasso incrementale del contagio di oggettiva e critica gravità”. Questo per superare, ad esempio, le valutazioni fatte dal Tar Campania nell’annullare il provvedimento del presidente Vincenzo De Luca o quelle utilizzate appunto dal Tar Catania contro Cateno De Luca.

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