“Basta burocrazia da Covid”: da Zingaretti un appello al governo per il ritorno alla normalità – RomaToday

Rivedere le regole sull’auto-sorveglianza in caso di contatti stretti. Libertà di spostamenti, dopo una quarantena più breve, dei positivi asintomatici ed un uso differente del green pass. Sono queste le misure che il presidente della regione Lazio, attraverso una lettera aperta, ha suggerito al governo di valutare.

La burocrazia da covid

“Faccio un appello al governo: è il momento di lottare contro la burocrazia da Covid, per semplificare la vita alle persone e tornare quanto più possibile a una normalità, compatibilmente con l’esigenza di combattere il virus” ha premesso il governatore del Lazio che, anche attraverso il proprio profilo facebook, ha deciso di far conoscere la posizione della regione. 

La vaccinazione e le aspettative

La campagna vaccinale prosegue a ritmo incalzante, ha ricordato il numero uno della regione nella lettera aperta pubblicata anche sulle pagine del Corriere della Sera. E le persone che, fiduciose, stanno completando il ciclo vaccinale sono sempre più numerose. Lo fanno, fermo restando la crescita dei contagi, anche con l’auspicio di un ritorno alla normalità che, la “burocrazia da Covid”, non riesce a garantire.  Da qui muove l’appello di Zingaretti.

Il tampone per gli asintomatici

Sono tre le azioni che il presidente della regione suggerisce di mettere in campo. “Un  primo passo è, come chiedono alcune Regioni, far cessare l’auto-sorveglianza in caso di contatto stretto con positivi al Covid senza l’effettuazione di un tampone dopo 5 giorni. Altrimenti, soprattutto per le bambine e i bambini, per le ragazze e i ragazzi che vanno a scuola e per i loro genitori sarà un calvario. Inoltre occorre una parola chiara sul non obbligo di certificato medico per il rientro a scuola o al lavoro”.

Gli spostamenti dopo la quarantena

La seconda misura “di semplificazione e buon senso” da valutare riguarda gli spostamenti dei contagiati asintomatici. “In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti – ha ricordato Zingaretti – già oggi i positivi asintomatici dopo 5 giorni di quarantena, in assenza di sintomi, sono liberi di uscire di casa, anche senza tampone e certificato di guarigione. Tutto si fonda sul convincimento che un asintomatico, dopo l’incubazione e i primissimi giorni dall’esito positivo del tampone, non è più contagioso. Il Comitato scientifico sia investito di questo tema e se la valutazione fosse confermata e positiva, sempre completato il ciclo vaccinale, lo potremmo fare anche in Italia”.

L’uso del green pass

Il terzo passaggio suggerito dalla regione riguarda l’uso del green pass. Oggi la procedura prevede che venga sospeso e riattivato. Ma, ha sottolineato Zingaretti, “sta funzionando spesso a singhiozzo, con ritardi e malfunzionamenti”. Cosa fare quindi? Il suggerimento è quello di “potrebbe pensare a semplificare la vita ai positivi asintomatici che abbiano completato il ciclo vaccinale, evitando la sospensione del green pass, mantenendo la raccomandazione della quarantena di 5 giorni”.

Il ritorno alla normalità

Le azioni suggerite “sono prive di rischio” ha sottolineato Zingaretti, che auspica siano valutate dal comitato scientifico. Un parere positivo contribuirebbe a rispondere alla legittima ambizione di quanti, essendosi anche ivaccinati in gran numero, anelano ad un rapido “ritorno a una vita normale”. 

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