Elezione Presidente della Repubblica, il Pd: «Berlusconi divisivo, senza accordo scheda bianca nei primi 3 voti»- Corriere.it – Corriere della Sera

di Redazione Online

Le parole del segretario del Pd Enrico Letta durante la direzione: «Dovremo decidere cosa fare se il centrodestra andrà avanti con la scelta profondamente sbagliata di candidare il capo politico più divisivo che possa esserci. Serve un patto di legislatura tra le forze di maggioranza. Nomi? Farne significherebbe bruciarli»

«Dovremo decidere come comportarci se il centrodestra andrà avanti con la scelta — profondamente sbagliata — di candidare il capo politico più divisivo che possa esserci. Perché ogni capo politico è divisivo, ma quando parliamo degli ultimi 25 anni, è difficile pensare a una capo politico più divisivo di lui. È una scelta che ci ha profondamente stupito e anche deluso perché rende le cose più difficili».

A parlare, nel corso della direzione del Pd, è Enrico Letta. E il segretario — che delinea la strategia del Nazareno di fronte all’elezione del Presidente della Repubblica — ribadisce, ed esplicita, il no al nome di Silvio Berlusconi, sul quale ieri si è compattato il centrodestra.

«S si dovesse andare alle prime tre votazioni senza accordo», ha continuato Letta, «dobbiamo scegliere se andare lì votando scheda bianca con gli alleati o invece se decideremo tutti insieme di convergere su un nome. E poi dovremo decidere come comportarci se il centrodestra andrà avanti».

Ma il segretario pd ha poi lanciato l’ipotesi di un percorso diverso rispetto a quello delineato nella giornata di ieri da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia: «Mi sento di proporre a tutte le forze politiche», ha detto, «sia ai nostri alleati sia agli avversari, un’iniziativa che crei un patto di legislatura, portando all’elezione di un presidente della Repubblica istituzionale, super partes e di garanzia per tutti, una scelta forte per dare energia e forza perché i prossimi 14 mesi dell’azione di governo diano risposte efficaci e che noi usiamo questi 14 mesi per completare alcune fondamentali riforme per la buona politica».

Letta ha fatto anche aperture sulle modifiche alla legge elettorale: «Limitare il fenomeno del trasformismo parlamentare, che è uno degli elementi di maggiore lontananza dei cittadini dalle istituzioni, fino alla nostra disponibilità, che abbiamo sempre dato, ad aggiustare la legge elettorale, che non è la più bella legge elettorale che potremmo avere».

Il segretario pd non ha fatto nomi — «non vogliamo bruciare nessuno, non abbiamo la maggioranza assoluta del Parlamento ma la necessità di discutere insieme agli altri» — ma ha anche chiesto di «proteggere la figura di Mario Draghi: non possiamo permetterci di non avere come stella polare la sua credibilità a livello europeo e internazionale».

«Per noi responsabilità e stabilità delle istituzioni e del Governo sono due questioni che hanno a che fare con la vita dei cittadini, bene il patto di legislatura, bene non farsi tirare in una candidatura di parte», ha detto Graziano Delrio. «Si deve individuare una figura di alto profilo che possa succedere a Sergio Mattarella, anche nella capacità di unire, non solo i partiti, ma il paese, quindi figure divisive e capi di partito non possono ricoprire questo ruolo, quella di Silvio Berlusconi non è una proposta ricevibile» ha precisato la sottosegretaria Anna Ascani.

«Il governo deve continuare fino a fine legislatura», ha detto poi Goffredo Bettini. «L’emergenza non è finita, continua sia sul piano sociale sia su quello della pandemia. La cosa più naturale è che questo governo continui con il suo presidente del consiglio, con il presidente del consiglio attuale. È di obbligo per noi fare un tentativo politico aperto, al momento giusto, con i toni giusti e con le condizioni indicate da Letta, ma fare un’iniziativa politica con spirito unitario».

Irene Tinagli, invece, si rivolge al mondo della politica: «Voglio aggiungere un appello ai nostri dirigenti, ma anche ai nostri alleati e a tutti. Proviamo a guardarci da fuori, con gli occhi dei cittadini che si aspettano serietà trasparenza che non vogliono perdere tempo in giochini, furbizie, bandierine. Impariamo la lezione di David (Sassoli, ndr). Mantenendo i nostri valori, ma in un momento come questo andare a spaccarsi dopo due anni di pandemia lo troverei un segnale terribile di fronte ai cittadini», afferma la vicesegretaria Pd.

«In un tempo così difficile per il Paese serve alla Presidenza della Repubblica una figura non di parte, che sia garante di unità e sappia interpretare al meglio lo spirito europeista che è il presente e il futuro di tutti noi. Questa è la linea del Partito Democratico», dice Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.

Il dispositivo della Direzione, pubblicato al termine dell’incontro, ricalca questa posizione: «La Direzione» affida al segretario «il mandato, unitamente alle Presidenti dei Gruppi parlamentari di Camera e Senato, di seguire le trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica. Il PD ritiene che sia necessario individuare una figura di alto profilo istituzionale, che rappresenti indiscutibilmente i valori dell’unità della Nazione, e quindi non di parte. A tal fine occorre giungere rapidamente a una scelta condivisa dall’arco di forze parlamentari più ampio possibile, a partire da quelle dell’attuale maggioranza. Al contempo, la perdurante emergenza pandemica e la necessità di attuare con puntualità il PNRR richiedono che siano comunque garantite stabilità nell’azione di governo e una conclusione ordinata, e nei tempi ordinari, della legislatura».

15 gennaio 2022 (modifica il 15 gennaio 2022 | 16:12)

Sorgente articolo:
Elezione Presidente della Repubblica, il Pd: «Berlusconi divisivo, senza accordo scheda bianca nei primi 3 voti»- Corriere.it – Corriere della Sera

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Il tuo sito web Personalizzato
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Ugo Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Cloud Realtime
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Pubblicizza sito