Il Cts dice no: il bollettino resta invariato. I medici contro le «operazioni di maquillage» – Corriere della Sera

di Adriana Logroscino

La richiesta delle Regioni di distinguere positivi e ricoverati sintomatici da quelli asintomatici non passa. Il monitoraggio dell’Iss: «Italia in epidemia acuta». Rallenta la curva ma è record di morti

Non è il momento di cambiare. Il parere del Comitato tecnico scientifico è che il bollettino che misura la diffusione del Covid debba restare invariato, nei contenuti e nella cadenza quotidiana. Continuare a conteggiare anche gli asintomatici tra i positivi «è indispensabile per monitorare l’andamento della pandemia e identificare le varianti». Sulla distinzione tra ricoverati con Covid e ricoverati per Covid, invece, ci sarebbe uno spiraglio. Ma il ministero della Salute riferisce che è in corso «solo un dibattito preliminare».

Due regioni cambiano colore: Valle d’Aosta e Campania

E infatti, in funzione degli indicatori abituali sul numero di positivi e ricoverati, ieri il ministro Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che da lunedì fa passare la Valle d’Aosta in arancione e la Campania in giallo. Il parere del Cts riproduce quasi alla lettera l’indicazione dell’Istituto superiore di sanità. Ai presidenti di Regione, che insistono per la modifica dei conteggi dai quali dipendono le restrizioni da applicare, tocca ripiegare.

I numeri del virus

E confidare sul lento rallentamento della curva. Imboccato, come segnalano i 186.253 positivi di ieri, solo 1.600 in più del giorno prima. Tuttavia è stato anche il giorno del triste record di vittime della quarta ondata: 360, 115 nella sola Lombardia. Il monitoraggio settimanale, illustrato dal presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, e dal direttore Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, testimonia la crescita esponenziale di casi per effetto della variante Omicron che ormai prevale: è nell’81% dei casi sequenziati. L’Italia è classificata dall’Europa in rosso scuro, si trova cioè in una « situazione epidemica acuta ».

Incidenza alta in Lombardia e Campania

In tutte le regioni, eccetto l’Alto Adige, aumenta l’incidenza, che ora sfiora i 2.000 positivi ogni centomila abitanti. Sale «significativamente» l’indice Rt che ora è a 1,56, ma in Campania e Lombardia è sopra il 2. Tredici regioni sono a «rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile». Il contagio è in crescita in tutte le fasce d’età ma soprattutto tra i più giovani. Infatti la media dei positivi scende a 37 anni. I ricoveri tra i bambini sono limitati ma in aumento.

Si vaccinano 126 mila over 50, ma due milioni ancora no

Sicuramente positivo il dato sulla campagna vaccinale: un milione e mezzo in più le somministrazioni nell’ultima settimana, con le terze dosi a far da traino. Ma sono triplicate (126 mila) le prime dosi destinate agli over 50, ora sottoposti all’obbligo. Questa categoria conta però ancora due milioni di non vaccinati. Particolare preoccupazione desta l’aumento di ricoveri in generale.

La pressione sugli ospedali: «Evitare estremo sovraccarico»

«È necessario — è scritto nel report dell’Iss — invertire rapidamente la tendenza per evitare condizioni di estremo sovraccarico dei servizi sanitari già oggi fortemente impegnati». Il tasso di occupazione è al 17,5% nelle terapie intensive, e al 27,1% negli altri reparti. In entrambi i casi si osserva un «costante e continuo aumento», rispettivamente del 20 e del 32%, in confronto alla settimana precedente.

La pressione delle Regioni

Il tema dei posti letto occupati da malati di Covid, insieme con il calcolo degli asintomatici, è da giorni al centro del dibattito. La pressante richiesta di una revisione, da parte dei governatori, si poggia su indicazioni di alcuni esperti, come Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, che anche ieri è tornato a sostenere la sua tesi. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che ieri ha dovuto riaprire l’ospedale Covid in Fiera, a Milano, ritiene «fondamentale» scorporare i ricoverati in ospedale per il Covid e i ricoverati per altre ragioni ma positivi al virus.

Ordine dei medici: «I degenti, comunque li si calcoli, pesano»

Di tutt’altro avviso però è la società italiana di statistica, che invece difende il bollettino «prezioso per monitorare l’epidemia». Fa decisamente muro, poi, il presidente dell’Ordine dei medici, Filippo Anelli: «No a operazione di maquillage: comunque li si conteggi, i degenti in aumento sovraccaricano gli ospedali».

14 gennaio 2022 (modifica il 14 gennaio 2022 | 21:49)

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Il Cts dice no: il bollettino resta invariato. I medici contro le «operazioni di maquillage» – Corriere della Sera

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