Pd, appello di Letta al centrodestra per un patto di legislatura: “Eleggiamo insieme un presidente super part… – La Repubblica

“La proposta che faccio oggi è rivolta a tutte le forze politiche, sia ai nostri alleati, sia a coloro che hanno chiuso le porte al dialogo, una scelta sbagliatissima: noi quelle porte le vogliamo riaprire per il bene del Paese”. Indica una strada, il segretario del Pd. Avviando i lavori della Direzione nazionale allargata ai gruppi parlamentari, convocata in streaming causa Covid, Enrico Letta illumina la via che il Parlamento dovrebbe imboccare per mettere in sicurezza il Paese ancora alle prese con la pandemia, con l’attuazione del Pnrr, con la questione energetica che “sta mettendo in ginocchio lavoratori e imprese”. Un percorso che passa, innanzitutto, per la salvaguardia della figura di Mario Draghi, e arriva all’elezione di un capo dello Stato condiviso per lo meno dalle forze che compongono l’attuale maggioranza. Di fatto tendendo la mano anche ai “volenterosi” del centrodestra per smarcarsi dall’abbraccio mortale di Berlusconi, “la figura più divisiva che possa esserci, se guardiamo alla storia degli ultimi 25 anni”.

Patto di legislatura

E così, dopo aver annunciato l’intenzione di dedicare a David Sassoli la sala del Nazareno dove si riunisce la Direzione, Enrico Letta scandisce: “Proponiamo un patto di legislatura, per assicurarne la prosecuzione fino al 2023, fatto di tre punti: l’elezione di un o di una presidente della Repubblica istituzionale, super partes, di garanzia per tutti; la scelta di impegnarsi perché i prossimi 14 mesi di governo diano risposte efficaci, in continuità, ma con rinnovata energia ai problemi dei cittadini; completare le riforme per la buona politica”. La contromossa alla candidatura del fondatore di Forza Italia, ufficializzata ieri nel vertice di Villa Grande, che “ci ha stupito e deluso profondamente”: tutt’altro che “una piccola formalità” secondo il leader dem: “Ha reso l’elezione del Capo dello Stato una notizia che va al dà della dimensione domestica”, destando l’interesse “di tutto il mondo”, e Dio solo sa cosa potrebbe accadere se tale ipotesi si realizzasse, per la tenuta del Paese, la sua credibilità internazionale, la sostenibilità del debito pubblico che i mercati potrebbero aggredire.

Proteggere Draghi

Per questo a suo parere va aperto il dialogo fra tutte le forze parlamentari, perché “nessuno ha la maggioranza assoluta, non ce l’abbiamo noi ma neanche loro”. Con due regole di ingaggio precise. Primo, evitare di partecipare al toto-candidati: “In tanti ci hanno chiesto di mettere in campo un nostro nome”, scandisce Letta. “Ma mettere in campo nomi significa bruciarli, farne oggetto di veti. Non è questo il nostro atteggiamento. Abbiamo intenzione di muoverci in direzione costruttiva, positiva, per un nome in scia con lo straordinario settennato di Mattarella”. Secondo: “La buona politica passa dalla responsabilità, proteggendo la figura di Mario Draghi. Non vorrei che alla fine ci giocassimo la carta fondamentale che ha ridato all’Italia credibilità: salvaguardare la sua figura è fondamentale”.

No a elezioni anticipate

L’unica via, dunque, è tenere aperta la porta del dialogo, chiamare tutti i partiti a un patto di legislatura che ne garantisca la durata fino al 2023. “Il Paese non può permettersi elezioni anticipate, questa idea va messa assolutamente da parte”, dice chiaro Letta. Ci sono troppe cose urgenti, da fare, a partire dalla riduzione del costo dell’energia che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Perciò “serve un accordo generale che parta dalle forze di maggioranza”, è l’appello del segretario pd, “in cui ognuno faccia un gesto di coraggio e di generosità per il Paese. Chiedo a ognuno di uscire dai propri fortilizi, dai propri fortini che porta alla condanna definitiva degli italiani nei confronti della politica”.

Strategia giallorossa

Nonostante tutto, il leader del Pd è fiducioso: “Siamo positivi e ottimisti sul fatto che l’atteggiamento della nostra coalizione ci permetterà di convincere tutti per arrivare il più presto possibile a una elezione di un uomo o una donna di alto livello e super partes che raccolga l’eredità di Sergio Mattarella”. Ma poiché non si può escludere che il centrodestra resti sordo agli appelli del centrosinistra, la strategia da mettere in campo è quella di una comunità d’intenti con M5S e Leu: “I nostri alleati, con i quali abbiamo costruito la grande stagione del Conte 2, ci porta a costruire insieme la scelta sul presidente della Repubblica e quella delle elezioni del 2023″. Pertanto, se lo stallo con le altre forze politiche dovesse continuare, se si dovesse cioè andare alle prime tre votazioni senza un accordo largo, “dovremo scegliere se votare scheda bianca o proporre un nostro nome”, ipotizza Letta. “E poi dovremo decidere come comportarci davanti alla decisione del centrodestra di candidare un capo politico il più divisivo che possa esserci”. Una cosa infatti è certa: Berlusconi sulla scheda il Pd non lo scriverà mai.

Le divisioni nel Pd

Alla fine della relazione si apre il dibattito. E sebbene praticamente tutti si dichiarino d’accordo con l’impostazione del segretario, i componenti della Direzione dem si dividono sui Draghi e il Mattarella-bis, tutti preoccupati che questo passaggio possa provocare la caduta del governo e portare diritto al voto anticipato. Durissimo Gianni Cuperlo nel giudizio su Berlusconi: “La sua presenza ha inquinato per un quarto di secolo la democrazia, la sua candidatura è una provocazione sul piano politico e un’ipotesi inverosimile per il decoro repubblicano”. Non si può, per il dirigente me, “portare al Quirinale chi ha definito i magistrati un cancro del Paese, l’uomo del conflitto di interessi, della compravendita dei parlamentari, delle collusioni con la mafia”. Perciò “credo sia giusto che ci esprimiamo con nettezza”, esorta: “Se questa operazione dovesse concretizzarsi, un minuto dopo non ci sarebbe più il governo”. Per questo bisogna andarci cauti sui nomi da proporre per il Quirinale, valutando – se Draghi salisse al Colle, “un rafforzamento del profilo politico dell’esecutivo”. E badando bene a “evitare fughe in avanti, non sacrificare le figure più rappresentative sul piano interno e internazionale. Perché se dici “Mattarella bis lo recluti”, lo fai cioè diventare un candidato di parte, “prodicendo, per l’eterogenesi dei fini, l’effetto opposto a quello desiderato”.

Di avviso opposto Goffredo Bettini: “Io penso che questo governo debba continuare fino alla fine della legislatura: l’emergenza non è finita, continua sia sul piano economico, sia della pandemia, sia dell’attuazione del Pnrr. Bisogna dunque proseguire con il presidente del Consiglio attuale, anche per portare a termine le riforme istituzionali e della legge elettorale”. In scia Matteo Orfini, che pur senza dirlo esplicitamente, evoca il Mattarella-bis: “Dire che bisogna dare continuità dell’azione di Governo significa che Draghi resti a palazzo Chigi, ricostruendo un’agibilità maggiore di quella che ha avuto in quest’ultimo mese. Prima si chiude la partita del Quirinale prima riprendiamo l’azione di governo con la forza necessaria”. E siccome “abbiamo bisogno di un presidente della Repubblica che sia di garanzia, voi sapete come la penso”, è l’uomo che ha fatto nascere questo governo, cioè Mattarella, “u’n’opzione”, insiste Orfini, “sulla quale credo possano maturare le condizioni” per una riconferma.

Di avviso opposto Stefano Bonaccini, che non esclude una promozione dell’attuale presidente del consiglio al Qurinale: “C’è bisogno di autorevolezza, dentro e fuori il Paese, l’autorevolezza che Mattarella e Draghi garantiscono. Egoisticamente, da presidente di Regione, direi teniamo Draghi a Chigi fino a fine legislatura, ma è sbagliato toglierlo oggi dalla candidatura al Quirinale, perché bisogna mettere in campo tutto quel che serve per unire. Poi è giusto che un governo vada avanti fino al 2023”. Con il visegretario del Pd Peppe Provenzano a dare man forte: “Non possiamo permetterci di bruciare alcuna carta” avverte l’ex ministro per il Sud, “quindi io credo si debba dare un mandato ampio al segretario per giocare con tutte le carte”.

Sorgente articolo:
Pd, appello di Letta al centrodestra per un patto di legislatura: “Eleggiamo insieme un presidente super part… – La Repubblica

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Video Corsi Online
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Pubblicizza sito
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Campagne Email