Sicilia, scuole chiuse e Dad: riunione sindaci, elenco LIVE – Livesicilia.it

PALERMO – Fioccano le ordinanza di chiusura delle scuole dei sindaci dei Comuni siciliani che si trovano in zona arancione. Agrigento e Trapani fanno da apri pista dietro però si affolla il numero dei primi cittadini che, sulla scorta dei dati del contagio, e forti di una previsione normativa della prima ordinanza dell’anno del presidente delle Regione Nello Musumeci, chiudono le scuole. La didattica a distanza non può essere disposta dai primi cittadini che hanno solo il potere, in quanto autorità sanitarie locali, di tenere chiuse le scuole. Stabilire se fare didattica a distanza è invece compito delle istituzioni scolastiche.

Nel pomeriggio, inoltre, le fasce tricolore torneranno a riunirsi in un’assise dell’Anci Sicilia per discute il prossimo passo sul dossier. Dall’assemblea guidata da Leoluca Orlando c’è dunque da attendersi ulteriori aggiornamenti.

Il dibattito sulla riapertura della scuola negli ultimi giorni è stato quanto mai caldo. Si è tentato di procedere uniti con un coordinamento da parte della regione, poi è stata l’anarchia dei sindaci e lo scontro istituzionale. I prefetti hanno invitato al passo indietro mentre i Tribunali amministrativi regionali di Palermo e Catania hanno spazzato via le ordinanze dei sindaci delle grandi città e stabilendo che a Palermo, Agrigento e Messina si tornasse a scuola.

La norma regionale che dispone la Dad

Nel frattempo però la situazione è cambiata e sono iniziate ad arrivare le dichiarazioni di zona arancione. E così, al momento in una Sicilia che rimane zona gialla quasi un terzo dei comuni è in zona arancione. Qui c’è l’elemento di novità. Infatti il Presidente della Regione Nello Musumeci, con sua ordinanza ha stabilito che i sindaci possono tenere chiuse le scuole nei soli “territori dichiarati zona rossa o arancione” o dove ci siano circostanze di rischio estremamente elevato e comunque previo parere obbligatorio dell’Asp.

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In Sicilia ci sono 149 Comuni in zona arancione, ma si applicano regole diverse in base alla data dell’ordinanza emanata da Nello Musumeci. Per i Comuni che rientrano nella prima ordinanza del 2022 (nella provincia di Agrigento, a Canicattì e Palma di Montechiaro; nella provincia di Caltanissetta, a Caltanissetta e Gela; nella provincia di Enna, ad Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa; nella provincia di Messina, a Capizzi; nella provincia di Siracusa, ad Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino. La “zona arancione” è attualmente in vigore fino al 12 gennaio anche in altri quattro Comuni: Caronia e Santa Lucia del Mela nel Messinese; Ribera nell’Agrigentino; Gravina nel Catanese), Musumeci ha disposto la zona arancione fino al 19 gennaio. Però ha introdotto un articolo che consente ai sindaci, fino al 31 gennaio, previo parere dell’Asp, di “adottare provvedimenti di sospensione totale o parziale delle attività didattiche con conseguente adozione della Dad”. Questa disposizione non è presente nelle successive ordinanze e quindi, riepilogando, in 42 Comuni è possibile la dad, negli altri, in zona arancione, no. Ma alcuni sindaci stanno disponendo, ugualmente, la chiusura delle scuole.

Le ordinanze

Grazie a questa norma, i primi cittadini hanno potuto disporre la chiusura delle scuole al riparo dalla minaccia di ricorsi. Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè e dopo di lui il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha sospeso le lezioni in presenza, demandando la possibilità di didattica a distanza (Dad) ai vari istituti scolastici.

Li seguono numerosi sindaci di provincia, in tutte le articolazioni del territorio siciliano.

L’Asp di Trapani, che ha valutato gli indici di incidenza della variante Omicron del Covid-19 nel territorio di Salemi, si esprime a favore dell’adozione della didattica a distanza per le scuole e così il sindaco, Domenico Venuti, di conseguenza, stabilisce la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, compresi i servizi per l’infanzia, per sei giorni: dal 17 al 22 gennaio. L’ordinanza è stata firmata da Venuti a seguito della comunicazione ricevuta dal dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale, che ha risposto a una richiesta di acquisizione di un parere che era stata avanzata dal Comune di Salemi insieme con gli altri della provincia. “Continuo a sostenere che la didattica a distanza sia dannosa per la formazione dei nostri ragazzi tuttavia, come ho sempre detto, nella gestione della pandemia non bisogna seguire gli umori o le paure ma i pareri scientifici – afferma Venuti -, e così ci atteniamo al parere dell’autorità sanitaria competente”. Da ieri (nei giorni dispari, dalle 14 alle 21) all’ospedale di Salemi, grazie alla collaborazione Comune-Asp, è possibile vaccinare i bambini dai 5 agli 11 anni in un’area dedicata, alla presenza di pediatri.

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Misterbianco, città in zona arancione della provincia di Catania, avrà un giorno in più per decidere cosa fare sul fronte scuola. Lunedì 17, infatti, sarà vacanza a prescindere per la festività del Santo Patrono. Il sindaco di Misterbianco Marco Corsaro in queste ore sta incontrato i presidi e inoltre parteciperà alla riunione con l’Anci e gli altri sindaci al fine di trovare la migliore soluzione. “L’idea generale – fanno sapere a LiveSIcilia – è di fare dad il meno possibile”.

Il sindaco di Petrosino (Trapani), Gaspare Giacalone, ha firmato stamattina l’ordinanza con la quale dispone per 10 giorni la sospensione delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole. Il provvedimento sindacale avrà efficacia a partire da lunedì 17 gennaio e fino al 26 gennaio. Sarà competenza dei Dirigenti degli Istituti scolastici locali procedere all’attivazione della didattica a distanza. “Abbiamo ricevuto parere favorevole da parte dell’Asp per disporre la chiusura delle scuole e l’attivazione della Didattica a Distanza”, afferma. “Una decisione presa per limitare quanto più possibile il diffondersi dei contagi da Covid – aggiunge – e per tutelare i nostri ragazzi e le nostre ragazze, i nostri bambini e le nostre bambine”.

A Naso, nel Messinese, i positivi sono quasi il doppio di quelli conosciuti e tracciati dall’Asp di Messina. Come primo provvedimento emergenziale, ho predisposto anche per la prossima settimana, la chiusura delle scuole su tutto il territorio comunale”. Lo denuncia il sindaco Gaetano Nanì, che grazie al lavoro della Polizia Municipale, ha messo in atto la ricerca “in house” dei contatti da Covid-19 scoprendo che il tracciamento dei positivi, fornito dall’Asp è errato. “I dati riferiti ai cittadini Covid positivi di Naso, non rispecchiano la realtà dice Nanì -. Dai numeri in mio possesso, non sono inseriti, rispetto ai dati visionati sulla piattaforma nella serata di ieri, 30 persone su un totale di 40. La differenza sfiora quindi, il 75%”. Il comune di Naso, 3.500 abitanti sulla dorsale nebroidea della provincia di Messina, per il sindaco potrebbe quindi essere oltre la “zona arancione”, predisposta tramite l’ultima ordinanza del presidente Musumeci in vigore da oggi e fino al 26 gennaio.


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