Beppe Grillo indagato a Milano: l’accusa è di traffico di influenze illecite in cambio dei contratti… – Il Fatto Quotidiano

Beppe Grillo è indagato dalla Procura di Milano per traffico di influenze illecite in favore della Moby, in cambio dei contratti pubblicitari sottoscritti tra il 2018 e il 2019 dalla compagnia marittima – di proprietà dell’armatore Vincenzo Onorato, indagato per lo stesso reato – con il suo blog beppegrillo.it e con la Casaleggio Associati. Perquisita a Genova la sede della Beppegrillo srl, la società cui è intestato il portale web del fondatore M5S, nonché gli uffici di Onorato. Il fascicolo è affidato al procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e alla sostituta Cristiana Roveda. “Nello stesso lasso temporale” in cui sono stati firmati i contratti, si legge nel comunicato stampa della Procura, “Onorato Vincenzo ha richiesto a Giuseppe Grillo una serie di interventi in favore di Moby s.p.a. che Giuseppe Grillo ha veicolato a esponenti politici trasferendo quindi al privato richiedente le relative risposte”. Di qui l’ipotesi di traffico di influenze illecite.

I pagamenti di Moby al blog e alla Casaleggio associati (società di consulenza di Davide Casaleggio, l’altro fondatore del M5S) erano emersi oltre due anni fa nell’ambito dell’indagine fiorentina sulla fondazione Open di Matteo Renzi, anch’essa finanziata da Onorato: l’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia aveva segnalato i versamenti come sospetti in base alla normativa antiriciclaggio, “sia per gli importi, sia per la descrizione generica della prestazione ricevuta, sia per la circostanza di essere disposti a beneficio di persone politicamente esposte”. L’accordo di Moby con la Beppegrillo.it prevedeva un compenso di 120mila euro l’anno, per due anni, in cambio di uno spot al mese e dell’inserimento di messaggi pubblicitari, contenuti redazionali e interviste a “testimonial” della compagnia da pubblicare anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Nel 2018, poi, Onorato strinse un secondo accordo, stavolta con la Casaleggio Associati, affinché la società curasse – per un compenso teorico fino a 600.000 euro – nel primo anno in caso di obiettivo raggiunto, la “stesura di un piano strategico e la gestione di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli stakeholder del settore marittimo sulla limitazione dei benefici fiscali del Registro Internazionale alle sole navi che imbarcano equipaggi italiani o comunitari”. In seguito, in una nota allegata al piano di concordato preventivo presentato dalla compagnia e accolto a giugno 2020 dal Tribunale di Milano, erano stati svelati altri contributi a soggetti politici: 100mila euro alla fondazione Change di Giovanni Toti, 80mila al Pd, 10mila a Fratelli d’Italia.

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